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Parco eolico nel mare di Rimini, i chiarimenti di Energia Wind 2020

Negli ultimi giorni il progetto del parco eolico a largo del Mare Adriatico ha innescato un dibattito cui hanno preso parte Legambiente, favorevole al progetto, Italia Nostra, contraria, il senatore pentastellato Croatti che ha invitato a discutere dell’iniziativa “senza pregiudizi, e in ultimo il Comune di Riccione con un intervento a gamba tesa e la proposta di un referendum allegata a un parere a dir poco contrario alla realizzazione e diametralmente opposto a quello espresso dalla Provincia con le dichiarazioni di Riziero Santi.

Alla luce di tutto ciò l’azienda di scopo Energia Wind 2020 ha diramato un comunicato con alcune specifiche sul progetto

L’azienda ha spiegato che la richiesta di concessione per una durata trentennale è stata presentata al “competente Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporto il 30 marzo per uno specchio d’acqua all’interno di un’area marina di 114 chilometri quadrati. Il parco riguarderebbe solo una porzione di circa 1,4 km quadrati nel mare adriatico in un tratto di competenza della Capitaneria di Porto”.

Dettaglio importante: “il definitivo collocamento del parco nella macroarea preliminare sarà individuato una volta condiviso con le parti coinvolte il layout ottimale “. La superfice coprirà circa 1,2% dell’intera area individuata.

Energia 2020 nello stesso comunicato ha spiegato che sarà consentito l’attraversamento tra una pala e l’altra di imbarcazioni di diporto e pesca e anche lo svolgimento di attività di pesca negli specchi d’acqua compresi tra i 3 archi in cui saranno disposti gli aerogeneratori. Nei dettagli ne sono previsti 59, per un’altezza di circa 206 metri l’uno diposti a 12 miglia nautiche dalla costa.

Nel progetto allegato alla domanda sono previsti

  • n° 59 aerogeneratori di cui n° 58 di potenza nominale unitaria pari a 5,6 MVAe n° 1 di potenza nominale unitaria pari a 5,2 MVA, per una capacità complessiva di 330 MVA, installati su monopiloni cilindrici di 4,8 m di diametro, infissi per 35 metri al di sotto del fondale ed alte sul livello del mare di 125 metri
  • una rete elettrica a tensione nominale pari a 30 kV costituita da circa 20 km di cavi elettrici tripolari in rame sottomarini con sezioni variabili da 95 a 500 mm², che collegano gli aerogeneratori in serie
  • n° 2 piattaforme marine in acciaio, di forma circolare (circa 40 metri di diametro) e sostenute da quattro piloni simmetrici di 2,8 m di diametro, che ospitano le due stazioni di trasformazione elettrica 30/150 kV, ciascuna attrezzata con 2 trasformatori da 80/100 MVA, apparecchiature, quadri di controllo e manufatti di servizio;
  • n° 2 condotte elettriche sottomarine lunghe circa 8 km ciascuna, in uscita dalle rispettive stazioni marine di trasformazione si riuniscono in un’unica condotta che raggiunge la linea di battigia con un percorso di circa 9,75 km, attraversa l’arenile per circa 160 m e raggiunge un pozzetto in cui avviene la giunzione tra la condotta sottomarina e quella terrestre; il punto di approdo è previsto in località Bellariva di Rimini, e l’attraversamento di circa 160 m. di arenile è ipotizzato a sud est del nuovo circolo velico di Bellariva tra il bagno 98 e 99;
  • n° 2 giunti cavi terra-mare e n° 2 vasche, attigue al lungomare Giuseppe di Vittorio;

E intanto è arrivato il no secco di Fratelli D’Italia alla realizzazione del parco.

“La Regione si impegni in tutte le sedi istituzionali per impedire l’installazione di fronte alla costa di Riccione della nuova centrale eolica, che si staglierà sull’orizzonte del mare con una selva di impianti. Lo chiede il consigliere regionale Michele Barcaiuolo di FdI, che domanda alla Provincia di Rimini delucidazioni sulle procedure adottate sotto l’aspetto tecnico e politico.

“La nostra costa è una grande risorsa per tutti i cittadini riccionesi, oltre che meta di milioni di turisti”, sottolinea il consigliere. “Tutti gli operatori della città sono fortemente preoccupati per il considerevole danno d’immagine provocato dall’installazione di 59 pale eoliche alte ben oltre i 125 metri, a pochi più di 5 miglia dalla costa, perfettamente visibili all’orizzonte, tanto da modificare lo skyline”. Un danno di immagine che, secondo Barcaiuolo, avrebbe enormi ripercussioni in ambito economico in una comunità che vive di turismo balneare e che ora è fortemente provata dall’emergenza Covid.”

L’impianto eolico più vicino, infatti, sarà a 10 km dalla costa e renderà visibili le installazioni, esattamente come è visibile la piattaforma estrattiva più vicina, che si trova a 17 km dalla battigia. Il progetto della società Energia Wind 2020 non ha ancora ottenuto la valutazione di impatto ambientale, ma vede già la stipula di un accordo con la Provincia, “nel silenzio più totale, con una convenzione che ha dato avvio alle attività di rilevazione propedeutiche alla stesura di un progetto definitivo”.

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