Home > Intervista > Perché tanti no-vax nel Riminese? La dottoressa Gambetti: “Guidati da pediatri e avvocati”

Perché tanti no-vax nel Riminese? La dottoressa Gambetti: “Guidati da pediatri e avvocati”

Oggi a Roma in piazza San Giovanni sono attese 10 mila persone appartenenti al popolo dei NO-VAX. Dalle nostre parti, a Riccione e Cattolica, le amministrazioni comunali hanno voluto mostrare anche di recente un atteggiamento perlomeno tollerante verso chi è contrario all’obbligo delle vaccinazioni.

Chi invece si è sempre schierata a favore dei vaccini è la dottoressa Marina Gambetti, per tanti anni primario di Medicina di urgenza al “Ceccarini” di Riccione, ora in pensione e consigliere comunale PD.

Dottoressa Gambetti, cosa sono secondo lei i vaccini?

«Sono una grande conquista della medicina. La dimostrazione è nei flagelli storici che non sono più tali, come il vaiolo: ce ne siano liberati. E con i vaccini possiamo fermare  patologie contagiose gravi come morbillo, tetano, epatite B, poliomelite».

Si è abusato con i vaccini?

«La prevenzione in campo medico non è mai eccessiva. Anzi, ritengo sia una conquista della medicina moderna. L’unico modo per contrastare anticipatamente le malattie infettive sono le vaccinazioni. E’ anche grazie a questo sistema di prevenzione che noi italiani siamo diventati la seconda popolazione più longeva al mondo.Non tutti i vaccini però sono uguali. Quelli obbligatori sono ormai i più efficaci; discorso a parte va fatto per i vaccini influenzali, che a causa del continuo evolversi del ceppo devono essere continuamente rinnovati per poterlo colpire».

Sono le case farmaceutiche a spingere per le vaccinazioni di massa per fare profitto?

«A mio avviso questa è una vera e propria bufala. Anche perché la maggior parte dei vaccini somministrati sono a brevetto scaduto per cui il prezzo varia molto tra le aziende produttrici, costrette a farsi concorrenza al ribasso».

L’influenza continua a produrre effetti gravi, anche quest’anno si sono avuti diversi decessi. Il vaccino poteva evitare queste morti?

«Intanto va premesso che il vaccino influenzale viene prescritto solo per particolari categorie di persone, come gli immuno-depressi o le donne ai primi mesi di gravidanza. Probabilmente i pazienti deceduti non rientravano in queste categorie. Ma la medicina, quella vera, non si chiude in certezze definitive e non fa promesse assolute. Possiamo parlare di probabilità. E possiamo tranquillamente affermare che vaccinandosi le probabilità di decesso sarebbero potute diminuire, senza ovviamente essere azzerate».

Secondo lei perché le vaccinazioni, ma anche tante cure della medicina “ufficiale”, fanno paura a tante persone?

«E’ venuto meno il rapporto di fiducia tra chi dovrebbe curare e le persone. Una crescente spinta egoistica, soprattutto in campo medico, porta a impaurire le persone, a non fidarsi di nessuno e a mettere in evidenza solo gli effetti collaterali dei vaccini. Anche antibiotici e antinfiammatori hanno effetti collaterali, anche gravi. Se chi si prodiga per demonizzare gli effetti negativi dei vaccini, lo facesse anche per queste categorie di farmaci, si saprebbe che in tutta Europa se ne fa un uso a dir poco scriteriato».

Cosa ne pensa della linea assunta dal Comune di Riccione sulle affissioni di gruppi ostili alle vaccinazioni obbligatorie?

«La linea ambigua del Comune di Riccione, non solo in merito alle affissioni, strizza l’occhio a questa comunità e al consenso che inevitabilmente ne deriva. Quello che preoccupa delle pubblicità affisse sono i numeri totalmente fuori contesto che riportano, non menzionando che l’87 % delle reazioni a cui si riferiscono i cartelloni, sono di entità lieve e che il 95% delle persone a cui si è fatto riferimento sono ultra ottantenni! Per finire, nessuno dei casi di decesso segnalati possono essere attribuite alla vaccinazione: il mondo sanitario non ha mai potuto stabilire un nesso causale la somministrazione di qualsiasi tipo di vaccino e una morte».

Sono in parecchi che dalla provincia di Rimini oggi sono andati a manifestare a Roma contro i vaccini obbligatori. Lei come si spiega tante adesioni dalle nostre parti?

«Pediatri e avvocati ufficialmente legati al movimento no-vax sono di Rimini e Riccione. Non sarà un caso».

A Riccione si è discusso di vaccini anche in consiglio comunale. Cosa ne è venuto fuori?

«Ero presente nel consiglio comunale aperto dove si è parlato. in maniera a dir poco inconcludente, di queste problematiche. Il movimento free-vax esige libertà di scelta, ma se questa è in conflitto con una precisa legge dello stato che impedisce ai bambini non vaccinati di frequentare asili pubblici, la conseguenza naturale dovrà essere la vaccinazione. Oppure, potendo scegliere, la frequentazione di asili privati. Sulla salute pubblica non si discute, è un bene di tutti! Strumentalizzarla aumenta ancora di più l’egoismo di massa dove prevale l’interesse di pochi».

Alessandro Cammarata

Scroll Up