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Parole di scrittore: martedì Oreste Delucca con “La fèmina del prete”

Lo storico riminese Oreste Delucca con il suo racconto “La fèmina del prete” (Panozzo editore) chiude la seconda edizione della rassegna “Parola di scrittore” promossa dall’associazione Scenafutura.

Appuntamento martedì 4 aprile alle ore 18.30 nella sala del caffè letterario Alidangelocaffè Extro (via Castelfidardo, 58 – Rimini). A dialogare con l’autore sarà la giornalista Manuela Angelini.

La fèmina del prete” narra una vicenda realmente accaduta, a Mondaino, tra la fine del Quattrocento e il primo Cinquecento. La vita di un prete buono – tutta spesa al servizio della sua gente – è travolta da un amore sbocciato per volere del destino e vissuto rifiutando compromessi o ipocrisie.

Oreste Delucca, riminese, da oltre quarant’anni è impegnato nello studio delle fonti d’archivio per documentare l’ambiente, l’economia, l’urbanistica, gli insediamenti, le strutture sociali della sua terra, con particolare riferimento ai secoli finali del Medioevo, quelli della signoria malatestiana e del passaggio all’Età moderna. Nel 2013 è stato insignito del “Sigismondo d’Oro”, il riconoscimento che viene attribuito ogni anno a coloro che attraverso la propria attività tengono alto il nome di Rimini.

Membro della Deputazione di Storia Patria per le Province di Romagna, della Società di Studi Romagnoli e della Società di Studi Storici per il Montefeltro, ha fatto della ricerca d’archivio una ragione di vita e dell’Archivio di Stato “una seconda casa”.

Autodidatta ha incentrato la sua curiosità e la sua ricerca su aspetti legati alla cultura materiale: l’agricoltura, l’artigianato, il commercio, la demografia e gli insediamenti, la vita e il lavoro della gente comune, le condizioni abitative, l’igiene, le istituzioni dedite alla salute e all’assistenza, le migrazioni, la giustizia, il fisco.

Rispetto alla metodologia corrente che vuole la ricerca mirata ad approfondire un tema prefissato, Delucca dichiara di “cercare per gusto”, annotando le cose che suscitano in lui interesse fino ad accumulare centinaia di fascicoli, relativi ad altrettante tematiche. Un patrimonio finora solo in parte utilizzato da cui trarre sempre nuove stimolazioni: al di là delle notizie la frequentazione di questi documenti ha il fascino di aprire più ampi orizzonti, di far respirare l’atmosfera dei tempi passati con la possibilità di diventarne in qualche misura partecipe.

Allo “scavo” condotto sui documenti d’archivio, Delucca ha associato l’interesse per la ricerca archeologica attraverso l’osservazione del territorio e l’individuazione di insediamenti attraverso segnalazione e recupero dei segni dell’uomo affioranti in superficie.

I suoi studi sono confluiti in una trentina di volumi monografici e circa 150 saggi in riviste specializzate ed opere collettive, nonché in coinvolgenti incontri con il pubblico. Una scrittura e un eloquio che si contraddistinguono e si fanno apprezzare per chiarezza, razionalità del pensiero, accessibilità del linguaggio e piacevolezza dell’espressione.

Info: 

334 7868294

www.scenafutura.it.

ingresso libero

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