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Nomadi, è di nuovo polemica fra Comitato ProRimini e Piccari

Si riaccende il dibattito sulle microaree in vista dello smantellamento del campo nomadi di via Islanda. L’occasione viene data da una delibera di indirizzo proposta dal capogruppo del Pd Enrico Piccari sulle micro aree per insediamento di Sinti e Rom sul territorio comunale.

Per comprendere il motivo della rinnovata polemica, è necessario chiarire l’oggetto della discussione.

Nel 2015 è stata approvata una legge della Regione Emilia Romagna che nel “Quadro dell’Unione Europea per le strategie nazionali di integrazione dei Rom fino al 2020” favorisce il superamento di tutte le condizioni che possono determinare esclusione sociale e stigmatizzazione. La legge regionale prevede la sperimentazione e lo sviluppo di soluzioni insediative innovative di interesse pubblico, quali le microaree familiari, pubbliche e private.

Su questa possibilità di individuare delle micro aree per superare il campo di via Islanda si è aperto un dibattito nella città e nel consiglio Comunale, nei mesi scorsi, che nonostante numerosi tentativi di trovare una soluzione non ha ancora prodotto nessuna decisione politica ed amministrativa.

La situazione abitativa dei Sinti e dei Rom non riguarda solo il campo nomadi di via Islanda. Vi sono anche famiglie dei popoli nomadi presenti sul territorio comunale senza avere nessun titolo edilizio e pertanto realizzando insediamenti abusivi.

Il Comune di Rimini ha proceduto all’individuazione di queste aree ed ha proceduto, su disposizione del giudice, alla loro acquisizione al patrimonio comunale di tali aree e relativi manufatti abusivi.

La norme nazionali prevedono che i beni immobili abusivi, dopo la loro acquisizione, “possono essere demoliti con ordinanza del dirigente o del responsabile comune a spese dei responsabili dell’abuso, oppure in alternativa  in alternativa alla demolizione, il consiglio comunale può deliberare il mantenimento dell’opera abusiva se dichiara per essa l’esistenza di prevalenti interessi pubblici e sempre che l’opera non contrasti con rilevanti interessi urbanistici, ambientali o di rispetto dell’assetto idrogeologico”.

Queste le norme nazionali. Sul tema specifico è intervenuta la legge regionale del 2015, relativamente alle opere abusive realizzate da Sinti e Rom. In particolare la Delibera della Giunta Regionale del 2016 N. 43/2016 permette il riuso delle abitazioni, realizzate abusivamente prima dell’entrata in vigore della medesima legge e acquisite al patrimonio comunale. Nella delibera della Giunta Regionale si legge: “Si tratta di una previsione straordinaria, che si giustifica solo in considerazione della sopravvenienza di una legge regionale che disciplina le microaree familiari, e che, pertanto, potrà trovare applicazione una sola volta e con riferimento alle sole opere abusive realizzate e acquisite al patrimonio comunale prima del 1° agosto 2015 (data di entrata in vigore della legge regionale n. 11 del 2015).”

Questo il quadro normativo di riferimento. In questo contesto si inserisce la delibera di indirizzo del capogruppo del Pd Piccari che chiede di attuare questa norma regionale.

Su questa delibera è intervento anche il portavoce del Comitato ProRimini Loreno Marchei il quale lamenta che “180 cittadini circa, autocertificatisi di etnia Rom o Sinti, che dimorano in abitazioni abusive costruite su terreni agricoli già acquisiti dal Comune di Rimini per tali illiceità, potranno continuare a dimorare nelle stesse sulla base della Legge Regionale n. 11/2015 e della Delibera di Giunta Regionale n. 43/2016 che concedono questo beneficio solamente agli appartenenti a tali etnie a condizioni economiche irrisorie ed ampiamente derogabili”.

Il rappresentante di ProRimini dimentica di dire che le norme a cui fa riferimento sono state approvate in sede legislativa e di Giunta Regionale e non vi sono atti di richiesta di illegittimità davanti alle Istituzioni preposte.

Forse l’unico problema dell’atto di indirizzo del consigliere Piccari riguarda la modalità di applicazione delle norme regionali. Infatti vi è una condizione da rispettare, che  ”gli immobili siano collocati nelle aree idonee individuate dal Programma stesso”. Il Programma per l’individuazione delle microaree è normato dall’articolo 3.2 della delibera regionale: “L’Amministrazione comunale, che scelga di realizzare le microaree familiari per il superamento delle aree di sosta, deve predisporre un apposito Programma con il quale individua:
i nuclei familiari che possono usufruire delle microaree pubbliche e private;
le aree del territorio comunale idonee alla loro localizzazione.

In conclusione la delibera di indirizzo del capogruppo del Pd Piccari è coerente alla legge regionale e invita la Giunta Comunale a produrre una delibera per approvare il programma delle microaree sia nuove che quelle presenti sul territorio da sanare.

Il resto è un dibattito politico sugli abusi edilizi, che prescinde dalle leggi nazionali e regionali che ricordiamo derivano a loro volta “dall’articolo 6 del Trattato sull’Unione europea, ai principi contenuti nella comunicazione della Commissione europea COM(2011) 173 del 5 aprile 2011 ‘Quadro dell’UE per le strategie nazionali di integrazione dei Rom fino al 2020i”.

In allegato:

Legge Regionale 16 luglio 2015, Norme per l’inclusione sociale di Rom e Sinti

Delibera Giunta Regionale in attuazionedella legge

Proposta deliberativa Capogruppo Pd Enrico Piccari

(nella foto, il campo nomadi di via Islanda a Rimini)

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