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Parco eolico nel mare di Rimini, Italia Nostra a Nando Fabbri: “Tutti inorridiscono meno lui”

Siamo d’accordo con Nando Fabbri – dice in un comunicato Italia Nostra, in risposta all’ex presidente della Provincia di Riminiquando a proposito del progetto per la realizzazione del più grande impianto eolico del Mediterraneo davanti alle spiagge riminesi – che si ostina a chiamare parco, quasi che 59 mostri di ferro alti 235 metri a 10 km dalla riva abbiano qualcosa di agreste – fa appello “alla logica, al buon senso e alla forza dei fatti per mettere in fila le necessarie valutazioni sul merito del progetto presentato e sui ritorni che esso avrebbe sulla nostra realtà”.

“Peccato che sorvoli – prosegue Italia Nostra – su tutti i punti che hanno fatto inorridire tutte le realtà che del turismo e della pesca traggono sostentamento, producendo sul solo fronte del turismo il 30% del Pil dell’intera provincia”.

Rispetto al progetto sottolineo solo due cose – scrive Fabbri – primo, l’impatto visivo è assai ridotto”. Sì, proprio così. Non sappiamo su quali basi fondi le proprie convinzioni ma purtroppo si sbaglia. 59 (o 51 secondo l’ultima versione del progetto sembra) aerogeneratori alti 235 metri (due volte e mezzo il grattacielo di Rimini) a 10 km dalla costa sono devastanti perché interrompono con una infrastruttura invadente e oppressiva, in funzione con le sue luci e il suo rumore giorno e notte, la relazione che un ambiente naturale come il mare ispira nelle persone”.

“Signor Fabbri ha visto per caso al recente Ttg travel experience proposte turistiche dei nostri competitor in cui i panorami immacolati con cui si presentavano ai buyers mondiali erano macchiati dalle pale eoliche? Noi no, perché è così, se ne faccia una ragione come hanno ben sottolineato i nostri albergatori che di turismo qualcosa ne capiscono, “il Parco eolico off-shore finirebbe per creare un grande conflitto: quello tra l’interesse (di tutti? di tanti? o di alcuni?) e l’ennesima deturpazione di un paesaggio e di un ambiente che nel passato abbiamo troppo spesso messo in subordine e che oggi invece rappresenta l’ossatura portante della nuova immagine del nostro territorio”. Ma se ha qualche dubbio sull’incombenza materiale e visiva di questo impianto industriale vada a vedersi su Instagram le immagini di #BurboBank, l’impianto nei pressi di Liverpool che per dimensioni e distanze è simile a quello di cui stiamo discutendo. O forse le ipotesi di traguardare la distanza dalla costa verso le 35 miglia – e non sei come nel nostro caso – degli altri progetti off- shore sono esagerati?”.

“Ma ancor più perplessi rimaniamo – prosegue la riposta di Italia Nostra – quando la vediamo affrontare il tema dei “vantaggi economici che si potrebbero ottenere con le royalties destinate al territorio”. Scusi ma di quali royalties sta parlando? Di desideri forse ma non certo di accordi economici definiti nero su bianco perché sa che questo non è possibile. Sui “vantaggi per la piccola pesca con l’ampliamento delle aree interdette alla pesca a strascico” i pescatori riminesi attraverso la loro cooperativa e Legacoop hanno già espresso il proprio giudizio di professionisti che tutte le notti si spaccano la schiena in mare e che vedono le proprie vite e il proprio lavoro messo in forse. Quello che però più ci ha colpito è la chiosa finale, l’inno “alla bellezza che si genera in un ambiente urbano libero da scarichi di CO2 e metalli pesanti”.

“Scusi Fabbri, ma a quale ambiente urbano si riferisce – conclude la presa di posizione di Italia Nostra Rimini – perché non ci risulta che qui, a Rimini, nel territorio provinciale esistano fonti di inquinamento su cui un impianto eolico destinato a trasferire tutta l’energia prodotta nella rete nazionale potrebbe incidere. Magari un contributo al cammino comune che in Italia e in Europa gli stati stan facendo, ma non certo con ricadute esclusive sul territorio a cui invece è chiesto, con la realizzazione di un impianto industriale per la produzione di energia elettrica a pochi km dalla costa, di abdicare radicalmente al suo ruolo e al suo appeal di destinazione turistica mondiale”, conclude Italia Nostra Rimini. 

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