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Pertinenziali, la bocciatura è responsabilità dei parlamentari e non del Governo

Un mese fa scrivevo un articolo sul problema delle attività nella zona del porto canale. Segnalavo come fosse non più rinviabile mettere mano ai canoni in concessione riequilibrando tra chi paga poco e chi paga cifre esagerate. 

Affermavo: In tanti pagano pochi euro (un bar di spiaggia di fronte al ristorante Lo Squero paga non più di 600 euro all’anno) in pochi pagano cifre esagerate (Il ristorante Lo Squero paga oltre 80mila euro). Un riequilibrio darebbe allo Stato molte più entrate di quelle attuali. Tanti gli impegni in questo senso di tutti, politica e istituzioni, ma nulla di concreto è successo in questi anni. I tentativi sono stati fatti anche quando ricoprivo responsabilità istituzionali”.

“Tutte le Regioni condividevano la necessità di un riordino dei canoni. Ma nulla è andato a buon fine in Parlamento. Tutti gli emendamenti presentati dai parlamentari venivano bocciati dalla Ragioneria dello Stato per mancanza di copertura finanziaria”.

Dopo un mese,  veniva approvato da tutte le forze politiche un emendamento al “Decreto Rilancio” che doveva risolvere il problema dei pertinenziali. Eliminazione valori OMI, pagamento forfettario del contenzioso accumulato, aumento del canone minimo per tutte le concessioni demaniali portate a 2.500 euro. Tutti le forze politiche esprimevano soddisfazione.

Vi è stata una vera e proprio gara per averne la paternità, senza esclusioni di colpi. Dichiarazione a iosa anche da parte di chi non ha ancora ben chiaro cosa significa il termine “pertinenziali”.

Dopo un paio di giorni arriva il parere della Ragioneria dello Stato che boccia l’emendamento per mancanza di copertura finanziaria. Esattamente come nel passato.

Apriti cielo. Altra cascata di dichiarazioni. Di tutto. Accuse al Governo, “uno sfregio verso i parlamentari di ogni schieramento che avevano votato l’emendamento”, “lo ripresenteremo” ed altre stupidaggini del genere.

La realtà è molto diversa da come viene descritta.

  • Consiglio a tutti questi “fenomeni” delle istituzioni di rileggere la Costituzione, che all’articolo 81 recitaOgni legge che importi nuovi o maggiori oneri provvede ai mezzi per farvi fronte“. Materia espressamente disciplinata, sotto il titolo di “copertura finanziaria delle leggi” dall’articolo 11 ter della legge 5 agosto 1978. Tradotto: se una legge, un emendamento, non hanno copertura finanziaria la Ragioneria dello Stato ha l’OBBLIGO di bocciare. Esattamente quello che ha fatto. Facile immaginare cosa potrebbe succedere senza questo vincolo. Emendamenti a iosa per finanziare tutto quello che passa nella testa dei parlamentari.
  • La Ragioneria ha anche consigliato di smetterla con le proroga delle concessioni. Sono in contrasto con le norme europee. Ma anche su questo i parlamentari fanno orecchie da mercante. Da anni.
  • Tutti questi “fenomeni” delle istituzioni invece di andare dietro a facili consensi dovrebbero proporre una legge seria di riordino della disciplina delle concessioni demaniali con finalità turistica, compresa la riorganizzazione dei canoni. In questo caso sarebbe facile risolvere il problema dei pertinenziali.

Invece di proporre emendamenti da dilettanti delle istituzioni, è complicato allegare una tabella dove da una parte vi sono le minori entrate dello Stato e dall’altra le relative coperture finanziarie? Evidentemente l’aumento del canone minimo della concessione portata a 2500 euro era inadeguato per coprire le minori entrate della riduzione dei canoni dei pertinenziali. In Parlamento vi sono strutture di supporto ai gruppi parlamentari in grado di risolvere questi problemi. Ovviamente non è possibile ridurre i canoni dei pertinenziali e contemporaneamente prendere gli applausi dai concessionari degli stabilimenti balneari a cui occorre aumentare i canoni.

Ora vi sono due possibilità.

  • La ripresentazione dell’emendamento negli stessi termini come sta proponendo qualche parlamentare. In questo caso vi sarebbe inevitabilmente una seconda bocciatura. Nessuno della Ragioneria Generale dello Stato è disposto a finire davanti alla Corte dei Conti per danno erariale giusto per fare contenta qualche forza politica.
  • Si ripropone l’emendamento con adeguate coperture finanziarie. In questo caso deve essere tuttavia chiaro che le coperture finanziarie debbono uscire dal riordino complessivo dei canoni demaniali marittimi con finalità turistiche e non dalla fiscalità generale. In questo secondo caso saranno le singole forze politiche a dover spiegare ai cittadini che le loro tasse servono per continuare a far pagare canoni molto bassi agli operatori di spiaggia (bagnini) italiani.

Maurizio Melucci

 

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