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Parco eolico offshore, Pecci: “Non si farà, in tanti la pensano come la Lega”

Il capogruppo della Lega in consiglio Marzio Pecci è tornato ad attaccare il progetto del parco eolico offshore a largo della Provincia di Rimini. Le dichiarazioni si aggiungono alle tante esternate da più forze politiche ma anche da associazioni e istituzioni regionali sull’argomento.

“Le dichiarazione dell’assessore al turismo della Regione Emilia Romagna che dice no al parco eolico in Adriatico, sostenute dal Presidente della Regione, sono condivisibili e vanno sostenute perché seguono di pochi giorni l’intervento critico del Capogruppo consiliare della Lega Rimini apparso sulla stampa locale. La reazione del Vicesegretario nazionale del PD, Andrea Orlando, che vuole combattere i contrari all’eolico off-shore in Adriatico, merita di essere subito censurata soprattutto perché non conosce l’Adriatico ed i venti di questo mare.

Dispiace anche che l’opposizione al parco eolico in Adriatico faccia risentire l’on. Bonelli, ma deve essere chiaro, anche a lui, che la politica ambientale non può fare scempio del territorio romagnolo e del mare Adriatico. Per essere chiari diciamo subito che la sensibilità laica della Lega per l’ambiente si affianca a quella della Chiesa espressa nella enciclica di Papa Bergoglio “Laudato sì”.

Dunque, l’ambiente, nel programma della Lega, è un tema importante perché l’ambiente è di tutti e la sua difesa viene da lontano e per questo ha una lunga storia. Infatti, all’inizio l’ambiente era un tema sindacale che riguardava, prevalentemente, la trasformazione e la riorganizzazione del lavoro. Più tardi divenne il mutamento della qualità del lavoro e della qualità della produzione.

Oggi il tema riguarda le abitudini e l’esistenza degli uomini: cioé il vivere meglio e più a lungo … e, per questo, riguarda tutti. In questo percorso noi crediamo che non sia con i fondamentalismi e con gli estremismi che un partito debba costruire la sua politica ambientale, ma che si debba costruire una politica di compatibilità con il territorio e con l’uomo.

Il tweet di Andrea Orlando (PD) di pochi giorni fa che afferma: “Non ci sono solo i “petrolieri”, comitatismo e burocrazia possono essere temibili nemici della transizione ecologica. Dobbiamo combatterli con determinazione” è un errore perché richiama la lotta e non la scienza o la tecnica. La Lega sta dalla parte dell’ambiente perché secondo noi occorre pensare ad un riformismo ecologico che assegna, invece, alla scienza ed alla tecnica il compito di studiare e progettare gli strumenti per vincere la battaglia dell’ambiente oltre alla formazione di una cultura riformista ecologica, da insegnare già nelle scuole di primo ordine, che rappresenti quel qualcosa in più che dà al Paese la giusta sensibilità ambientalista per vivere bene.

Sul tema delle energie alternative il campo è aperto (solare, idroelettrico, biomasse geotermia), ma alla base c’è e ci sarà sempre la salvaguardia dell’ambiente, del territorio e dell’uomo. Sull’eolico off-shore voglio ricordare a Bonelli e ad Andrea Orlando che la ventosità nell’Adriatico è minima ed il parco eolico rappresenterebbe, ad avviso di questo Capogruppo, una grande speculazione, fatta con i fondi europei, che lascerebbe sul territorio, dopo poco tempo, danni ingenti come, ad esempio, lo smaltimento delle pale “nel fine vita” oppure dopo il fallimento del progetto.

In buona sostanza il parco eolico nel mare Adriatico non si farà perché oggi di fianco alla Lega ci sono tutte le forze di centrodestra, la già voce contraria del Ministero dei Beni culturali e del paesaggio e la voce dell’Assessore al turismo dell’Emilia Romagna Corsini. Deve essere perciò chiaro che qualora queste voci non siano ascoltate ai cittadini rimarrà la piazza”.

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