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Obbligo pagamenti elettronici, l’appello di Indino (Confcommercio) ai parlamentari e i consiglieri regionali

Il Presidente provinciale di Confcommercio Gianni Indino ha inviato una lettera ai parlamentari locali e ai consiglieri regionali locali sull’obbligo dei pagamenti elettronici.

Per Indino la misura non è supportata da interventi preliminari che garantiscano l’azzeramento delle commissioni sui piccoli importi.  “La manovra che sta per essere approvata dal Governo – scrive il Presidente Indino – individua ingenti entrate nella lotta all’evasione fiscale, una previsione che, per come strutturata, avrà come effetto dirompente, da un lato un ulteriore aumento degli oneri a carico delle imprese, dall’altro l’appesantimento dell’operatività quotidiana, già ampiamente rallentata da burocrazie e adempimenti”, spiega.

Per il presidente di Confcommercio, tuttavia, persistono anche alcune altri problemi.“L’incentivo all’uso della moneta elettronica non è seguito da una necessaria revisione al ribasso – con l’azzeramento per le transazioni sui piccoli importi – delle commissioni sui POS, come richiesto a gran voce e a più riprese dal nostro Presidente Confederale Carlo Sangalli. Uno stato di cose che avrà come naturale conseguenza l’aggravio dei costi per le imprese. Altri investimenti, poi, si rendono necessari per l’acquisto, l’aggiornamento e l’adeguamento dei registratori di cassa adeguati all’emissione degli scontrini elettronici e la lettura dei barcode legati al Portale Lotteria degli scontrini, previsione quest’ultima che genererà anche maggiori consumi – e relativi costi – di carta. Oneri, questi, che si sommano ai recenti investimenti legati all’introduzione della fatturazione elettronica.

Anche l’organizzazione del lavoro potrà subire gravi rallentamenti per la macchinosità delle operazioni che dovranno essere attivate per ogni cliente, soprattutto in fase iniziale e in corrispondenza dei maggiori flussi di persone. Senza dimenticare le difficoltà dei collegamenti telefonici e internet in importanti porzioni del nostro territorio, soprattutto l’entroterra e, quindi, in taluni casi con le relative e serie problematiche nell’espletamento degli adempimenti richiesti.

La richiesta di cui mi faccio portavoce è che la classe politica, a tutti i livelli, si adoperi affinché si giunga ad una rivisitazione di tali disposizioni normative che andrebbero a penalizzare ulteriormente quel tessuto produttivo del nostro Paese già duramente colpito da anni di crisi, difficoltà e congiunture economiche negative”.

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