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Pizzolante: “Un nuovo centro sinistra con nuovi simboli”. Anche per il Pd?

L’On Pizzolante con un lungo post su Fb auspica una nuova alleanza di centro sinistra. Era solo poco più di un mese fa quando l’On Pizzolante, definiva il segretario del Pd in questo modo: “Renzi è uno strano fenomeno. Se non ha un nemico da insultare o da rasserenare, non sta bene. D’Alema, Bersani, Letta, Cuperlo, Orlando e adesso Alfano e Gentiloni. In Italia, più di ogni altro paese europeo i populisti, fra M5S e Lega, sono quasi al 50% e il problema di Renzi qual è? Alfano! E qual è il delitto commesso da Alfano? Non aver fatto cadere Gentiloni già nel mese di febbraio”. Infine afferma: “Perchè bisognava e bisogna far cadere Gentiloni? Perchè il nostro vuole la rivincita, dopo il referendum. Perchè – accusa – gli è stato tolto il giocattolo del governo e adesso lo rivuole. È un capo che divide e si alimenta d’odio. Gli ritornerà tutto contro. Non riavrà il giocattolo. Un’altro, prima di Renzi, aveva detto: »molti nemici molto onore. Non ha fatto una bella fine”.

Oggi derubrica la polemica aerrori nostri e di Renzi avevano messo in discussione tutto”. Prendiamo atto.

Poi, continua l’On Sergio Pizzolante, non “basta solo una somma di sigle, forse bisogna proprio cambiare le sigle vecchie.” Quindi se non comprendiamo male si dovrebbe cambiare il nome anche al Pd. Per carità nulla da stupirsi. L’On Pizzolante le sigle dei partiti le cambia con grande facilità.

Di seguito, riportiamo integralmente il suo intervento:

Un nuovo centro sinistra
Si profila in Sicilia e in Italia una nuova alleanza di centro sinistra.
Dopo mesi di confusione e asprezze inutili, ritornano in campo ragionevolezza e buonsenso.
L’accordo prossimo fra Ap e Pd può essere il punto di partenza per costruire in Italia l’argine verso i populismi di destra e di sinistra. Non è assolutamente sufficiente, ma è un gran primo passo.
Credo molto a questo percorso.
Considero la crescita dei 5 stelle e della Lega( in forme diverse), dei populismi e degli estremismi, un pericolo per la democrazia rappresentativa, che passa dalla demolizione del Parlamento. L’antiparlamentarismo ha sempre aperto la strada alla tirannia, come ha ben scritto Panebianco.
In queste settimane sono più volte intervenuto in Aula su questo tema. È la cosa che in questo momento più mi appassiona e piu mi fa paura. Ed è la possibilità di reagire a tutti questo che mi impedisce, al momento, di lasciare la politica.
Qualcuno mi dice che esagero. Ma la tirannia può avere diverse forme. Quelle classiche ed alcune moderne.
Se il potere reale in Italia ce l’hanno le procure , alcuni giornali, e le burocrazie statali, siamo già dentro una forma di tirannia. Dei poteri non eletti democraticamente su quelli eletti, delle burocrazie sulla politica. Dell’antiparlamentarismo sul Parlamento.
Se chi è eletto non ha il potere di dare risposte a chi lo elegge, la democrazia si frantuma.
Se un Sovrintendente ha più potere di tutti i sindaci della Riviera su ciò che si può fare in spiaggia;se si mettono sotto accusa giudiziaria, per associazione a delinquere, sindaci che hanno sostenuto un’Aeroporto;se si inquisisce un sindaco che, in situazione di emergenza, fa collocare tre case mobili in un campeggio per il terremoto in Umbria; se si inquisiscono gli scienziati perché non prevedono i terremoti;se la stampa per anni sostiene che tutti i politici sono ladri, che fanno la ferie, inesistenti, di 40 giorni( la chiusura del Parlamento non corrisponde alle ferie!!), che guadagnano più di tutti in Europa,quando è vero il contrario…il tiranno arriva. Anzi è già fra noi. Non ha le sembianze di un uomo! E forse è anche peggio.
Ha il profilo del pregiudizio che vince sul giudizio, del sospetto che annichilisce la ragione, dell’odio sociale che disconosce il merito. È tutto si frantuma, nessuno decide mentre tutti pensano di avere diritto a farlo.
È la tirannia dell’immobilismo e delle ingiustizie, che che producono miseria e odio.
Ho sempre pensato che un nuovo centro sinistra potesse essere argine culturale e politico a tutto questo. Visto che nel nuovo centro destra prevalgono forze estreme e nostalgie.
Nasce li il progetto Patto Civico Rimini.
Poi, a livello nazionale, errori nostri e di Renzi avevano messo in discussione tutto. L’argine che volevamo costruire era saltato in aria.
Adesso si può ricominciare! Almeno spero.
Non sarà facile, c’è un lavoro duro da fare. Ma è la sola cosa per la quale val la pena lavorare.
Ripeto, non basta solo una somma di sigle, forse bisogna proprio cambiare le sigle vecchie. Per tornare a progettare una proposta politica all’altezza dei tempi.
10 anni fa il 72% degli italiani si autodefinivano, Ceto Medio.
Oggi solo il 35%.
La metà circa.
Un recente studio di Ipr ha stabilito che il 61% degli italiani si sente ceto basso. Un’enormità.
Per questo esplodono i populismi. L’impoverimento o la paura di impoverirsi,spinge il ceto medio a non essere più l’argine ai populismi e agli estremismi, ma parte di essi.
È la grande, tragica, novità di questo versante della storia.
A tutto questo bisogna reagire.
Speriamo lo si possa fare.
Prima che il tiranno assuma sembianze più definite.

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