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Nounadimeno Rimini: “Adunata Alpini, altre denunce in arrivo”

“Forse saranno archiviate anche le altre denunce, ma non per questo ci fermeremo”: così Alice di Nonunadimeno Rimini dopo la richiesta della Procura di chiudere il fascicolo su molestie avvenute durante l’adunata nazionale degli Alpini.

Era l’unica denuncia fin qui presentata, ma Alice assicura che ne arriveranno altre: “Stiamo continuando a raccogliere testimonianze e abbiamo intenzione di portarle alla Procura tutte insieme e saranno parecchie. Ci sono ancora 30 giorni di tempo per sporgere denuncia”. Autodifesa Transfemminista aveva parlato di “170 persone che ci hanno contattato” e “a tutte abbiamo offerto supporto”.

Anche Alice se non si nasconde le difficoltà di ricostruire quanto accaduto ormai due mesi fa: “Le immagini delle telecamere private non vengono conservate a lungo e la scarsa sorveglianza durante la manifestazione rendono difficile raccogliere riscontri e testomonianze”.

E cosa dice a chi, come l’ANA e l’assessore veneta Elena Donazzan, chiede delle scuse? Sebastiano Favero, presidente dell’Assocazione nazionale Alpini, ha subito dicharato: “Con grande amarezza dico che invece di generalizzare su un’intera associazione che ha dimostrato in tutti questi anni i suoi valori e i suoi ideali bisognerebbe essere più cauti. Invece, purtroppo, si sparano sentenze senza avere alcuna prova e poi non si ha neanche il coraggio di chiedere scusa”.

Noi non dobbiamo scusarci con nessuno – risponde Alice – perchè abbiamo semplicemente riportato i fatti che ci venivano raccontati. Non abbiamo mai parlato male del corpo degli Alpini, ma solo di avvenimenti accaduto durante la loro adunata: non abbiamo niente contro di loro”.

Autodifesa Transfemminista aveva organizzato un presidio anche durante la Notte Rosa, il 2 e 3 luglio: “Tutto sommano è andata bene – riferisce Alice – non ci sono stati segnalati episodi gravi, a parte uno di omofobia. Forse il fatto che gli eventi fossero diluiti lungo molti chilometri di costa ha evitato eccessive concentrazioni che potevano generare situazioni pericolose. Da parte nostra abbiamo distribuito 200 preservativi e questionari, presto tireremo le somme”.

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