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Novafeltria: il Dottor Corrado Arduini nuovo direttore “Medicina interna e Lungodegenza” dell’Ospedale

A seguito di apposita procedura selettiva il dottor Corrado Arduini è stato nominato direttore dell’unità operativa di “Medicina interna e Lungodegenza” dell’Ospedale “Sacra Famiglia” di Novafeltria, ruolo che già ricopriva come facente funzioni dal pensionamento del dottor Lorenzo Marani. Questa mattina in ospedale la conferenza stampa di presentazione del professionista insieme al direttore sanitario dell’Ausl Romagna Stefano Busetti e del direttore del presidio ospedaliero di Rimini – Santarcangelo – Novafeltria Gianfranco Cicchetti. Quest’ultimo ha evidenziato le doti umane oltre che professionali del dottor Arduini, “che conosco da tanti anni, abbiamo lavorato fianco a fianco, e sono perciò molto contento della sua nomina: sono convinto che sia la persona giusta nel posto giusto”. Mentre il dottor Busetti ha sottolineato come “con questa nomina andiamo a completare i vertici dei reparti di Medicina dei piccoli ospedali di questa Azienda, come Cattolica, Sangtarcangelo, San Piero in Bagno e, appunto, Novafeltria, che rappresentano servizi molto importanti nei piccoli ospedali, strutture che a loro volta sono un perno fondamentale della rete ospedaliera romagnola.  E quando, come in questo caso, sono situati in montagna, rappresentano un ulteriore valore aggiunto”.

Laureatosi in Medicina e Chirurgia all’Università di Bologna nel 1987 col massimo dei voti ed una tesi sperimentale sulla patologia renale, il dottor Arduini ha conseguito la specializzazione in “Medicina interna” nel 1992 presso lo stesso ateneo e ancora col massimo dei voti ed una tesi sperimentale. Sia prima sia dopo la laurea ha partecipato alle attività di reparto presso la Cattedra di Semeiotica medica di Bologna. Oltre 150 i corsi e le formazioni post laurea seguite dal dottore, tra cui diverse in malattie tropicali e sul virus Ebola e numerose sono le pubblicazioni a suo nome. 

A livello professionale il dottor Arduini vanta una lunga carriera come internista con attività clinica di reparto, presso l’Ospedale di Novafeltria, presso il quale è stato assunto nel 1998 e presso il quale è stato, tra l’altro, responsabile della struttura semplice di Alcologia e del Day Hospital Medico. Precedentemente è stato medico di medicina generale nel territorio dell’Alta Valmarecchia, e dal marzo 1996 a fine febbraio 1997 ha lavorano un anno in Zambia inviato dal Celim di Milano (Organizzazione governativa per la Cooperazione coi Paesi in via di sviluppo) dove ha svolto attività assistenziale presso l’Ospedale missionario di Chirundu, in particolare nel ruolo di responsabile del Reparto pediatrico e di medicina interna.

L’Unità operativa di “Medicina interna e Lungodegenza” dell’Ospedale di Novafeltria, inserita nel Dipartimento di Cure primarie e Medicina di Comunità di Rimini, ha una dotazione di 5 medici compreso il direttore ed è dotata di 41 posti letto di degenza (28 di medicina e 13 di lungodegenza). L’attività è la seguente: in Medicina 800 pazienti trattati l’anno per circa 9.700 giornate di degenza complessive; in Lungodegenza 120-130 pazienti trattati anno per oltre 1.200 giornate di degenza. Le principali patologie trattate sono quella di origine cardiaca, polmonare, neoplastica ed infettivologica per la Medicina, riabilitativa per la Lungodegenza.

L’attività ambulatoriale effettuata dall’unità operativa riguarda le seguenti specialità: diabetologia, medicina interna, endocrinologia ed ecografia tiroidea, con circa 500 pazienti l’anno.

Tra gli obiettivi del dottor Arduini vi è la collaborazione con tutti i servizi, sia ospedalieri sia territoriali, al fine di creare percorsi che garantiscano ai pazienti equità d’accesso, uniformità di trattamento e massima qualità della presa in carico in particolare sul tema della continuità terapeutica e delle dimissioni protette. Tema che il professionista ha toccato presentandosi: “La collaborazione con gli altri reparti e con tutti gli ospedali è già molto forte. La nostra mission è la presa in carico di pazienti non più in fase acuta per il riavvicinamento a casa e per una dimissione il più possibile protetta. Cercheremo di farlo sempre di più e meglio”.

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