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Pd, Calvano: “Primarie? A Bologna ok, a Rimini no”

La conferma del sindaco uscente a Ravenna; le primarie a Bologna in programma domenica; un confronto tutt’altro che sereno a Rimini all’interno degli organismi dirigenti e con gli alleati, che dovrebbe concludersi domani con la riunione dell’assemblea comunale. Sono le tre strade diverse intraprese dal Partito democratico in Emilia-Romagna nei tre Comuni capoluogo al voto in autunno per le amministrative.

“Il partito è uscito dalla pandemia con una gran voglia di ripartire”, analizza lo stato di salute il segretario regionale Paolo Calvano, a margine di una conferenza stampa questa mattina a Ravenna. E ora è “pronto ad affrontare nuove sfide”.

A Bologna, entra più nel dettaglio, è stata accolta la richiesta di Italia viva delle primarie di coalizione, con Matteo Lepore e Isabella Conti a contendersi la candidatura. D’altronde nella città felsinea le primarie sono “un’occasione per allargare il campo”.

Opposto il discorso per Rimini. Come sottolinea Calvano, se le primarie, come a Rimini, “rischiano di diventare motivo di restringimenti e divisioni, meglio andare oltre”. Certo, aggiunge in vista della riunione dell’assemblea comunale dei dem riminesi di domani, l’auspicio è che si trovino le condizioni per “una soluzione che unisca il più possibile come chiesto dalla coalizione”, che anche a Rimini deve essere “larga e inclusiva, capace di proporsi come guida della città per i prossimi cinque anni”.

E a proposito di coalizione, il discorso non può che finire sul Movimento 5 Stelle, con il quale sono in corso trattative per stringere alleanze per le amministrative. “Il perimetro degli alleati – precisa Calvano – ha come stella polare il programma e può assumere dimensioni diverse nei vari territori”.

Geometrie variabili dunque: a Ravenna “ci sono le condizioni per un perimetro largo”, ma, avverte il segretario, “non ci si mette insieme per sommare percentuali di voto, bensì in base alla condivisione del programma”. Comunque, conclude, “ben venga l’allargamento, l’esperienza di Faenza dimostra che le condizioni ci sono”.

(Agenzia DIRE)

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