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Nome nuovo e network internazionale: svelato il progetto per il Prince di Riccione

L’arrivo del gruppo Cipriani e dell’imprenditore veneto Tito Pinton potrebbe portare a una vera e propria rivoluzione della movida sulla Riviera Romagnola. Perlomeno a Riccione dove la cordata potrebbe presto tornare a far brillare di luce propria il vecchio “Prince”. L’accordo con Sergio Lazzaretti e Luigi Pritelli è ancora in divenire, manca la firma, ma le parti sembrano determinate a concludere l’affare, che prevede l’affitto dei locali della discoteca e con opzione di acquisto in futuro.

Ma come riportato in un articolo pubblicato dal Corriere della Sera di Bologna, gli imprenditori veneti (Pinton è già conosciuto nel mondo del divertimento notturno essendo il gestore della celebre discoteca il Muretto di Jesolo)  starebbero pensando a un rilancio di caratura internazionale della celebre discoteca. Via il nome, innanzi tutto e via anche il ristorante, largo ai lavori di ristrutturazione dell’immobile e apertura di un locale gemello oltroceano, a New York (e si vocifera anche Miami), con lo stesso nome del “gemello” riccionese. Ma c’è di più. Stando a quanto detto al Corriere dallo steso Pinton e come confermato da Gianni Indino, presidente di Silb Emilia Romagna e Confcommercio Rimini, a Riccione dovrebbe approdare anche una academy destinata alla formazione di producer e dj.

E non è finita qui. Nell’operazione dovrebbe entrare anche Radio M20, che in estate potrebbe iniziare a trasmettere in diretta proprio da una nuova sede dislocata all’interno del locale. Radio M20, per inciso, fa parte del gruppo Gedi così come Radio Deejay da anni legata alla città di Riccione con i concerti targati “On Stage” e le trasmissioni in diretta dall’Aquafan.

Tanto per ripercorrere la storia del locale, vale la pena di ricordare che la storia del Prince cominciò nell’oramai lontano 1988, quando il locale era di proprietà di Palazzetti. Nel 1990 passò di mano al sodalizio formato da Sergio Lazzaretti e Luigi Pritelli che in questi giorni sono, come detto, in trattativa con la cordata degli imprenditori veneti.

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