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Muore per una diagnosi sbagliata. I famigliari chiedono un milione di euro di risarcimento

Un milione di euro. E’ la richiesta di risarcimento che i famigliari di un 45enne hanno rivolto all’Ausl Romagna per la morte del loro congiunto avvenuta nel 2017, circa un anno fa.

Al 45enne residente a Santarcangelo viene diagnosticato, dopo essersi recato al pronto soccorso di Rimini con forti dolori alla testa,  una sinusite risolvibile con un intervento chirurgico. L’uomo viene trasferito all’ospedale di Cesena per l’intervento. Dopo tre giorni di ricovero rientra all’ospedale Infermi di Rimini. Nonostante l’intervento, infatti, i dolori alla testa non migliorano. Il 25 novembre del 2017 le condizione dell’uomo improvvisamente si aggravano. Perde conoscenza e nel giro di poche ore muore.

I famigliari si affidano all’avvocato Pier Paolo Piccinini per capire quali sono le reali cause del decesso.

A seguito dell’autopsia si scopre che il 45enne è morto a causa di  trombo embolia polmonare. Molto probabilmente quando l’uomo è giunto al pronto soccorso aveva una occlusione acuta di alcuni vasi sanguigni dei polmoni e non aveva una sinusite.

Per questa ragione la richiesta di danni per colpa medica. La prossima settimana presso il centro di ADR CENTER di Rimini si cercherà di trovare una mediazione con l’Ausl Romagna ed evitare in questo modo il processo civile.

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