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“Che piacere incontrare Gessica” e Barbara De Rossi torna alla sua terra con ‘Il bacio’

Questa sera al Teatro Pazzini di Verucchio andrà in scena ‘Il bacio’, con inizio alle ore 21,15, Barbara De Rossi e Francesco Branchetti porteranno sul palco verucchiese il testo del famoso drammaturgo olandese Ger Thijs. Quello che affronterà l’affiatata coppia di attori sarà una magica esplorazione del cuore umano. La famosa attrice riminese ritorna nella sua terra con lo spettacolo vincitore del ‘Premio Penisola Sorrentina Arturo Esposito’, quale evento teatrale della stagione 2017/18. Oltre all’impegno artistico sui palcoscenici nazionali, la De Rossi porta avanti anche quello civile a difesa delle donne vittime di violenze e maltrattamenti, sia in tv con ‘Il terzo indizio’ in onda su Rete 4, che come presidente onorario dell’Associazione Salvamamme , attiva dal 1998. Accanto a lei, sul palco, l’attore e regista fiorentino Francesco Branchetti, reduce dai i successi di ‘Medea’ e ‘Coro di donna e uomo.’

Barbara De Rossi e Francesco Branchetti

De Rossi, quanto è difficile tenere in piedi un rapporto d’amore tra uomo e donna?

«Se il sentimento è forte non dovrebbe essere tanto difficile. Però, le persone che stanno insieme e hanno il desiderio di stare insieme devono lavorarci su. Nulla viene da solo e tutto si può costruire. Mia mamma mi diceva sempre: ‘I matrimoni si costruiscono con grande pazienza’, ed è vero».

E per lei Branchetti è così?

«Secondo me no. È chiaro che si deve trattare di un vero sentimento e non di una infatuazione o di una passione passeggera. Se si tratta di un rapporto di affetto e amore profondo, io credo che si possa durare a lungo».

De Rossi, oltre a fare l’attrice lei è molto impegnata in campo civile con il programma ‘Il Terzo indizio’ e la sua Associazione Salvamamme in difesa delle donne vittime di violenza. Nei mesi scorsi si è parlato molto di molestie e presunti abusi nel mondo del cinema e dello spettacolo. Lei cosa ne pensa? Le è mai successo di ricevere delle molestie?

«Se per molestie intendiamo un ricatto a livello lavorativo in cui ti viene chiesto di andare con un uomo per poter lavorare, in questo senso no, a me non è mai successo. Diciamo che alcuni uomini mi hanno fatto delle avances, perché gli uomini le fanno, ma poi uno decide della propria vita in maniera autonoma».

È faticoso portare avanti la sua attività di attrice con quella della sua Associazione?

«Sono ormai tanti anni che insieme alla mia associazione mi batto in difesa delle donne maltrattate. Non mi pesa affatto battermi per una cosa in cui credo così tanto, anzi! Recentemente ho anche incontrato Gessica Notaro, che non conoscevo e avuto il piacere di scambiare qualche parola con lei. Noi accogliamo molte donne con storie di violenza alle spalle, cerchiamo di fare del nostro meglio per aiutarle e provare a cambiare le cose per quello che possiamo».

Branchetti, per quanto riguarda le molestie nel mondo dello spettacolo, lei come la pensa?

«Nel mondo del teatro non ho mai sentito di questi casi. Credo, comunque, che giudicare sia una cosa brutta. Per quanto riguarda le molestie, giudicare le vittime che hanno parlato dopo molto tempo credo sia sbagliato, perché ci deve essere sempre solidarietà da parte di tutti per chi denuncia episodi del genere al di là di quanto tempo sia trascorso. Allo stesso modo, però, è altrettanto grave creare un’atmosfera di caccia alla streghe».

De Rossi, che spettacolo che porterete in scena al Pazzini?

«È un incontro tra due persone che non si conoscono e che alla fine trovano dei punti in comune anche nelle loro fragilità. Due anime che scavano dentro ai propri cuori e scoprono un sentimento d’amore che si sublima con un bacio. I due protagonisti non hanno nomi, si chiamano semplicemente ‘Signore’ e ‘Signora’, in modo che tutti possano riconoscersi in loro. Perché questa è una storia comune a tutte le coppie».

Branchetti, la vede così anche lei?

«Sì, i due personaggi sono diversi l’uno dall’altro, ma riescono a trovare qualcosa che li riesce a legare. Due persone infelici che scoprono una nuova via, la possibilità di percorrere un tratto di esistenza insieme. Questa opera ci mostra come il sentimento può trasformare e in meglio la vita di due persone».

De Rossi, lei ha lasciato la sua Rimini tanto tempo fa, ma qui ha le sue radici e la sua famiglia. Come l’ha trovata in questi anni? Alcuni episodi di violenza, anche recenti come i fatti di questa estate a Miramare, secondo lei, possono aver macchiato l’immagine di questa città?

«Gli episodi di violenza capitano ovunque e non solo a Rimini. Purtroppo, viviamo in un mondo in cui regna la diffidenza degli uni verso gli altri, la gente ha paura e vivere con questa ansia addosso non è affatto semplice. Detto questo, quando posso torno volentieri in Romagna, è la mia terra d’origine e anche se l’ho lasciata a 18 anni, la considero sempre casa mia, perché qui ci sono le mie radici, ed è importantissimo non dimenticare mai da dove si è partiti».

Nicola Luccarelli

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