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Musicista Sutera assolto anche in appello: “Fine dell’incubo”

Dopo il tribunale di Rimini, anche quello di Bologna dà ragione a Francesco Monte e al musicista Marcello Sutera. I due, assistiti dall’avvocato Vincenzo Gallo, dovevano rispondere dell’accusa di truffa ai danni dell’azienda riminese Olè, che nel 2020 si era rivolta a Sutera per affiancare Monte nel suo debutto nel mondo della musica.

L’ex tronista stava per lanciare il brano di esordio, «Siamo già domani». I problemi sono cominciati quando la Olè si è ritirata dal progetto. Sutera è andato avanti e da lì è partita la battaglia legale innescata dall’azienda, che lo aveva anche accusato di aver prelevato indebitamente soldi dal bancomat che l’azienda gli aveva affidato.

A Bologna, davanti al giudice per le indagini preliminari, si discuteva del brano e del suo lancio. Secondo la Olè quel materiale non poteva essere utilizzato, perché frutto di appropriazione indebita. Ma il giudice ha accolto la tesi della difesa e ha prosciolto dalle accuse Sutera e Monte.

“Per me – racconta Sutera – è la fine di un incubo”.  In primo grado, il giudice riminese aveva scritto che le dichiarazioni di Massimiliano Passante, titolare di un outlet a Riccione, erano prive di riscontri oggettivi, mentre nel procedimento bolognese contro Francesco Monte e Marcello Sutera il Giudice delle Indagini preliminari precisa l’infondatezza della notizia di reato e archivia il procedimento nonostante l’opposizione dei legali.

“Il mio avvocato Vincenzo Gallo, che ringrazio, in questi procedimenti si è scontrato con 5 legali diversi. Un vittimismo ricco di fantasia tragicomica che mi hanno colpito nel lavoro nel periodo più duro della pandemia. Non si possono usare i mezzi di comunicazione come megafono condizionando la vita delle persone. Nella prima udienza preliminare riminese del 18 Gennaio 2022, che mi vedeva come imputato, mi sono ritrovato in prima pagina nelle testate nazionali con una notizia totalmente infondata”. “Sono felice che questa brutta pagina sia chiusa e che potrò finalmente essere pagato per il lavoro da me svolto con grande passione e dedizione”, conclude Sutera.

Ma la vicenda rischia di non chiudersi qui. “E’ vero che i due procedimenti penali in oggetto si sono conclusi con altrettanti ‘non luogo a procedere’ – ribatte Mauro Lascari legale della società Olè – ma entrambi i provvedimenti sono stati emessi dal Giudice per le indagini preliminari e ciò significa che i processi non si sono mai aperti e che i contributi testimoniali e gli elementi probatori in nostro possesso non sono stati neppure dibattuti. Non si tratta di un dettaglio di poco conto perché, anche se sotto il profilo penale non è stato possibile dimostrare le responsabilità del Sutera e di Francesco Monte, sul piano civilistico abbiamo ragione di ritenere che gli esiti processuali saranno assai differenti. Anche perché è lo stesso Gip di Bologna ad aver sottolineato, in merito all’ipotetica violazione degli accordi tra le parti, la possibilità che sussistano responsabilità civilistiche che, per altro, sono tuttora al vaglio del tribunale di Milano per quanto riguarda il Monte ma che molto presto coinvolgeranno anche il Sutera e l’azienda Guess, nei confronti dei quali verranno intrapresi in sede civile nuovi percorsi giudiziari. Dunque, pur non ravvisando gli estremi per la truffa, il giudice non ha affatto parlato di ‘accuse infondate’, rimandando in sede civile ogni altra valutazione”.

 

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