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“Portare a termine un percorso spezzato”: intervista a Renata Tosi

In vista delle elezioni con cui Riccione l’11 giugno (eventuale ballottaggio il 25) sceglierà il suo prossimo sindaco, abbiano intervistato Renata Tosi.

La sua ricandidatura è suonata come la voglia di rivincita contro un gesto politico che ha lasciato la città senza governo. Lei lo ha giudicato un tradimento. Ma non basta questo per dare un senso alla sua scelta di ricandidarsi. Cosa l’ha spinta a farlo? 

«Quel gesto irresponsabile resterà nella storia di Riccione. Ho già detto che il tradimento dei sei consiglieri di maggioranza non si èp consumato contro di me, ma contro la città tutta. E i fatti di questi giorni dimostrano quanto sia stato irresponsabile lasciare la città senza una guida politica. Un gesto che i Riccionesi hanno giudicato. Da parte mia, su questo, non ho più altro da dire. Ho deciso di ricandidarmi non certo per vendicare qualcuno o qualcosa. L’ho deciso perché ritengo serio non lasciare un lavoro a metà. Credo che ognuno, in cuor suo, non vorrebbe troncare un’opera giunta al giro di boa. Ho capito che era necessario concludere un percorso costellato di progetti, alcuni di questi stavano per essere concretizzati, altri erano in corso di realizzazione. La visione di città era ormai delineata nella sua interezza. Quando mi insediai, nel giugno 2014, Riccione aveva un’immagine scolorita, da rilanciare, ripiegata su se stessa, nonostante la grande laboriosità dei suoi operatori».

Su quali basi lei vuole rilanciare quel percorso?

«Per me parlano i fatti. A soli due e anni mezzo della nostra amministrazione Riccione ha mantenuto un elevato livello di servizi, è tornata ad essere un città alla ribalta dei media nazionali con eventi unici e, in alcuni casi, estesi a più settimane durante le festività natalizie o pasquali. Abbiamo conquistato presenze e nuovi turisti, attirato anche giudizi differenti, ma questo fa parte del gioco, perché abbiamo sempre risposto con i fatti e la capacità di innovare andando avanti nonostante tutto. La città oggi dispone di grandi opportunità. Penso alla riqualificazione del tessuto cittadino con la variante al Rue. Famiglie e imprese hanno finalmente gli strumenti per ampliare le proprie abitazioni o attività, con uno sguardo molto attento all’efficientamento sismico ed energetico. Grazie ai buoni rapporti con la Regione abbiamo intercettato finanziamenti consistenti, come il contributo di oltre un milione di euro per realizzare il Museo del Territorio nella zona della ex Fornace da collegarsi al futuro Parco degli Olivetani. Abbiano lasciato una città con i conti in ordine, senza aumentare le tasse, ridotto le rette degli asili nido, introdotto fin da subito l’esenzione Tasi sulla prima casa fino a raggiungere nella lotta all’evasione fiscale il 30% di recupero rispetto alle precedenti amministrazioni. Grande attenzione per il sociale, le famiglie numerose, la trasparenza e la sostenibilità ambientale. Vorrei ricordare l’estensione del porta a porta, nella zona a mare della ferrovia, e lo studio universitario indipendente, commissionato per la prima volta sull’inceneritore, in tema di emissioni nell’aria, nell’acqua e nel suolo, i cui risultati saranno pronti a fine giugno. Tante le cose fatte e altrettante quelle che vogliamo fare. Riccione è una città in continuo fermento, basta darle le leve giuste per lavorare tutti assieme. Possono esserci, dibattiti, critiche, pareri diversi ma per raggiungere quello che io amo definire il vero Bene Comune, l’accordo alla fine si ottiene e si trova».

Questo per il già fatto. Ma per il futuro? 

«Per i prossimi cinque anni ci aspetta tanto lavoro. Interventi all’edilizia scolastica con nuove scuole e palestre. Proseguimento nella realizzazione di nuove piste ciclabili per poi metterle a sistema tra loro, compresa quella sul Marano diretta a Coriano e San Marino. Riqualificazione del porto assieme agli operatori con interventi importanti di arredo e nuove piazze fino a viale Ceccarini. Nuove luoghi di aggregazione per i più piccoli come il Castello degli Agolanti che diventerà il Castello dei bambini e delle bambine o l’Arboreto Cicchetti che sarà centro di studio per gli artisti locali aperto all’arte del giardinaggio, attraversato da una pista ciclabile immersa nel verde.
A favore della scuola e della famiglia avremo dei punti fermi. Nessuna forma di esternalizzazione dei nidi e delle scuole dell’infanzia, valorizzazione del personale, una guardia medica pediatrica per le famiglie con bambini piccoli. Un’azione di affiancamento costante anche alle giovani coppie con agevolazioni fiscali per non emigrare in altri territori, estese ai proprietari di immobili».

E’ una campagna elettorale molto tesa e a tratti aggressiva. Qual è la sua sensazione? 

«Adesso che siamo in piena campagna elettorale e mi guardo attorno, e ascolto i miei concittadini, così come i programmi degli altri candidati, rilevo una considerazione. Sento dalla città una vicinanza e soprattutto una sincera comprensione per la necessità di concludere il buon lavoro già avviato. E questo naturalmente conferma e rafforza la mia scelta di portare a termine un percorso spezzato. Sento del calore attorno a me che rappresenta la più grande carica che possa desiderare. Una magnifica spinta,nonostante i veleni cosparsi ad arte, da chi pensa di governare Riccione o, seguendo i propri interessi particolari o, tornando velocemente ad un passato che non ha nulla a che fare con la Riccione di oggi».

Stefano Cicchetti

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