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Petroltecnica Rimini: “Così le barriere inventate da noi catturano plastica e rifiuti”

Abbiamo parlato nei giorni scorsi delle innovative barriere intercetta-rifiuti di Petroltecnica e dei risultati ottenuti a Rimini. Ne parliamo con il referente di Petroltecnica Gabriele Palmieri.

Perché avete intrapreso l’iniziativa di progettare e realizzare nel Comune di Rimini questi impianti innovativi a difesa dell’ambiente che hanno trovato approvazione e sostegno dalle Istituzioni?

Fa parte del nostro lavoro e Petroltecnica, dopo altre installazioni importanti a Roma e nel Lazio, voleva dare un contributo concreto alla tutela del nostro mare e del nostro territorio. Per questo abbiamo progettato ad hoc delle soluzioni per l’intercettazione di plastiche e idrocarburi, noti inquinanti generati dalle attività antropiche, che generano impatti devastanti sull’intero ecosistema”.

Quali i risultati più significativi ottenuti con questi dispositivi?

Abbiamo realizzato una importante riduzione delle plastiche, dei rifiuti e dei materiali galleggianti a tutela dell’area fluviale e protetta del deviatore del Marecchia e dell’area dell’invaso del Ponte di Tiberio.  In particolare, la barriera antiplastica posizionata sulla sponda destra del deviatore, a 100 metri dal ponte di via Coletti, ha intercettato nei primi 5 mesi di attività 5 mc di plastica e unBarriera antipaticaa decina fra rami e arbusti, mentre la barriera I_Catsorb posta nella zona del ponte di Tiberio prospicente il parco XXV Aprile, ha consentito di bloccare e recuperare circa 200 bottiglie di vetro, 1,5 mc di plastica, 50 lt. di mozziconi di sigaretta, oggetti vari e 200 lt. di acqua con presenza di idrocarburo”.

Come funzionano questi impianti?

La barriera ‘acchiappaplastica’ si basa su un sistema di raccolta che sfrutta il moto della corrente per convogliare mediante gli elementi barriera, segregare e stivare all’interno di una sezione chiusa (trappola), i materiali plastici galleggianti dispersi nei corsi d’acqua. Il recupero delle plastiche viene effettuato manualmente in sicurezza dalla sponda del fiume, ed i rifiuti, confezionati in contenitori idonei ed etichettati, vengono conferiti negli impianti preposti da Hera. Il sistema I_Catsorb (io catturo ed assorbo), è in grado di catturare rifiuti galleggianti di piccole dimensioni (come, ad esempio, i mozziconi di sigaretta) e idrocarburi, eventualmente presenti negli specchi acquei più chiusi e negli ambiti portuali. Brevettato a livello internazionale e installato per la prima volta in Italia, nell’area del Ponte di Tiberio, adiacente alla passerella pedonale galleggiante, ha l’obiettivo di tutelare la preziosa area a vocazione naturalistica, storica e culturale, nel canale che collega il Parco XXV Aprile al porto canale”.

I_Catsorb – prosegue Palmieri – blocca e trattiene autonomamente i rifiuti galleggianti, le microplastiche, gli idrocarburi provenienti dal porto canale e dalle barche e anche tracce di detersivi eventualmente presenti. Grazie all’azione di questi impianti l’acqua è visibilmente più pulita e trasparente, priva di importanti fenomeni di degradazione organica, con assenza di iridescenze visibili sulle acque. Per quanto riguarda l’attività della barriera antiplastica posta alla foce del devatore del fiume Marecchia, il quantitativo ridotto recuperato dalle attrezzature di Petroltecnica rispetto ad altri che la stessa società ha installato in altri fiumi di Italia, denota l’efficiente politica di conservazione e preservazione del fiume nel territorio della provincia di Rimini, ma grazie alla barriera installata, anche il rifiuto residuo viene catturato. Entrambe le barriere sono parte integrante del progetto “salvacque”, un innovativo impianto voluto dagli enti locali, unico in Italia, per ridurre la presenza di rifiuti in mare, soprattutto di plastica, sia per favorire il riporto a terra dei rifiuti da parte dei pescatori”.

Scheda degli interventi

Barriera I_Catsorb invaso Ponte di Tiberio

Si è registrata un importante e significativa riduzione delle plastiche che dal porto canale, soprattutto nel periodo estivo, insieme al vetro e mozziconi di sigaretta, arriva nello specchio d’acqua prospicente il parco XXV aprile. Contestualmente l’acqua è visibilmente più pulita e trasparente, priva di importanti fenomeni di degradazione organica (la barriera blocca anche ramaglie e mucillagini), con assenza di iridescenze idrocarburiche che provengono dalle acque del porto canale e che l’attività di pesca e diportismo cagione, ma che con correnti e venti dal mare risalivano spesso verso il parco e la passerella galleggiante, con un percorso migratorio opposto al flusso delle acque monte- valle.

Rifiuto bloccato e recuperato:

  • 200, circa, di bottiglie di vetro;
  • 1,5 mc circa di plastica;
  • 50 lt di mozziconi di sigarette;
  • Oggetti vari, siringhe e microplastica;
  • 200 lt di acqua con presenza di idrocarburo.

I_Catsorb è parte integrante del noto progetto “salvacque”, che assieme alla barriera raccogli plastica collocata alla foce del fiume Marecchia (deviatore), ne fanno un innovativo e green impianto voluto dagli Enti locali ed unico in Italia e nel mondo.

 

Barriera antiplastica deviatore Marecchia

Il sito dove è stata eseguita l’installazione del sistema è prossimo alla riva destra del Fiume Marecchia, nella porzione compresa tra il ponte carrabile di Via Ennio Coletti e il ponte ferroviario a monte dello stesso.

La barriera ha intercettato ad oggi circa 5 mc di plastica e una decina di ramaglie (rami ed arbusti).

Il quantitativo ridotto rispetto ad altri recuperati in altri fiumi di Italia, denota la efficiente politica di conservazione e preservazione del fiume Marecchia nel territorio della provincia di Rimini. Ma grazie alla barriera installata, anche tale rifiuto residuo viene catturato.

Raccolti circa 5 mc di plastica.

 

 

 

 

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