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Pari (Confesercenti Rimini): “Anticipiamo i saldi al 1° gennaio”

Perché non anticipare i saldi al 1° gennaio? A lanciare la proposta è Mirco Pari, direttore di Confesercenti Rimini. Quest’anno i saldi invernali partiranno dal 5 e termineranno il 4 marzo. Ma se gli sconti partissero qualche giorno prima? “I turisti che scelgono Rimini per trascorrere la notte di San Silvestro negli ultimi anni si fermano anche nei primi giorni di gennaio, spesso fino al 2 o al 3.” – osserva il direttore di Confesercenti – “Se gli esercizi commerciali riducessero i prezzi dei loro prodotti già dal giorno di Capodanno, i turisti, tra le altre cose, avrebbero l’opportunità di fare shopping a costi contenuti. Credo che sarebbe un modo per ampliare il pacchetto delle offerte turistiche. Oltre alla cultura, all’enogastronomia e al divertimento, Rimini offrirebbe anche delle buone occasioni in fatto di compere.

Ma per quest’anno la data è già stata fissata. Gli amanti dello shopping l’hanno già appuntata in agenda, così come le famiglie che attendono una riduzione dei prezzi per poter acquistare quei prodotti tanto desiderati. La stima, secondo Confesercenti, è di una spesa di circa 175 euro a persona, che per una famiglia media, di quattro persone, significa un totale di 700 euro. Gli sconti oscilleranno dal -20% al -40%.

Il consiglio, come spiegano Pari e il presidente di Confcommercio Rimini Gianni Indino,  è quello di non fidarsi degli sconti che superano il 50%, perché si potrebbe trattare di articoli vecchi che non sono della stagione invernale in corso, come invece dovrebbero essere.

Rispetto al 2017 c’è un moderato ottimismo. “La speranza è quella di ottenere un risultato migliore rispetto a quello dello scorso anno in fatto di vendite – racconta Pari Ci aspettiamo un leggero aumento, anche se è difficile fare previsioni. L’ascesa della vendita online, dei centri commerciali e degli outlet, oltre a compromettere le vendite dei piccoli negozi, ha aperto una scenario del tutto nuovo; ora, ogni esercizio commerciale vive una realtà diversa, i consumi si spargono a macchia di leopardo.

L’economia sta ripartendo. Si respira fiducia. – commenta Indino – Il mio invito, come ripeto spesso, è di fare spese nei negozi di vicinato, in modo da far sì che il tessuto imprenditoriale del territorio rimanga vivace e attivo. I soldi spesi nei piccoli esercizi sono risorse importanti che vengono reinvestite da questi nella propria attività, nell’ammodernamento e nell’occupazione.”

 

 

 

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