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Negrita a Rimini, con la musica e col disegno

“Rotolando verso Nord”, i Negrita sono giunti a Rimini. Il gruppo rock, formato nel 1991 a Capolonia, in provincia di Arezzo, si esibirà, domenica 1 luglio (ore 21,00), al Park Rock di Rimini. La band toscana è composta da: Paolo “Pau” Bruni (voce, chitarra, armonica a bocca), Enrico “Drigo” Salvi (chitarra solista, cori), Cesare “Mac” Petrichic (chitarra ritmica, cori), mentre Giacomo Rossetti (basso, cori) e Guglielmo Ridolfo Gagliano (pianoforte, tastiera e violoncello), si sono uniti al gruppo rispettivamente nel 2014 e 2013. Drigo, una delle colonne storiche dei Negrita insieme a Pau e Mac, oltre a essere il grande musicista che tutti noi conosciamo, è anche un eccellente disegnatore. Infatti, proprio in questi giorni alla Biennale del Disegno di Rimini, verranno esposte alcuni dei suoi lavori.

Enrico “Drigo” Salvi

Drigo, dal 1991, anno della nascita del vostro gruppo, quando è cambiata la musica?

«È cambiata moltissimo. Nel 1991 non c’erano ancora i telefoni cellulari, non c’era il digitale e tantomeno internet, non c’erano tutti questi strumenti che ci sono oggi per registrare e generare suoni. Allora, era fondamentale la performance del musicista e c’era molta più gente che usciva di casa per andare nei locali o assistere a qualche concerto. Oggi è cambiato il modo di ascoltare musica rispetto a 27 anni fa e questa trasformazione tecnologica e digitale è ancora in corso. Piattaforme come spotify e youtube hanno rivoluzionato tanti ambiti e anche il mondo della musica. Noi stiamo cercando di stare al passo con i tempi, guardando, studiando e imparando ad usare, ogni giorno di più, queste nuove tecnologie».

Nonostante tutte queste trasformazioni del panorama musicale, i Negrita continuano a “rotolare verso il successo”, qual è il vostro segreto?

«Questo per noi è il lavoro più bello del mondo. Ti tiene sveglio, ti tiene le orecchie bene aperte. Sappiamo benissimo che questo mestiere ci consente di vedere posti nuovi, raccontare in musica le nostre esperienze e, soprattutto, più che una band siamo un gruppo di amici, che si vuole ancora un gran bene».

Domenica farete tappa al Park Rock di Rimini con il vostro tour “Desert Yacht Club”, che è anche il nome del vostro ultimo album. Come è nato?

«Ogni nostro album nasce dopo un viaggio lungo ed importante e anche questo non ha fatto eccezione. Ogni volta cerchiamo di allontanarci dalla routine quotidiana e partiamo alla volta di posti nuovi e caratteristici, che possano regalarci qualche nuova emozione. Siamo arrivati fino in America, in questo “Desert Yacht Club” appunto, un campeggio per roulotte in mezzo al deserto. Dentro questa roulotte avevamo a disposizione un computer per comporre suoni, musica e parole».

Ma, oltre alla musica, so che ti cimenti anche nel disegno e hai esposto alcuni tuoi lavori alla Biennale del Disegno di Rimini. Quindi la musica non è tutto?

«Ho cominciato a proporli sui miei social e alcuni sono già disponibili. Io vado sempre in giro con due zaini sulle spalle, dentro ai quali ho tutto l’occorrente per fare filmati, foto o appuntarmi idee e realizzare disegni. Ho accumulato tantissimo materiale di questo tipo nel corso degli anni e un giorno qualcuno mi ha chiesto di fargli vedere quello che avevo realizzato e da quel preciso istante in me è scattato un vero interesse verso i miei lavori. Ultimamente si sta muovendo qualcosa in questo senso, infatti domenica 1 luglio, stesso giorno del concerto dei Negrita, alle ore 15,00, terrò una conferenza al Museo della Città di Rimini, dove cercherò di spiegare qual è il processo creativo che mi porta a raccogliere tutto questo materiale. Il disegno serve per capire come ti senti e cosa ti passa nella testa, non a caso è anche usato dagli psicologi per comprendere il comportamento dei bambini e la stessa cosa avviene quando sei solo in casa prendi la chitarra e suoni. Il modo di suonare e toccare le corde descrive come ti senti in quel momento. Per me disegnare ed esercitarmi con la chitarra sono la stessa cosa. Il disegno è improvvisazione e frutto di ispirazione estemporanea. Il tratto corrisponde al tocco sulla chitarra, mentre il colore si riferisce al suono».

Tornando alla musica e al concerto di domenica, cosa si dovranno aspettare i vostri fans riminesi?

«Si dovranno aspettare una band indiavolata. Questa estate abbiamo in calendario molte date e la possibilità di girare tutta l’Italia e siamo contentissimi di partire per questo tour. Abbiamo in serbo per i riminesi un bellissimo show visivo così impattante e strabiliante che li farà rimanere a bocca aperta. Oltre a molte delle nostre hit, ci saranno anche canzoni dell’ultimo album e, soprattutto, pezzi che ci va di fare, semplicemente perché ne abbiamo voglia».

Nicola Luccarelli

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