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Nella Valigia Rossa i segreti del piacere

La sessualità, un tabù. Solo dagli anni Sessanta del secolo scorso si è riscoperto il piacere di parlarne.Donne e uomini, in maniera più aperta e diretta. E allora, qual è il modo giusto per vivere a pieno la sessualità? Semplice, provando a liberarci di tutto quello che ci frena. Quello che non ci fa essere noi stessi, sia sotto le lenzuola, che fuori. E poi c’è il piacere. Come viverlo? Come raggiungerlo e come raggiungere un’intesa, con tutte le differenze che esistono fra fra donne e uomini?

E allora che fare? In aiuto di tutte quelle donne che vogliono riscoprire il piacere sessuale è nata La Valigia Rossa . Il nome si ispira a quelle usate per la vendita a domicilio di sex toys. Questa, però, non è una valigia nel senso stretto del termine, ma un’azienda composta da consulenti tutte donne che aiutano altre donne a ritrovare la strada della felicità. Una di queste consulenti è la riminese Barbara Olivi, con ben cinque anni di esperienza nel settore. La Valigia Rossa opera in Italia dal 2010 ed è presente, oltre che a Rimini, a Forlì e Cesena.

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Barbara Olivi

Quanto è cambiata la sessualità in questi ultimi anni?

«La sessualità ha subito profonde modifiche negli ultimi anni con l’avvento dell’era di Internet. Tramite pochi click si viene letteralmente inondati da un numero infinito di informazioni e immagini tra le quali non è facile discernere. L’utente medio si trova in balia d’informazioni contrastanti e ha facile accesso alla pornografia, inseguendo così la chimera della conoscenza di un argomento tanto delicato e discusso. I vecchi tabù sono stati sdoganati a livello teorico ma in pratica la strada è ancora lunga per raggiungere uno degli obiettivi principali che ci sono alla base della filosofia “Valigia Rossa”: rendere le donne consapevoli e responsabili del proprio corpo e della propria sessualità. E dico le donne, in quanto è il pubblico al quale ci rivolgiamo».

Quando è nata La Valigia Rossa?

«L’idea nasce da un’esigenza. Quella delle donne di ogni status ed età che vogliano accedere alle giuste informazioni per una sana e giocosa vita sessuale nel modo che sia a loro più congeniale. Una serata fra amiche, nell’intimità del proprio salotto e con un ospite discreto che con ironia e raffinatezza dia la possibilità di toccare con mano i prodotti e le accompagni con competenza nel viaggio della consapevolezza sessuale. La geniale idea è di due donne coraggiose: la nostra direttrice Cristina Luzzi, guida e motore, in collaborazione con la nostra sessuologa, la dottoressa Natalia Guerrero Fernandez, navigatore e benzina. Per non creare malintesi ci tengo a precisare che siamo un’azienda e non un’associazione, anche se il progetto è molto ampio e il cuore sociale ben presente. La Valigia Rossa nasce dalla presa di coscienza del desiderio di crescita, evoluzione e necessità di conoscenza da parte delle donne. Dalla necessità di fare cultura attraverso la condivisione di dubbi, desideri, necessità e di farlo in modo allegro, che è il miglior modo per sdrammatizzare i problemi e quindi avere la lucidità per risolverli. I prodotti sono utili accessori per passare dalla teoria alla pratica, perché il beneficio sia immediato ed evidente».

Vengono molte donne a chiedere aiuto?

«Alla Valigia Rossa si rivolgono innanzitutto le donne, di qualsiasi età e strato sociale. Le mamme, le nonne, le mamme e le figlie insieme. Il nostro progetto è trasversale, ci è capitato di fare riunioni a giovani ragazze curiose con occhi sgranati e a nonne curiose con occhi altrettanto sgranati, che ci rivelano di aver fatto l’esperienza per non perdersi nulla dalla vita e di esserne uscite arricchite. La fascia di età più interessata è comunque tra i 30 e i 45 anni. Un’età in cui si cercano nuove idee per abbattere la routine o alternative per stare finalmente bene con noi stesse. Sono donne che ci dicono ‘grazie’ spesso. E questi ringraziamenti sono la motivazioni che ci spingono a studiare, ad aggiornarci ed essere consulenti brave».

Che cos’è La Valigia Rossa?

«Il nome ‘La Valigia Rossa’ è nato perché arriviamo a casa delle nostre clienti con una vera e propria valigia rossa (made in Italy!). Il rosso è energia, è sensualità, è un colore impattante e passionale, il colore di una vita vissuta appieno! Rispecchia le consulenti de LaVR, donne decisamente sopra le righe!».

Vengono anche molte riminesi a chiedere qualche consiglio?

«Il progetto è molto amato in Emilia Romagna e devo dire che le riminesi, in particolare modo, ci richiedono a gran voce! Ritrovarsi in casa, in uno spazio privato, in totale privacy e parlare di sessualità senza mezzi termini ma con un linguaggio scientificamente corretto… beh, non è da tutti! E alle romagnole questa franchezza piace».

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Da quanto tempo fa parte de La Valigia Rossa? Di che cosa si occupa lei all’interno di quest’azienda? Da quante persone è composta?

«Avevo sentito parlare delle consulenti LaVR in una trasmissione televisiva. Così una sera di novembre del 2012, quasi per gioco, ho deciso di scrivere una mail per diventare consulente… Dalla mail al primo contatto sono passati solo pochi giorni, poi l’iter è iniziato rapidamente: un intenso corso di formazione durante il quale si cerca di capire se le aspiranti abbiano le caratteristiche e lo spirito giusto per entrare a far parte di questa meravigliosa famiglia. E di cui fa parte un’attenta preparazione rivolta alle tematiche della sessualità e conoscenza dei dettagli dei tanti prodotti che abbiamo a catalogo… dall’olio sensuale afrodisiaco baciabile, al sorprendente sex toy di ultima generazione, più intrigante per il gioco di coppia, a oggetti per la salute ahimè poco conosciuti e così incredibilmente rivoluzionari. Nel febbraio 2013 l’ultimo decisivo incontro con la presenza della nostra direttrice Cristina e della dottoressa Natalia insieme ad altre donne che come me desideravano iniziare questo percorso. Ricordo ancora l’emozione provata quando ho ricevuto la mia Valigia Rossa con tutti i suoi tesori. Il ruolo che svolgo è quello di consulente, cioè mi avvalgo delle conoscenze specifiche acquisiste nei corsi e attraverso un costante aggiornamento personale, per proporre i nostri prodotti sensuali in occasione di serate al femminile organizzate da gruppi di donne che vogliono, appunto, avere accesso a una serata divertente e professionale sul tema della sessualità. Al momento siamo 130 consulenti in tutta Italia».

Dove operate principalmente?

«L’Italia del Nord è quella con più consulenti, ma siamo in continua evoluzione e crescita, infatti oramai siamo presenti in tutte le regioni. Nell’area di Rimini ci siamo io e la mia collega Giulia, nella zona di Forlì e Cesena c’è Alice. Come può intuire le consulenti sono solo donne. È un marchio di fabbrica».

Esistono delle regole da seguire per vivere a pieno la sessualità e godere di tutti i suoi benefici?

«Non esistono regole specifiche uguali per tutti nella sessualità, l’importante e viverla appieno con consapevolezza. La nostra azienda, con le sue consulenti e la rete di specialisti che la compone, cerca di aiutare a trovare la risposta giusta per ogni esigenza. Diamo strumenti, idee, possibilità. Scegliere è un lusso che ci concede solamente la conoscenza delle variabili».

Perché comprare i sex toys?

«Il sex toy può essere considerato un accessorio complementare in coppia, o di compagnia se si è sole. Avere un sex toy significa innanzitutto conoscersi più a fondo e poi sperimentare, giocare da soli e col partner. La sessualità si spegne senza la giocosità. Meglio accendere un sex toy quindi».

A chi dice che il sesso non è tutto cosa risponde?

«Il sesso è una componente indispensabile e indissolubilmente legata al benessere della persona. La presenza o assenza di un ingrediente determina il buon esito di una ricetta quindi si può sopravvivere senza sesso ma sarebbe vivere a metà, sarebbe privarsi di un diritto fondamentale dell’individuo. Perché non mettere quel pizzico di sale che ci fa sentire donne appagate e consapevoli?».

Nicola Luccarelli

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