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Palmizio (FI): “Bolkestein, trappola mortale per le imprese balneari”

Pubblichiamo una nota di Elio Massimo Palmizio, presidente Coordinamento regionale Emilia Romagna di Forza Italia, sulla mancata approvazione in parlamento della legge delega che avrebbe dovuto ordinare le concessioni demaniali marittime e quindi il regime delle zone di spiaggia:

“Il DDL Ammazzabalneari non si farà per merito delle forze unite di centrodestra che con un percorso che abbiamo iniziato alla Camera dei Deputati e che si è concluso in questi giorni al Senato ha bloccato il pericoloso tentativo di fare passare una Legge Delega che iniziava proprio con l’ accettazione delle evidenze pubbliche” – dichiara il Coordinatore di Forza Italia dell’ Emilia Romagna On. Massimo Palmizio.

Questo DDL non rappresentava come vogliono fare credere invece i colleghi Pizzolante e Arlotti la salvezza per le imprese balneari italiane, bensì una trappola mortale dalla quale non si sarebbe più usciti. Infatti una volta approvato, il Governo avrebbe avuto una delega in bianco per decidere delle sorti e del futuro di 30.000 aziende famigliari. Nessuno avrebbe più potuto opporsi alle decisioni del Ministro di turno e non ci sarebbe stata nessuna possibilità di intervenire a livello parlamentare per entrare nel merito della regolamentazione che avrebbe interessato queste imprese.

Perché gli On. Pizzolante e Arlotti non ci hanno mai quantificato ad esempio con chiarezza quale fosse il cosiddetto “periodo transitorio” di cui hanno sempre sbandierato il principio contenuto nel DDL, ma mai precisato a quanto potesse ammontare? Questo argomento in un testo normativo così importante per il futuro delle Imprese balneari italiane non è un particolare, bensì è sostanza.

Mi vorrei soffermare ancora- prosegue il Coordinatore regionale Azzurro Palmizio – su questo sbandierato periodo transitorio: ma questi signori ci dovrebbero spiegare come si può immaginare una impresa a tempo e cioè con una scadenza, con un conto alla rovescia che incombe anno dopo anno sulla vita e sulle scelte imprenditoriali. Non credo sia possibile immaginare sviluppo e crescita per nessun tipo di impresa che abbia invece necessità di certezze per garantire qualità e per migliorare la propria offerta di servizio o prodotti che siano.

Invece i baldi alleati Arlotti (PD) e Pizzolante(Ncd) volevano con questo DDL imporre un tempo, una scadenza per le imprese, senza neanche quantificarlo: inaccettabile per noi che abbiamo a cuore la difesa delle Imprese, che sappiamo bene quanti siano i sacrifici che oggi fa un imprenditore ogni volta che al mattino si alza e tira su la serranda della propria attività.

Altri principi enunciati in questo DDL erano già stati rigettati dalla Direttrice del Mercato Interno Dr. Evans al nostro Sottosegretario Gozi, che ha pensato bene di andare a Bruxelles, ma non avviando un confronto con il Commissario europeo competente come si conviene per un rappresentante di un Governo, bensì limitandosi a confrontarsi con questa Funzionaria della Commissione, con l’ obbiettivo di trovare nella Comunità europea dei capri espiatori, mi riferisco al valore commerciale delle Aziende, mi riferisco alla professionalità acquisita. Ma nonostante tutto ciò i sinistri Pizzolante e Arlotti hanno continuato anche in sede di Commissione a fare credere che questi sarebbero stati principi paracadute per gli attuali imprenditori.

Tante bugie smentite da fatti e documenti.

L’ unica proroga che oggi è legge dello Stato – conclude l’ On. Palmizio – è quella al 2020 e non firmata da Pizzolante o Arlotti, bensì dal Sen. Gasparri e dal Sen. Baldini che ha consentito agli imprenditori balneari di essere ancora oggi titolari della loro impresa.

Con il prossimo Governo di centro destra FI ed il sottoscritto si impegneranno a fare quello che il Governo Renziloni non ha fatto: andare a Bruxelles e confrontarsi con i Commissari competenti e non con dei funzionari per fare comprendere che le concessioni demaniali marittime ai fini turistico ricreativi non fanno parte dell’ applicazione della Direttiva Bolkestein perché sono concessioni che hanno per oggetto un bene, una superficie, e perché la risorsa non è limitata ma ancora molto disponibile. Faremo cioè tutto quello che hanno fatto Spagna e Portogallo che hanno varato Leggi con l’ approvazione dei poteri europei a tutela delle loro imprese valorizzandole e tutelandole.”

 

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