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Pd Riccione: “Depuratore anni ’70, ecco cosa occorre fare subito”

Bene la Bandiera Blu “anche se per Riccione non è la prima come detto dall’assessore al Turismo”, tiene a ricordare la la Segreteria del Partito Democratico di Riccione. Ma, dicono i Dem, sono state solo certe zone a guadagarsela, mentre il tema centrale della depurazione dalla Giunta Tosi non è mai stato affrontato.

“L’amministrazione comunale di Riccione – scrive la Segreteria PD – in questi giorni sta ponendo molta enfasi sul fatto che sia stata assegnata alla nostra città la bandiera blu. Certamente è una bella notizia, ma come sempre comunicata in modo parziale e a meri fini elettorali”.

E spiega: “Intanto è bene sottolineare che l’assegnazione è avvenuta per la zona centrale e quella posta a sud del litorale, non certamente per l’intera fascia costiera riccionese, a riprova del fatto che nella zona nord i problemi persistono, eccome. Stupisce poi l’assoluta non conoscenza dei fatti dell’assessore al turismo Caldari (candidato a sindaco) che ci racconta che è la prima volta che Riccione si aggiudica la bandiera blu, cosa invece già accaduta nel 2007. Ma questo ci interessa relativamente. A noi importa la sostanza dei fatti, il lavoro che ci aspetta nella futura azione amministrativa. Come Partito Democratico avanziamo alcune proposte concrete per colmare il gap che c’è nella zona nord della città. E’ evidente che il tema centrale è quello del potenziamento dell’impianto di depurazione”.

Quindi il Pd elenca “ciò che è più urgente fare nell’immediato”:
-Ampliamento delle due vasche di disinfezione finale fino al raggiungimento di una volumetria tale da consentire un maggiore tempo di contatto tra acqua depurata e disinfettante.
-Cambio dell’attuale disinfettante con uno più efficace anche se di costo superiore.

In tale maniera la carica batterica verrà notevolmente ridotta con meno possibilità di proliferare oltre i limiti, all’interno dell’alveo fluviale nel breve tratto, prima di sfociare in mare.

Nel lungo periodo poi “occorrerà lavorare su una radicale trasformazione del ciclo depurativo, la cui tecnologia risale agli anni ’70, adottando la tecnica di filtrazione a “membrane” seguendo l’esempio, sia tecnico che politico, del depuratore di Rimini. Per fare ciò occorre riaprire il tavolo di confronto con Atersir (Agenzia Territoriale dell’Emilia Romagna per i Servizi Idrici e Rifiuti) per elaborare un programma di investimenti economici necessari, che utilizzi le quote di risorse tariffarie destinate agli investimenti, per la ristrutturazione dell’impianto di depurazione di Riccione. Programma da mettere in campo rapidamente per giungere in pochi anni alla radicale trasformazione del depuratore, operazione ormai non più eludibile”.

“Questo è ciò che proponiamo ora e che intendiamo fare se saremo scelti per governare la città”, conclude il Pd Riccione.

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