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PD Riccione: “No pale, sì referendum. Ma dove sono le politiche per energie alternative?”

No al parco eolico, sì al referendum, ma dove sono le politiche energetiche di Riccione per usare energie alternative? E’ la posizione che il PD della Perla Verde ribadisce dopo il voto di ieri in consiglio comunale.  Una posizione che ha trovato l’unanimità fra i Dem anche nella segreteria e nella direzione.

Questa la nota del gruppo consigliare del Partito Democratico di Riccione:

Con il patto per il lavoro e per il clima, proposto dal Presidente Bonaccini, la Regione Emilia Romagna si è data degli obiettivi molto ambiziosi sul fronte delle energie rinnovabili.
E su questo patto, riteniamo che ci debba essere una convergenza politica assolutamente trasversale ed unanime, perché in gioco non c’è una piccola questione di opinioni ma c’è la capacità di costruire il futuro per i nostri figli.
 
Riteniamo che il Comune di Riccione debba aprire un confronto vero in termini di rilancio sulla pianificazione e la programmazione del passaggio alle energie rinnovabili sul nostro territorio.
 
Relativamente al progetto del Parco Eolico, non appena ci è stato presentato, abbiamo immediatamente intrapreso un’analisi molto approfondita.
All’interno della nostra filiera politica partendo dal provinciale passando dal regionale per arrivare al governo centrale, abbiamo soppesato tutti gli aspetti, sia di opportunità energetica che di impatto sul paesaggio e sulla nostra cartolina.
Lo abbiamo fatto perché quella del parco eolico è una questione che riguarda il futuro del nostro territorio, e meritava di essere approfondita.

Così com’è stato presentato il progetto, produrrebbe un impatto paesaggistico importante, a fronte invece di scarse certezze da parte dell’azienda privata relativamente a ricadute positive in termini di beneficio per il nostro territorio.
 
In sintesi, questo progetto non ci convince.

Ci convince invece qualsiasi forma di dibattito politico in cui si parli di implementazione di modelli anche mixati di energie rinnovabili.
Rispetto alle quali si può fare molto di più.
A partire dallo stesso comune.
 
Si potrebbe ipotizzare, per esempio, un intervento sul Regolamento Edilizio Urbano, per aumentare la possibilità di sfruttare maggiormente e in maniera più efficiente i tetti di tutti gli edifici pubblici e anche degli stabilimenti di produzione e dei capannoni industriali con sistemi fotovoltaici.
Sarebbe un piccolo passo avanti, ma pur sempre un passo avanti.

Dobbiamo peró constatare che la presente amministrazione è completamente immobile rispetto al passaggio alle energie pulite.

È maggiormente preoccupata invece nel crearsi nemici contro i quali serrare le fila, per mascherare l’inoperosità su questo tema sentitissimo dalle nuove generazioni.
 
Questo atteggiamento è evidente, ed emerge alla prima analisi della reale utilità dell’ODG di questa sera.
Nessuno degli impegni contenuti all’interno dell’ODG che vengono trasmessi al Sindaco ha la minima valenza amministrativa o l’efficacia di atto amministrativo.
L’unica cosa che il comune avrebbe potuto fare per dare un contributo vero al dibattito sono le osservazioni da depositare alla Capitaneria di Porto entro il 4 Luglio. Non l’hanno fatto. A dimostrazione della strumentalità dell’odg.

Questo ODG riporta semplicemente una posizione politica.
Ma non è un ordine del giorno da solo che trasferisce forza all’azione politica.
L’unica cosa che può sostenere con forza un’azione politica, è la capacità di una classe, che si autodefinisce dirigente, di approfittare di questi momenti di dibattito per rilanciare lo sguardo al di là della propria posizione e della propria personalissima opinione, nell’interesse della collettività.

L’atteggiamento della maggioranza, ancora una volta invece, è quello di chi dice un NO pregiudiziale e strumentale e chiude la porta a qualsiasi possibilità di intavolare un programma di sviluppo sulle energie pulite.
 
Le nuove generazioni, che hanno ben chiaro che la sfida è fra un futuro sostenibile ed un presente che non lo è più, vogliono mediare fra la necessità di energie rinnovabili e quella di salvaguardare il panorama.
 
Ecco perché la nostra posizione ha un unico punto inamovibile: l’improcrastinabilità dell’avvio di un percorso che coglie le opportunità create dal Green New Deal e che crede nelle energie alternative.
Stanno per arrivare ingenti risorse per lo sviluppo delle rinnovabili.
Una grande occasione in cui la politica ha il compito del rilancio e della lungimiranza. Non quello orami stantio della opposizione a prescindere.
 
Con la sua posizione la Giunta Tosi, si priva di una occasione e dice un secco NO a questo tipo di futuro, a questo tipo di sostenibilità. Con questo ODG si chiudono le porte a qualsiasi tipo di visione green del nostro futuro.
 
L’idea di un consiglio comunale aperto per parlare di energie rinnovabili ci vede d’accordo, così come ci vedrebbe d’accordo l’idea di un referendum consultivo che interpelli i cittadini previa corretta e puntuale informazione.
Quelle che abbiamo raccolto noi su questo progetto non ci convincono, ci preoccupano per l’impatto visivo e ambientale. e per l’intera efficienza del sistema.

Riteniamo però che non vi possa essere sviluppo ed avanguardia laddove c’è chiusura e pregiudizio.
Laddove la politica è agita con rabbia e rancore piuttosto che con ascolto e visione strategica.

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