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Peggio delle suocere c’è solo l’ex suocero (delatore)

Sulla virulenza delle suocere c’è una letteratura immensa e plurimillenaria: il primo testo conosciuto a vederla protagonista è una commedia di Apollodoro di Caristo, autore greco del III secolo, poi ripresa dal latino Terenzio. Sui suoceri invece si è sempre scritto poco, anche se probabilmente di rompiscatole nel corso dei secoli ce n’è stati e ce ne sono in abbondanza.

Peggio ancora quando diventano ex suoceri, riunendo le degenerazioni tipici dell’ex malmostoso (lo spirito persecutorio e la tendenza allo stalking) all’ostilità preconcetta caratteristica dei peggiori suoceri. Un tipico esempio è il signore di cui parlano le cronache di ieri, che per “punire” la non più moglie del figlio non ha trovato di meglio che denunciarla alla giustizia per violazione delle norme anti-Covid sugli assembramenti in occasione di una festa in casa sua.

Infrazioni che si verificano nelle migliori famiglie, compresa quella dell’onorevole di Italia Viva Luigi Marattin, tirato in ballo nei giorni scorsi a causa di un rumoroso e affollato party organizzato dalla sua compagna. In quel caso a chiamare le forze dell’ordine sono stati i vicini di casa, insospettiti e soprattutto infastiditi dal chiasso.

L’ex suocero delatore invece lo ha fatto proprio per malanimo. Evidentemente non ha accettato la rottura, forse perché la ritiene ingiusta, forse perché il figlio è tornato a casa e ora gli tocca sopportarlo lui. Ma la golosità di gustare la vendetta al suo meglio, cioè ben fredda, gli ha rovinato il piano. L’uomo infatti non ha chiamato i carabinieri prima della festa, di cui aveva saputo con largo anticipo, e nemmeno durante il suo svolgimento, in modo da prevenire il reato e impedire così che l’assembramento potesse tradursi in nuovi contagi di cui non abbiamo davvero bisogno.

Oddio, secondo me in un primo tempo ci ha pensato. Quando sei un ex suocero mica ti basta impedire alla fedifraga che ha mollato tuo figlio di darsi bel tempo insieme ai suoi amici. Vorresti proprio guastarle la festa in senso stretto, provocando più danni possibili: turbamento, ludibrio di fronte ai vicini e pioggia di multe sui gozzoviglianti che hanno accettato l’invito della sciagurata, anziché farle il vuoto attorno come merita. E in tempi di Covid, quando lo Stato ti dà la possibilità di noleggiare a costo zero la forza pubblica per rovinare una serata a chi ti sta antipatico, con la possibilità di fare perfino la figura del tutore della salute collettiva, è un peccato non approfittarne.

Il nostro ex suocero ha preferito colpire la sua nemica nel dopo-festa, quando pensava di averla fatta franca. Forse ha la passione dello spionaggio e ha voluto costruire un vero e proprio dossier sul party criminal-pandemico organizzato della signora, allegando foto scattate all’insaputa degli invitati, più una scaricata da Facebook. Probabilmente, se avesse potuto, avrebbe raccolto dall’isola ecologica le bottiglie di alcolici e le buste vuote di patatine per allegarli come prova.

Ma la circostanziata denuncia post factum, a quanto pare, è stata inutile perché i carabinieri hanno ritenuto che si trattava del classico tentativo di chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati, e mostrare le foto dei buoi in fuga non è di nessun aiuto. Ci sarà rimasto male, l’ex suocero, e ora sarà ancora più invelenito contro la donna che ha osato lasciare il suo pargoletto. Avrà imparato la lezione e spedirà i carabinieri a rovinarle “live” la pianificata gitarella di Pasquetta? (Signora, anche lei, però, contenga il suo bisogno di socialità. Il padre del suo ex sarà pure pestifero, ma le regole sono regole…).

Lia Celi

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