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Poggio Torriana: da domenica “Il dialetto fra teatro e poesia”. Il programma degli incontri

Domenica 19 gennaio, si celebra, per il quinto anno consecutivo per il Comune di Poggio Torriana, la Giornata Nazionale del dialetto e delle lingue locali. 

Sarà il primo appuntamento di una serie di incontri che vedrà alternarsi sul Palco del Centro Sociale, la terza domenica del mese fino ad aprile, attori e compagnie accomunati da un approccio di ricerca nei confronti del dialetto, mescolando tradizione e innovazione a cavallo delle varie arti nell’ambito della rassegna “Il dialetto fra teatro e poesia”. 

Alle 17.30 Teatro Zigoia presenterà, per l’occasione, “Purbiòn di Romagna: poesie, monologhi e aneddoti della nostra terra” di e con Denis Campitelli. 

Un’antica nebbia, a volte visibile a volte invisibile, avvolge da sempre l’uomo. Spesso gioca a fargli perdere la strada e a lasciarlo senza punti di riferimento. 

Ora quell’antica nebbia si è addensata e trasformata in “Purbiòn”, polverone. 

Ulisse, nel poema di Tonino Guerra, capisce di essere ritornato nella sua Itaca grazie al profumo di un’erba selvatica, tipica della sua terra. 

Per noi invece la buona notizia arriva da un suono selvatico  che conosciamo bene, il suono della lingua romagnola: “A què i scòr in Rumagnol. A sem arivè a ca!”. 

Ingresso gratuito, a seguire buffet della tradizione.

 

Info:

0541 688273

programma:

Domenica 16 febbario ore 17.30

“Dònca: i grandi classici in dialetto romagnolo” di e con Marco Moretti, tecnico di scena Massimo Fabbri.

Così definisce l’autore il proprio lavoro: “È un recital in dialetto romagnolo, quello della mia infanzia, dalle sonorità che rimbalzano fra le mura di casa, tornano all’orecchio e si fanno parola, passando da Amleto a Romeo e Giulietta, da Cirano de Bergerac ai racconti di mio nonno, con uno sguardo su Antonio e Cleopatra, da Petrarca alle sfuriate di mia nonna, da Enrico IV  a Lattanzio per finire ai miei appunti: parole volanti. Parole ri-sonanti. Come si dice quella cosa?… quella cosa la puoi dire solo in dialetto: il tuo dialetto”. 

 

Domenica 15 marzo ore 17.30

Compagnia del Serraglio, Riccione Città Teatro presentano “La custode” con Francesca Airaudo, testo di Francesco Gabellini con la regia di Francesco Tonti.

Riflessioni e speranze di una ex albergatrice che si trova a dover fare i conti  con il passato: durante i lavori di trasformazione della storica pensione Iris in lussuosi appartamenti, vengono rinvenuti i resti di una domus di epoca romana; che fare? Il testo, del poeta riccionese Francesco Gabellini, disegna una bella figura femminile, con la voglia di reagire e l’inventiva tipica delle donne romagnole. Lo spunto poetico si interseca con l’attualità e tra un sorriso e un ricordo drammatico la protagonista si racconta, diventando una piccola grande eroina, capace di resistere. 

 

Domenica 19 aprile ore 17.30

“Quand u s fa nòta – Quand vient la nuit”, recital poetico musicale in dialetto romagnolo e in lingua francese con Annalisa Teodorani, Lucie Ferrini, musiche originali di Alex Magnani. 

Il recital si presenta come un viaggio tra le sonorità del dialetto santarcangiolese e della lingua francese seguendo il filo delle opere poetiche di Annalisa Teodorani e del maestro Gianni Fucci, nato nel 1928 in Francia, a Montbeliard, e successivamente emigrato a Santarcangelo, che ha fatto del dialetto la sua lingua poetica d’elezione. Rappresentante del famigerato gruppo di intellettuali santarcangiolesi ribattezzato Circolo del Giudizio, Fucci è stato l’ultimo baluardo di quella compagine poetica che ha reso celebre Santarcangelo in tutto il mondo come Cittadina della poesia.

I loro versi, tradotti e cantati per l’occasione dall’artista di origini francesi Lucie Ferrini e musicati dal musicista e compositore Alex Magnani, si alterneranno al recitato della Teodorani nella lingua originale di Santarcangelo. 

Ingresso  agli spettacoli 8 euro.

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