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Petroltecnica-Rovereta, la difesa di Pivi: “Sempre trovati in regola, nessun danno ad ambiente e salute”

E’ in Spagna l’Ing. Peo Pivi, proprietario di Petroltecnica che controlla la società Rovereta Srl cui la magistratura ha apposto i sigilli.  Il gruppo è uno dei più attivi in Italia per il ritiro, la lavorazione e lo smaltimento di rifiuti derivanti dagli impianti per la lavorazione e la distribuzione degli idrocarburi.

Pivi rientrerà stasera e annuncia di voler incontrare quanto prima la stampa per dare la sua versione. Che intanto anticipa per telefono.

Pivi, cosa è successo?Sulla base di quanto ci è stato contestato posso dichiarare che – a voler essere pignoli – qualche problema si trova sempre per quanto riguarda gli aspetti puramente formali. Sulla sostanza smentisco nella maniera più categorica che possono esserci problemi per quanto riguarda il trattamento dei materiali, danni ambientali o per la salute”.

“Siamo stati controllati dall’Istituto Superiore di Sanità – prosegue l’imprenditore – e dall’allora Guardia Forestale. Aggiungo che, in occasione del controllo dell’Istituto Superiore di Sanità, uno dei due comitati di Cesarolo ha nominato un loro rappresentante che è un funzionario dell’ARPA di Torino. Siamo in possesso della certificazione ISO 18000”.

E per quanto riguarda gli odori?

E’ stato commissionato uno studio dal Comune di Coriano. Il 50% delle emissioni odorifere proviene da altra azienda. La restante metà da altre tre aziende del luogo tra cui la nostra. Qualche volta nell’arco dell’anno è possibile l’emissione di qualche odore, ma mai, ripeto, mai, tale da fare nessun danno alla salute”.

“Tra l’altro,  a tutela della nostra attività – tiene a sottolineare Pivi – affermo categoricamente che l’immagine allegata al comunicato stampa  e da tutti pubblicata, non può far parte della nostra struttura, probabilmente è un’immagine di archivio che viene da non so dove, certamente non da Rovereta”.

E gli odori?

Per quanto riguarda gli odori, il nostro stabilimento è l’unico, in Italia, ad essere dotato di impianti di aspirazione”.

Lavoriamo  ogni anno 40mila tonnellate di terreni con presenza di inquinanti e recuperiamo 4 milioni di litri di idrocarburi. Non possiamo permetterci di non essere in regola con ogni prescrizione” conclude Pivi.

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