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Più finanza per le famiglie riminesi ma non basta: in calo ricchezza da casa e lavoro

I dati resi disponibili dall’Istituto Tagliacarne ed elaborati dalla Camera di commercio della Romagna, riferiti ad un meta indicatore emblematico come il patrimonio delle famiglie nelle province italiane, nonostante la complessità degli ultimi anni, rilevano per le province di Forlì-Cesena e di Rimini risultati positivi nel medio periodo. La composizione del patrimonio è in evoluzione e vede in aumento le attività finanziarie e in calo quelle reali.
Patrimonio delle famiglie: la Romagna
A fine 2017 (ultimo dato appena reso disponibile), nell’area “Romagna – Forlì-Cesena e Rimini”, il patrimonio totale delle famiglie (a prezzi correnti) ammonta a 125.137,3 milioni di euro (9,4 volte il loro reddito disponibile), di cui il 59,2% rappresentato da investimenti in attività reali (abitazioni, terreni) e il 40,8% da investimenti in attività finanziarie (depositi, valori mobiliari, riserve assicurative); più della metà del patrimonio totale (57,2%) è costituito dal valore delle abitazioni.

“È certamente un segnale positivo che, nonostante le difficoltà del contesto e alcune differenze nelle dinamiche territoriali, nel medio periodo, il patrimonio complessivo delle famiglie nei nostri territori continuino a crescere – dichiara Alberto Zambianchi, Presidente della Camera di commercio della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini –. Le famiglie sono, infatti, uno degli elementi portanti della struttura, non solo sociale, ma anche economica, del nostro Paese e rappresentano tuttora il più efficace strumento anticiclico sul quale possiamo contare”.

 

Patrimonio delle famiglie: la provincia di Rimini
A fine 2017, in provincia di Rimini, il patrimonio totale delle famiglie (a prezzi correnti) ammonta a 57.898,2 milioni di euro (10,2 volte il loro reddito disponibile), di cui il 61,4% rappresentato da investimenti in attività reali (abitazioni, terreni) e il 38,6% da investimenti in attività finanziarie (depositi, valori mobiliari, riserve assicurative); più della metà del patrimonio totale (59,8%) è costituito dal valore delle abitazioni, a cui seguono quello dei valori mobiliari (18,1%), dei depositi (11,8%), delle riserve assicurative (8,8%) e dei terreni (1,5%). Le famiglie di Rimini detengono, nel complesso, il 6,5% del patrimonio regionale, occupando l’ultima posizione tra le province emiliano-romagnole; nella classifica decrescente, poi, stilata su 109 province nazionali, Rimini si piazza al 52° posto (invariato rispetto al 2012).
Rispetto al 2016, si rileva una diminuzione del 4,8%, dovuta al forte calo del valore delle attività reali (-9,2%), quasi esclusivamente delle abitazioni (-9,5%, riflesso dell’andamento negativo dei prezzi nel mercato immobiliare residenziale), mentre calano in misura lieve i terreni (-0,3%); in aumento, invece, il valore delle attività finanziarie (+3,3%), grazie alla crescita dei valori mobiliari (+4,8%) e delle riserve assicurative (+7,5%) mentre calano i depositi (-1,8%). Trend positivo, al contrario, in Emilia-Romagna (+1,5%) e Italia (+1,0%), dove la contrazione (lieve) delle attività reali viene compensata dall’incremento delle attività finanziarie.
Nel medio periodo (rispetto al 2012) si riscontra, invece, una crescita del patrimonio pari all’1,7% (attività finanziarie: +10,7%, attività reali:-3,3%), in linea con la variazione positiva regionale (+1,8%) e superiore a quella nazionale (+0,9%).
Il patrimonio per famiglia, nel 2017, ammonta a 397.412 euro, inferiore a quello dell’Emilia-Romagna (444.965 euro) ma superiore al dato Italia (360.341 euro); nel contesto nazionale la provincia di Rimini nella relativa classifica decrescente si piazza al 38° posto (in calo rispetto al 28° posto del 2012).
La dinamica è simile a quella del patrimonio totale nel confronto col 2016 (-5,3%), mentre risulta diversa da questo nel medio periodo (-0,8%).
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