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Nuovo parco commerciale Misano, la consigliera Sensoli presenta interrogazione in Regione

“La doppia proroga della conclusione della Conferenza dei servizi sul progetto di un polo commerciale a Misano Adriatico è la conferma della volontà, da parte dell’amministrazione comunale, di procedere con un intervento assolutamente anacronistico e che provocherà dei danni irreparabili alla rete del piccolo commercio della zona. Per questo la Regione dovrebbe stoppare questo progetto e rendersi portavoce delle preoccupazioni espresse a più riprese sia dai cittadini che dalle categorie economiche colpite dalla nascita di questo nuovo centro commerciale”. È quanto sostiene Raffaella Sensoli, consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle all’interno di un’interrogazione presentata in Regione sulla realizzazione di un nuovo parco commerciale a Misano Adriatico.

“La decisione di far sorgere un nuovo centro commerciale, già totalmente inopportuna all’epoca dell’inserimento nel PTCP della Provincia di Rimini oltre dieci anni fa, oggi diventa totalmente sciagurata visto che la rete del piccolo commercio sta attraversando una crisi piuttosto profonda – spiega Raffaella Sensoli assieme al portavoce M5S in Senato Marco Croatti – Con l’ultima e ulteriore proroga per la conclusione della Conferenza dei Servizi, richiesta dal sindaco di Misano e spostata addirittura all’8 febbraio 2020 quando avrebbe dovuto concludersi originariamente nell’agosto del 2018, sembra che il Comune voglia realizzare questo progetto a tutti i costi andando contro quelle che sono le reali esigenze e richieste del territorio”. Nell’interrogazione, infatti, si fa riferimento all’esigenza di miglioramento e potenziamento del commercio naturale in tutte le frazioni, per fare in modo che i vari quartieri si autosostengano e siano dotati di servizi differenziati, oltre a un investimento per i collegamenti locali, ripensandone la struttura e realizzando una connessione stradale più efficace e sicura piuttosto che l’investimento che verrà attuata nell’area “Bandieri”, ovvero, l’ennesima colata di cemento. “In questa operazione l’obiettivo finale non sembra essere quello di tutelare l’interesse pubblico. Inoltre, non c’è mai stato un vero ascolto pubblico, come dimostrano anche le ampie reazioni di dissenso delle comunità locali e soprattutto dei settori produttivi interessati, che hanno accompagnato questa vicenda. Per questo – concludono Sensoli e Croatti – ribadiamo il nostro no al progetto”.

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