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“Orlando e il pinguino”, l’autrice riminese Sara Galli: “I bambini non li freghi”

La riminese Sara Galli presenta “Orlando e il pinguino”

“Orlando e il Pinguino” è un libro per bambini scritto dall’attrice e musicista riminese Sara Galli. Dopo aver arricchito gli studi con un corso quadriennale di Musicoterapia, da una decina d’anni svolge prevalentemente un lavoro educativo rivolto al mondo dell’infanzia e dell’adolescenza, nel quale i mezzi di comunicazione sono sempre il teatro e la musica. Lavora con Alcantara, per il teatro, con ragazzi dalle elementari alle superiori, e con la didattica e il gioco musicale con bambini dai due ai quattro anni. Il libro è illustrato da Roberto Grassilli ed edito da Bertoni Junior; è stato presentato sabato 2 febbraio alla Libreria Viale dei Ciliegi a Rimini.

Sara Galli

Sara, chi è Orlando?

«Orlando è un bambino pieno di fantasia e di idee ingegnose. È un bambino che non si arrende alle prime difficoltà: per lui, e per ogni bimbo in gamba come lui, infatti, nulla è impossibile».

E il pinguino, invece?

«Del pinguino non posso dire troppo, rovinerei la sorpresa!».

Quando le è venuto in mente di scrivere questo libro?

«Scrivo ogni anno i copioni degli spettacoli che metteranno in scena i miei ragazzi, oppure invento personaggi per i più piccoli, li faccio vivere e parlare in modo che li accompagnino nel loro percorso scolastico. Spesso scrivo in rima, filastrocche, e piccole canzoni. Sono sempre stata molto affascinata da certi libri per l’infanzia, ammiro il modo geniale che alcuni autori hanno di giungere a sintesi perfette di concetti a volte complessi da spiegare ai bambini. Mi colpisce come riescano a sublimare in pura poesia le loro emozioni, a far interagire in maniera tanto armonica la parte scritta e quella illustrata. La vera abilità consiste nel rendere semplice ciò che semplice non è. Da queste osservazioni e considerazioni è nata la mia voglia di voler provare a pubblicare un libro per l’infanzia.  “Orlando e il pinguino” è nato così, un po’ di getto, e dopo alcuni aggiustamenti ha trovato la sua strada: non è stata una di quelle storie rimaste nel cassetto per molto tempo».

Per realizzare questo tipo di opere letterarie bisogna essere un po’ bambini? Vedere il mondo con i loro occhi?

«Ammetto che, rispetto al mondo dei bambini, mi trovo in una situazione privilegiata, perché ho modo di osservarli di continuo, di passare con loro del tempo di grande qualità, di avvicinarmi al loro pensiero e al loro mondo. Ma, soprattutto, i bambini mi danno ogni giorno la possibilità di ricordare com’ero io da bambina, cosa pensavo, e le sensazioni che provavo. Per tornare un po’ bambini non basta giocare con loro restando sulla propria rigida struttura da adulti, bisogna davvero togliersi le maschere, il ruolo che ci ha dato la società, e cercare di tornare a quel “qualcosa” di noi che è lì dalla nascita e che nel tempo non potrà mai cambiare, bisogna lasciarsi andare e aver voglia di sporcarsi le mani e i vestiti. Forse si può anche scrivere un libro per l’infanzia senza fare questo passaggio, che richiede un piccolo sforzo, ma poi i bambini lo sentono subito che c’è qualcosa che non va e se cerchi di fregarli sono i primi ad accorgersene. I bambini ci chiedono autenticità, affetto e presenza».

Sabato c’è stata la presentazione del suo libro nella sua città; era emozionata?

«E’ stato un incontro-laboratorio su prenotazione. Non vedevo l’ora di far conoscere questa storia ai bambini della mia città che ancora non conoscono Orlando e il pinguino. Certo che ero un po’ emozionata, e spero di emozionarmi sempre tanto ogni volta che mi troverò davanti questi nobili spettatori. Ma non ero sola, perché al mio fianco c’era Roberto Grassilli, lo straordinario illustratore che ha dato vita alle immagini di questo libro, che gli danno voce, vita e colore».

Sta pensando ad un altro libro con protagonista Orlando per caso?

«Sì, devo dire che spesso mi attira l’idea di scrivere altre avventure di Orlando,  magari insieme ai suoi nuovi amici. Chissà, potrebbe diventare una collana, se l’editore vorrà! A proposito, ci terrei a ringraziare Bertoni Editore e Costanza Lindi per aver creduto nella nostra proposta editoriale».

Nicola Luccarelli

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