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Palazzo Gambalunga: martedì il libro “Francesca da Rimini” scritto per per Sarah Bernhardt

Martedì 3 agosto, alle 21, alla Corte di Palazzo Gambalunga, anteprima del volume di Francis Marion Crawford, Francesca da Rimini, tragedia in cinque atti e un prologo, 1902. Traduzione dal francese di Letizia Imola, presentazione di Natascia Tonelli, postfazione di Ferruccio Farina, edito da Vallecchi.

Nel primo semestre 1901, appena i giornali enfatizzarono la notizia che D’Annunzio era intento a comporre la sua Francesca da Rimini immerso in estasi poetiche e amorose insieme a Eleonora Duse, Sarah Bernhardt incaricò il bravo scrittore italo-americano Francis Marion Crawford di procedere nella stessa direzione creando una nuova Francesca da mettere in scena con cui dimostrare il suo indiscusso primato sulle scene d’Europa e d’America. 

Nonostante i suoi sessant’anni, avrebbe interpretato lei stessa la giovane appassionata figlia di Guido da Polenta che il bravo Crawford le avrebbe confezionato su misura per lei. La tragedia ebbe l’esordio il 22 aprile 1902 al Théâtre Sarah-Bernhardt di Parigi con un successo i cui echi giunsero fino alle Americhe. 

Successo a Parigi e ancora a Londra nella tournée del giugno 1902. Di certo dovuti al poetico testo di Crawford, alla traduzione in francese di Schwob e, soprattutto, a Sarah, vera creatrice e direttrice di tutto lo spettacolo.
Il testo di Crawford non è mai stato tradotto in italiano né dall’originaria versione inglese del 1901, né dalla versione francese tradotta da Marcel Schwob nel 1902. 

Non è difficile immaginare il perché, pensando a quanto disturbo avrebbe recato al potente D’Annunzio la compresenza di una Francesca da Rimini in concorrenza con il suo “poema di sangue e di lussuria” sul quale aveva investito tanto della sua reputazione.
Ora Letizia Imola pone rimedio all’immeritata damnatio memoriae italiana con la sua magistrale traduzione che ci permette di assaporare, attraverso l’opera di un grande scrittore, il fascinoso mondo del teatro francese della Bella Époque di cui Sarah Bernhardt è stata indiscussa regina. E pone anche in giusta luce un prezioso tassello di quel variegato e sfavillante mosaico che fa, di Francesca da Rimini, uno dei miti più diffusi e più amati della modernità. 

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