Ponte del 2 giugno: “Rimini è capace di garantire servizi di buon livello anche sotto pressione”
3 Giugno 2026 / Redazione
Riceviamo e publichiamo.
Sono rientrato a Rimini dopo una settimana all’estero per lavoro e quindi non ho vissuto direttamente questo lungo ponte in città. Ho però seguito con attenzione tutto ciò che è accaduto attraverso le cronache locali e i numerosi commenti pubblicati sui social, polemiche comprese.
Quello appena concluso è stato un weekend straordinario per Rimini. Migliaia di persone hanno avuto l’opportunità di apprezzare la storica ospitalità riminese in un fine settimana che ha concentrato contemporaneamente eventi di enorme portata: i concerti di Vasco Rossi, RiminiWellness, il congresso dei veterinari e il ponte del 2 giugno. Una combinazione che avrebbe messo in seria difficoltà molte città italiane, comprese alcune grandi metropoli. Rimini, invece, ha saputo dare ancora una volta il meglio di sé sotto il profilo organizzativo e dell’accoglienza. Del resto, non è la prima volta: lo abbiamo visto con il Tour de France, con l’Adunata degli Alpini e con tanti altri grandi appuntamenti che negli ultimi anni hanno portato in città centinaia di migliaia di persone.
Rimini è storicamente una città ospitale, abituata ad accogliere grandi flussi turistici e capace di garantire servizi di buon livello anche nei momenti di massima pressione.
Chi mi conosce sa bene che non sono solito dispensare complimenti con facilità al sistema turistico riminese e che spesso ho espresso osservazioni critiche, soprattutto sul tema della qualità dell’offerta alberghiera. Questa volta, però, ritengo doveroso riconoscere il lavoro svolto da tutti: dagli operatori turistici agli albergatori, dai pubblici esercizi all’amministrazione comunale, fino a Italian Exhibition Group e a tutte le persone che hanno contribuito alla riuscita di un weekend così complesso.
Leggendo i social, tuttavia, sono rimasto colpito da un altro aspetto: il fastidio, l’antiturismo e il forte malcontento espresso da alcuni riminesi per il traffico, le code e i disagi inevitabilmente generati da una presenza così massiccia di visitatori.
È un atteggiamento che mi fa riflettere. Vorrei capire meglio cosa spinga alcuni cittadini a vivere con tanta insofferenza la presenza dei turisti e dei partecipanti agli eventi.
Certo, il traffico può creare disagi e il rumore può risultare fastidioso, ma stiamo parlando delle conseguenze di attività che producono lavoro, reddito e sviluppo per l’intero territorio. A queste persone vorrei ricordare che nelle grandi città italiane migliaia di automobilisti trascorrono ogni giorno ore nel traffico. Succede a Milano sulle tangenziali, succede a Roma sul Grande Raccordo Anulare e in tante altre realtà urbane dove la congestione non è legata a pochi giorni di eventi, ma rappresenta la normalità quotidiana.
E agli abitanti delle zone limitrofe alla Fiera che lamentano il traffico e il rumore nei giorni delle grandi manifestazioni, vorrei porre una domanda semplice: quando hanno acquistato la propria abitazione, la Fiera era già presente? E se sì, erano consapevoli che stavano scegliendo di vivere accanto a uno dei principali motori economici del territorio?
Naturalmente ogni cittadino ha il diritto di chiedere miglioramenti nella gestione della viabilità, dei parcheggi e della mobilità. È giusto e legittimo. Ma altra cosa è mettere in discussione il valore stesso degli eventi e del turismo per una città che da oltre un secolo vive proprio grazie alla sua capacità di accogliere.
Rimini non è soltanto una città turistica: è una città che ha costruito la propria identità, la propria economia e una parte importante del proprio benessere sull’ospitalità. Per questo credo che dovremmo essere orgogliosi quando dimostriamo, come è accaduto in questi giorni, di saper gestire contemporaneamente eventi che richiamano decine di migliaia di persone da tutta Italia e dall’estero.
I disagi vanno affrontati e ridotti, ma senza perdere di vista il quadro generale. Perché dietro quelle auto in coda, dietro quei treni pieni e dietro quelle strade affollate ci sono persone che hanno scelto Rimini, che soggiornano nei nostri alberghi, mangiano nei nostri ristoranti, visitano i nostri negozi e contribuiscono alla ricchezza del territorio.
E questa, per una città come la nostra, dovrebbe essere soprattutto una buona notizia.
Mauro Santinato