Home > Ultima ora politica > Pecci Lega:” Troppi deceduti nella case di riposo. Chi ha sbagliato paghi”

Pecci Lega:” Troppi deceduti nella case di riposo. Chi ha sbagliato paghi”

Marzio Pecci capogruppo della Lega in consiglio Comunale a Rimini interviene sui decessi, a causa del coronavirus,  nella case di riposo riminesi.

“Era il 2 aprile 2020, quando denunciavamo il lazzaretto del Valloni, che contava 18 decessi e moltissimi contagi tra gli operatori. Scrivevamo anche che, in Emilia Romagna ed a Rimini in particolare, sollevare il velo, per conoscere e capire come funzionano certe strutture pubbliche è sempre molto difficile.

Ora, dai dati diffusi dalla Prefettura di Rimini dobbiamo constatare, con sofferenza, che il nostro allarme e la nostra denuncia erano fondati.

Per questo credo sia giusto affermare, continua Pecci,  che ora è arrivato il momento di conoscere come si sono svolti i fatti, se ci sono responsabilità e di chi sono.

L’età media dei deceduti non interessa, a noi interessa la vita umana, la dignità della persona e la protezione della persona anziana che, notoriamente, è la più vulnerabile, fisicamente e psicologicamente.

Abbiamo inviato, a mezzo posta elettronica certificata, il 6 aprile 2020, al Direttore della ASL della Romagna, Marcello Tonino la richiesta di consegnare ai Capigruppo del Consiglio Comunale di Rimini copia della Circolare inviata ai Sindaci ed alle RSA della situazione esistente in quel momento e che linee dettava.

Il Direttore della Asl non ha mai risposto e intanto la strage dei decessi continuava ed il prezzo maggiore lo hanno pagato le persone indifese e facilmente vulnerabili.

Nelle case per anziani ad esempio al Valloni sappiamo che il contagio è partito dal centro diurno dove non sono stati rispettati i protocolli e dove il personale, all’apice del contagio, non aveva i DPI.

Abbiamo sollecitato gli organi di controllo, dall’Ispettorato del lavoro, all’Ufficio di Igiene, fino alla Procura della Repubblica, affinchè si attivassero per accertare quanto denunciavamo pubblicamente e quanto veniva riferito dagli interessati; purtroppo, sembra, che nessuno abbia fatto niente.

Noi riteniamo che nessuno sia immune dalle responsabilità e se ha sbagliato deve rispondere.”

Scroll Up