Home > Cronache Malatestiane > Noi nuotatori d’altura

A Rimini gli appassionati del mare di una certa età che non siano iscritti al Club Nautico si dividono in due categorie. I ‘Contemplativi Stanziali’, gruppo di sentenziosi filosofi stesi sugli scogli del porto, e i ‘Nuotatori d’Altura’, che partono dai rispettivi bagni dirigendosi verso le boe bianche collocate a cinquecento metri dalla battigia che delimitano l’area interdetta ai natanti a vela o a motore.

Di nuotatori d’altura ne sono rimasti pochissimi, quasi tutti anziani. I giovani prediligono infatti la piscina perché dà loro sicurezza. Niente correnti, niente cavalloni, niente granchi, meduse e pesci ragno. Il mare, insomma, ispira loro timore. C’è perfino chi, suggestionato dal film Lo Squalo, ritiene che anche dalle nostre parti si aggiri il Carcharodon Carcarias detto anche Squalo bianco. Per non parlare della fobia “Federica Pellegrini” consistente (per usare le parole della nostra campionessa) nel “nuotare senza sapere cosa c’è là sotto” (sic).

Il nuotatore d’altura, abituato fin da piccolo a puntare dalla ‘palata’ le navi ancorate al largo, nutre invece un rapporto di rispettosa amicizia con l’Adriatico. Battendo un calmo e rilassato crawl si dirige verso la boa (ahimè il solo punto di riferimento rimasto dopo l’abolizione dei trampolini al largo) e quindi punta verso le coste croate.

Alternativa: nuoto trasversale di boa in boa quando c’è troppo traffico o si tratta di lottare con le correnti provocate dalla maretta. E io trovo che queste calme, interminabili nuotate, per l’effetto droga dovuto all’autoproduzione di endorfine, siano paragonabili alla corsa lenta ed estatica sulle lunghe distanze dei ‘runner’.

Bene. Un noto architetto Riminese, pesante sulla terraferma ma vero delfino in Adriatico, ebbe una decina di anni fa l’idea di fondare una Associazione di nuotatori d’altura, (il ‘Club della boa bianca’) raccogliendo l’adesione di una trentina di soggetti. Venne varato uno statuto che prevedeva percorsi settimanali di gruppo e varie iniziative sociali e fu creato perfino un distintivo, una piccola boa d’argento da appuntare sul bavero della giacca.

Purtroppo, anno dopo anno, gli incontri davanti al Bagno n. 5 si diradarono e ognuno tornò a nuotare per conto proprio. La ragione? A differenza del cicloturista che ama pedalare in gruppo chiacchierando, il nuotatore d’altura è essenzialmente un solitario. Già. Come è possibile parlare con qualcuno mentre si batte il crawl ?

Giuliano Bonizzato

(Da ‘Il sorriso della motociclista’ 2021 Ediz. Il Ponte Vecchio. In tutte le librerie e su Amazon.)

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