Home > Cronaca > Noelia uccisa a Rimini aveva paura di quell’uomo che la voleva “sua”

Noelia uccisa a Rimini aveva paura di quell’uomo che la voleva “sua”

Ha ripetuto la sua storia davanti al giudice fra le lacrime, ma senza mostrare segni di vero pentimento. Ha raccontato come lui, Maximo Aldana De La Cruz, peruviano di 54 anni, ha ammazzato la “sua” Noelia con 21 coltellate perchè ha perso la testa di fronte a un matrimonio rifiutato. La figlia di Maximo aveva cercato di difenderla, ma anche lei è rimasta ferita, per fortuna in modo lieve.

Oggi nell’interrogatorio di garanzia Maximo ha rievocato la sua relazione con Noelia Rodriguez Chura, morta il 19 maggio a 46 anni in un appartamento dell’Ina Casa di Rimini. La loro storia durava da 20 anni. Dieci mesi fa Aldana De La Cruz si era preso cura dei figli di lei, quando Noelia era volata in Italia per lavorare a Rimini come badante.

Maximo però la voleva sposare ed era arrivato a Milano, ospite presso sua figlia Beatriz avuta da una precedente relazione. Però Noelia ora non lo voleva più. Gli dava dell’incapace e del fallito, voleva lasciarlo.

Quel giomo la figlia aveva organizzato un incontro per tentare un chiarimento; una riconciliazione, secondo lui. Maximo aveva nel taschino l’anello nuziale comprato a Milano in dicembre. Però in una borsa teneva anche un coltello, a suo dire per fare qualche lavoretto da macellaio. Una lama seghettata lunga 20 centimetri.

Avevano atteso nell’appartamento di via Dario Campana il ritorno di Noelia. Ma appena aperta la porta, lei aveva iniziato a urlare, ormai aveva un altro uomo, Maximo doveva andarsene per sempre. E al tentativo di abbracciarla, lo aveva respinto, gli aveva detto di non toccarla.

Sempre secondo il suo racconto, a quel punto l’uomo sarebbe stato accecato dall’ira. Ha tirato fuori il coltello e l’ha affondato nel fianco della “sua” Noelia, facendola crollare sul pavimento. E lui sopra, continuando a colpirla dappertutto. Fino a quando Beatriz è riuscita a bloccare il padre procurandosi anche due ferite da taglio, per fortuna lievi, all’addome e a una mano; per lei una diagnosi di 20 giorni.

Secondo il referto medico, la morte di Noelia Rodriguez Chura è avvenuta fra le 12 e le 14 di quel 19 maggio per “shock emorragico acuto ed irreversibile”.

E lei temeva che sarebbe successo qualcosa di brutto. Aveva raccontato a un’amica lo stato di vessazione in cui versava. Che quell’uomo era follemente geloso senza averne alcun motivo. Era arrivato a minacciarla di trascinarla a forza di nuovo in Perù. E proprio per questo aveva chiesto all’amica di tennerle il passaporto.

Dopo averlo ascoltato un quarto d’ora, il GIP di Rimini Vinicio Cantarini oggi ha confermato l’arresto di Maximo Aldana De La Cruz per omicidio aggravato. Nell’ordinanza di custodia cautelare si parla di un’“indole violenta, aggressiva ed impulsiva, del tutto insensibile al rispetto della altrui integrità fisica”. Deve stare in carcere, perchè ha “dimostrato di non avere alcuna capacità di autocontrollo della propria indole impulsiva e vendicativa”. 

Tutto per questo per gelosia? Piuttosto, secondo il magistrato “nella malsana pretesa di rivendicare il ‘possesso’ della compagna e rancore nutrito per la diversa scelta sentimentale, e di vita, fatta dalla donna”.
;

Ultimi Articoli

Scroll Up