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“Nessuno va più dal medico di famiglia?” Il dottore della mutua di Rimini risponde a Giorgetti

“Nessuno va più dal medico di famiglia”: l’affermazione del sottosegretario leghista Giancarlo Giorgetti  ha provocato moltissime reazioni. Fra queste, la lettera che ci ha inviato un medico di famiglia riminese, Corrado Paolizzi, “dutòr dla mutua”:

Egregio Dottor Giancarlo Giorgetti,

sono tra quei medici di famiglia che invece si sono offesi per le sue considerazioni espresse al Metting di Rimini.

Forse più che offeso, stupito, ma neanche, amareggiato.

Le sue parole se le avesse pronunciate un avventore di un bar, dopo aver sorseggiato qualche bicchiere di vino, lo stesso probabilmente l’avrei stroncato con un “poche idee, ma confuse; continua a bere e non dir sciocchezze”, ma Lei non era al bar, ma in una assise pubblica, ed allora credo possano tornargli utili alcune mie considerazioni, essendo operatore di una delle trincee della Medicina, la Medicina di base (mdb) detta anche assistenza primaria.

Chi va più dal MMG (medico di medicina generale)?

Non so in che realtà lei viva, ma lì semmai dovrebbe chiedere spiegazioni.

Da noi in Romagna, un MMG massimalista ossia con circa 1600 pazienti (Pz), registra circa 13/14MILA accessi nelle cartelle cliniche dei propri pazienti, dove non sono registrati i consigli telefonici (compresi messaggi whatsapp, sms o email), dove non sono registrate le visite domiciliari (sì! facciamo anche quelle) o le visite ambulatoriali per cui non necessita nessuna prescrizione (in questi casi non è raro dimenticarsi di aprire la cartella clinica del paziente).

Facciamo attività di medicina legale/fiscale  quando emettiamo certificazioni INAIL, INPS o per iniziare le pratiche di riconoscimento di invalidità, rilascio (il rinnovo lo Stato l’ha delegato ad altri) di patente e porto d’armi. Anche perché , mi aiuti lei, in quali e quanti stati europei esiste la medicina legale?

Ci occupiamo della tutela del paziente cronico e ci preoccupiamo di andare a vedere periodicamente al domicilio pazienti “inamovibili” affetti da patologie che necessitino un monitoraggio.

Siamo parte molto attiva nella assistenza domiciliare dei “pazienti cronici in fase acuta di malattia” (terminali). Siamo il primo punto di ascolto delle famiglie con pazienti gravemente malati e/o psichiatrici che pensano al “dopo di noi” (se vuole Le posso spiegare di cosa si tratta).

Lo sa che qui in Romagna abbiamo un servizio organizzato tra medici di base ed ausl per cui praticamente come “nuclei” garantiamo il servizio per 10/12 ore al giorno?

Facciamo azione di controllo sulla appropriatezza prescrittiva di farmaci ed esami a cui corrisponde una efficace “spending review”; se non sa bene cosa sia nello specifico chieda al nostro Direttore Generale ed ai nostri segretari sindacali.

Facciamo ciò perché con il nostro Paziente abbiamo un rapporto di fiducia.

Lei comprenderà che ridurre il nostro lavoro ad una semplice trascrizione di ricette è offensivo e rischioso per le finanze dello Stato.

Anzi, Lei che si è formato alla Bocconi (breve divagazione), potrebbe indicare ai medici ospedalieri i vantaggi economici che ha comportato l’introduzione dei DRG 30 anni fa? E come è andata la spesa sanitaria.

Tutto ciò combattendo con l’ignoranza dilagante merito dei social network che bene li definì Umberto Eco,  uno strumento che “dà diritto di parola alle legioni di imbecilli…ed ha  promosso lo scemo del villaggio a portatore di verità”;  cerchi pure su Internet,  per qualcuno fonte inesauribile di saggezza e verità,  la definizione di Eco relativa ai social media.

E non mi voglio perdere nella considerazione che la lingua italiana imporrebbe relativamente al passaggio : “…chi ha almeno 50 anni va su Internet e cerca lo specialista…”. Ossia ? Cosa voleva dire? che dai cinquant’anni in su fanno queste ricerche su Internet o dai 16 ai 50 ? Insomma lessicalmente la frase quale suo pensiero voleva esprimere, perché riesaminandolo, mica l’ho capito tanto?

Fin qui ho raccontato fatti, ora consenta anche a me qualche considerazione per la quale fin da subito pubblicamente chiedo scusa se non corrispondente al vero., ma solo ad una interpretazione.

Credo si sia di fronte da anni ad una demonizzazione della classe medica, a cui far seguire una delegittimazione, per impegnarsi poi nella sua sostituzione.

DEMONIZZAZIONE. Le storie di malasanità che per anni ed ogni tanto ancora ora campeggiano sui mass media, chiaro esempio che “fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce”; queste storie che mai hanno avuto il contraltare delle tante , quotidiane e bellissime storie di diagnosi e cure efficaci. Ora capisco che la locandina di un giornale evidenzi tali fatti perché deve vendere,  ma non comprendo assolutamente per quale motivo chi ci governa e conosce fatti e dati, abbia sempre taciuto;  silenzio interrotto da minime iniziative quasi personali.

DELEGITTIMAZIONE.  “Cavolo volete? Prendete un sacco di soldi per non far nulla”. Che non sia così penso di averlo brevemente scritto sopra.  Relativamente alla paga,  negli ultimi 25 anni, grazie alla svalutazione e contratti mai rinnovati,  il potere di acquisto si è ridotto di circa 8 o 9 volte. Scrivo come medico di famiglia; se la Medicina Generale piange, mi giungono voci che purtroppo quell’Ospedaliera certamente non rida.

DELEGITTIMAZIONE 2. “I medici sono troppi! E non è giusto che gli specializzandi non siano pagati”. Bene. Come ha operato la politica italiana 25 anni fa (adducendo motivazioni europee)?  Ha messo il numero chiuso a medicina e alle scuole di specialità riducendo drasticamente e miopicamente i posti. Oggi,  dopo 25 anni mancano i medici.

SOSTITUZIONE. Quando si parla di immigrazione non bisogna essere distratti solamente da quei disperati che arrivano sui barconi,  le cui immagini  potrebbero lasciare insensibili solo delle bestie,  ma a mio avviso bisogna aver di fronte tutta la immigrazione,  compreso quella in giacca e cravatta che arriva in auto o con gli aerei.  Cosa è anche l’immigrazione?  Non mi dica Onorevole Giorgetti che lei non l’ha capito, non ci credo.

L’immigrazione dei disperati è manodopera a basso costo!

Trenta anni fa erano solo muratori, raccoglitori di pomodori, operai di lavori pericolosi e vagavano su fatiscenti biciclette; facevano “i lavori che gli italiani non vogliono più fare”.

Oggi girano in auto e certi professionisti come i medici sono ricercati anche in Romania.

Fantasie? può essere, ma ne riparleremo tra 20-30 anni.

Intanto ditelo agli italiani cosa realmente sta succedendo!

Dite agli italiani gli interessi che si stanno manifestando relativamente alla gestione  della cronicità, come ad esempio in Lombardia (vuole una copia del volantino che la regione Lombardia distribuiva proprio al Meeting?).

SOSTITUZIONE 2. In nome del modernismo estero,  in molte strutture il medico è stato sostituito dall’infermiere. Motivo ufficiale?  Sono bravi e formati allo specifico ruolo. Concordo. Ma aggiungiamo che costano meno di un medico, hanno la loro specifica professionalità data dalla specifica formazione,  che però non è quella del medico.

La sanità è per me un concerto di varie professioni, tutte importanti e fondamentali; sostituirne alcune a scapito di altre mi lascia perplesso.

Creare le lauree brevi, distribuendo i titoli di dottore come caramelle dai carri di carnevale, ha giovato solo al disegno politico che ha confuso artatamente “spending review” con risparmio a tutti i costi.

Non spendere non significa risparmiare e non va confuso con non sprecare.

RAPPORTO DI FIDUCIA MEDICO/PAZIENTE. Raccontate anche come sarà il rapporto fiduciario medico/paziente nelle aggregazioni mediche oltre la “Medicina di Gruppo”.

Mi consenta una battuta (per far pari le racconterò anche 10 barzellette cattive sui medici): quando inizieremo ad importare politici dalla Germania ?

Comprende dott. Giorgetti perché il popolo (ergo anche molti medici) riguardo il lavoro dei politici italiani non può far altro che esplodere nel commento esclamativo in cui esplose Fantozzi dopo aver subito la proiezione del film “la corazzata Potemkin” ?

I politici, gli statisti per quella che è la mia idea, non dovrebbero dare continuamente prova di un dilettantismo sconcertante.

Io e lei in privato, IN PRIVATO, tra amici, possiamo fare tutte le considerazioni che vogliamo, anche le più sciocche, ma in pubblico, quando si indossano i vestiti dell’incaricato di pubblico servizio o dell’eletto dal Popolo, NO, bisogna pensare e poi, solo poi parlare, pesando le parole.

E le proprie parole devono esprimere la Verità sostenibile.

Concludo con un invito: si impegni di più a diminuirci il carico burocratico nella nostra professione; sarebbe un’azione nettamente più opportuna delle considerazioni, credo,u spero, involontariamente formulate.

Con rispetto

Corrado Paolizzi  Medico di famiglia

Dutor dla muttua (dialetto romagnolo)

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