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PD Rimini: niente accordo sul candidato, altro rinvio chiesto da Boccia

Oggi doveva esserci una parola definitiva sul candidato a sindaco di Rimini, se sceglierlo subito o attraverso le primarie. Ma così non è stato. Altro rinvio, se ne riparlerà mercoledì 23.

Come comunica la nota ufficiale, l’assemblea comunale ha sopeso la seduta “per fare un ulteriore tentativo di mediazione al fine di non creare spaccature e lacerazioni”.

Un’ulteriore pausa che arriva dopo un consiglio arrivato dall’alto: “La sospensione è stata proposta dal responsabile nazionale enti locali, Francesco Boccia, che ha partecipato collegato alla seduta, d’accordo con i segretari Vanni Lazzari Sacchetti e Calvano, al fine di individuare una posizione unitaria del PD, senza ricorrere alle primarie, e mediante quello che Boccia stesso ha definito un patto “21-26″ per il futuro della città di Rimini”.

Almeno su questo, la maggioranza si è rivelata massiccia: “Sulla proposta l’assemblea ha condiviso con 67 voti favorevoli e 3 contrari l’aggiornamento della seduta, che sarà mercoledì sera”.

“A Rimini, per il lavoro eccezionale fatto in questi anni, abbiamo il dovere di far prevalere la politica su qualsiasi conta. Questa città è un modello, è tra le città meglio amministrate d’Italia, non possiamo rischiare in alcun modo di lasciare a questa destra pasticciona il futuro di Rimini, la gestione dei progetti del PNRR e il rilancio della città nel post Covid-19. Non nei numeri ma nell’unità c’è la nostra forza. Quando siamo uniti vinciamo. Abbiamo tutti una grande responsabilità che passa attraverso la forza di ascoltare le ragioni dell’altro. Fuori dal ‘perimetro sociale’ che riesce a costruire il PD con la coalizione, c’è la destra. Chi prova a danneggiare il Partito Democratico si rende complice di avventure pericolose con la destra e questo emerge in alcuni casi in giro per il Paese anche in queste settimane”. Così Francesco Boccia, deputato PD e responsabile Enti locali della Segreteria nazionale, intervenendo alla Direzione del Partito democratico di Rimini.”

L’assemblea del Pd ha votato neanche l’ampliamento, come si lasciava intendere nei giorni scorsi. Il numero rimane a 50, come stabilito dalla Commissione di Garanzia Nazionale. Per l’aggiornamento dell’assemblea a mercoledì hanno votato anche gli invitati per dare una dimostrazione di compattezza ulteriore.

 

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