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I No Vax si preparano a invadere Rimini “e la stampa faccia il suo mestiere”

I No Vax si preparano alla manifestazione del 29 giugno a Rimini: “Siamo famiglie che in Romagna hanno creato un forte coordinamento tra gruppi spontanei – scrive il comitato Libera Scelta Romagna – sorti per contrastare la deriva dogmatica e scientista che sta erodendo diritti universalmente riconosciuti”.

“La nostra regione nel 2016 faceva da capofila nella nazione capofila: anticipava la norma nazionale vietando i nidi ai bambini non perfettamente aderenti a controversi programmi di vaccinazione di massa, molto dibattuti e divisivi, soprattutto nel panorama medico e scientifico. Limitazione di diritti poi decretata per tutta Italia, estesa fino ai 6 anni, con sanzioni inasprite e condite da minacce alla responsabilità genitoriale. Si giustificava la norma castrando l’indipendenza dei medici con vergognose radiazioni: colpirne uno per educarne cento. Solo limitando il diritto di parola si realizza infatti la presunta unanimità scientifica che, in realtà, è solamente mediatica”.

“Dopo anni di lotte e proteste, abbiamo toccato con mano la cecità dei media e la sordità delle istituzioni. In questo territorio si intensifica la repressione, si palesano contraddizioni e lacune di una legge raffazzonata, applicata fantasiosamente e a macchia di leopardo, che ha costretto i municipi di Rimini e Cesena a subordinare, tramite ordinanza, i diritti scolastici alle disponibilità economiche. Ci sono già proposte per estendere la discriminazione alle scuole di ogni grado e agli adulti”.

“Tuttavia, lontano dai riflettori della stampa, il dibattito è vivo più che mai, in Italia e in Europa, a livello scientifico, politico e sociale. Perciò ci vediamo a Rimini il 29 Giugno, per difendere la Libertà e la Scienza: quella fatta di inclusione, confronto e ricerca, senza interessi commerciali, politici o altro. Non stiamo quindi parlando della scienza del marketing preconfezionato o dei ciarlatani prezzolati, ma di quella seria che la televisione, tra uno spazio pubblicitario e l’altro, non ha voglia né tempo di diffondere”.

“Condividiamo l’esigenza di porsi garbatamente e pacatamente per dare un taglio innovativo all’evento. Per questo stiamo raccogliendo adesioni e contributi dai più alti esponenti nel campo scientifico, giuridico, umanistico, e non solo, tra cui Ivan Cavicchi, Paolo Maddalena e Giulio Tarro”.

“L’impegno non è “contro i vaccini”: distorsione estrema che non significa nulla. Ci sentiamo solo in dovere di difendere i diritti di tutti, diritti che riteniamo non condizionabili: scuola, libertà di scelta terapeutica, inviolabilità del corpo e uguaglianza. Questi non possono, in una democrazia liberale e moderna, essere subordinati all’adesione a politiche sanitarie di massa dettate dall’alto, non scaturite da esigenze oggettive ma da diktat di organismi non eletti e da accordi poco chiari. Seguendo quindi prassi di cui non c’è traccia nella Costituzione, per motivi che i suoi estensori, provenendo da una dittatura, avevano ben compreso e vissuto”.

“Il prossimo capitolo è a Rimini: non ci vendiamo, non ci arrendiamo, non arretriamo!l professor Giulio Tarro (presidente Virosfera, pluricandidato al Nobel, miglior Virologo al mondo secondo IAOTP) e il professor Paolo Maddalena (giurista e magistrato, già Giudice della Corte Costituzionale)”, conclude l’appello di Libera Scelta Romagna.

Insieme a questo comunicato è stato accluso un invito rivolto alla stampa perché partecipi alla manifestazione: “Il giornalista difende il diritto all’informazione e la libertà di opinione di ogni persona; per questo ricerca, raccoglie, elabora e diffonde con la maggiore accuratezza possibile ogni dato o notizia di pubblico interesse secondo la verità sostanziale dei fatti”. Richiamando queste parole(art. 2, Testo Unico dei Doveri del Giornalista), desideriamo invitarvi alla manifestazione per difendere la Libertà e la Scienza che si terrà sabato 29 giugno 2019 a Rimini, in piazza Cavour a partire dalle ore 17,30″.

“La vaccinazione di massa, al di là di come è stata presentata dagli organi di informazione, resta un tema molto dibattuto in campo medico e scientifico. Ciononostante, nel nostro Paese la stampa – che di certo non brilla nelle classifiche sulla libertà stilate da Reporter Senza Frontiere – ha scelto di ridurre questo articolato dibattito in continuo aggiornamento ad una semplicistica, quanto fantomatica, battaglia tra opposti: pericolosi “no vax” e paladini “pro vax”. Una polarizzazione, tanto estrema quanto non rispondente alla realtà, che ha sostanzialmente impedito ad un dibattito pubblico libero e serio di svilupparsi. Questo non fa onore ai professionisti dell’informazione ed è causa di ferite profonde nella società”.

“Ci appelliamo quindi al vostro impegno per la “ricerca della verità sostanziale dei fatti” chiedendovi di partecipare all’evento, il 29 giugno prossimo, che proporrà prestigiosi contributi di esponenti del campo medico e giuridico tra cui, per citarne alcuni, il professor Giulio Tarro (presidente Virosfera, pluricandidato al Nobel, miglior Virologo al mondo secondo IAOTP) e il professor Paolo Maddalena (giurista e magistrato, già Giudice della Corte Costituzionale)”.

Raccogliendo volentieri l’invito a ricercare “la verità sostanziale dei fatti”, merita sapere qualcosa di più almeno sul professor Giulio Tarro. Next Quotidiano dice di lui: “Giulio Tarro viene spesso presentato come “il miglior virologo del mondo” o come “il migliore virologo dell’anno”. Il virologo premiato negli USA ma snobbato in Italia. Nel 2018 ha effettivamente ricevuto un premio da un’associazione americana chiamata IAOTP (Associazione internazionale dei migliori professionisti) come”miglior virologo dell’anno”. Peccato che, come ha scoperto il noto sito di bufale BUTAC, la IAOTP sia una sorta di agenzia che vende onorificenze. In ambito scientifico questo tipo di premi sono noti come predatory prize, si tratta di premi che vengono assegnati a persone che in genere ricevono e-mail e telefonate scam di congratulazioni per spingerli a pagare grosse somme per targhe commemorative, copie di souvenir o premi”.

Inoltre: “Chi parla di Giulio Tarro, spesso dichiara che sia stato candidato al Nobel una, due o addirittura tre volte. Il “Pluricandidato al Nobel”. Anche i Lions hanno festeggiato la sua candidatura nel 2015. Peccato che le candidature al Nobel in realtà vengano rese pubbliche solo dopo cinquant’anni dall’anno di una premiazione. Il fatto curioso è che le candidature non vengono divulgate a nessuno eccezion fatta per la commissione che deve valutare chi tra i candidati vincerà il prestigioso premio. Questo è stato ulteriormente chiarito dalla Fondazione Nobel in una mail in risposta ai quesiti dei Biologi per La Scienza”.

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