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“Presenze turistiche in provincia di Rimini: fino a giugno + 4%, stranieri +9%” e si riparte alla conquista dei mercati esteri

“Rimini nel 2017 ha superato la quota del 30% di turisti stranieri; la regione Emilia Romagna nel suo complesso ancora non è a questo livello, ma conta di arrivarci”. E per quanto riguarda le presenze nei primi sei mesi di quest’anno, “secondo i primi dati Istat sono aumentate del 4% rispetto a un anno precedente che era stato da record; la quota di stranieri è cresciuta del 9%. Dati che sappiamo sottostimati e che entro la fine della settimana usciranno nell’elaborazione dell’Osservatorio”. Così l’assessore regionale al turismo Andrea Corsini oggi, in conferenza stampa assieme al sindaco di Rimini Andrea Gnassi e il direttore APT Emanuele Burioni. “Positivi” anche i mesi di maggio e giugno, nonostante il meteo non abbia aiutato come nel 2017. E buoni anche dati parziali come quello del treno Monaco- Rimini, “che solo nell’ultimo weekend ha portato in riviera 1000 tedeschi, per un valore 7-8 mila presenze”. Un 30% che a Rimini, chiosa Gnassi “non si vedeva da 30 anni, dalla crisi delle mucillagini dell’88/89. Da allora al massimo avevamo toccato il 25%, ma siamo stati anche al 17”. 

Però, dopo 175 anni la Riviera di Rimini deve ripartire. Guardando soprattutto all’estero. E non hanno a caso, per fare il punto sulla ripartenza, Corsini, Gnassi e Burioni hanno scelto oggi, 30 luglio: il giorno in cui cade appunto il 175° anniversario dell’apertura dello stabilimento balneare di Rimini. Distribuita anche la prima pagina del divertissment di Ferruccio Farina, un “Diario di Rimini” del 1843, realizzato in realtà una decina di anni fa ma basandosi sulle fonti dell’epoca, pubblicato oggi anche da Chiamamicitta.it. 

“Ma quello è stato anche l’anno della prima pietra del teatro di Luigi Poletti – rammenta Gnassi – quel teatro verdiano che sarà presto nuovamente inaugurato dopo la sua ricostruzione e che insieme al Museo Fellini e al Parco del Mare rappresenta il lavoro in profondità che stiamo svolgendo per dare respiro internazionale al nostro prodotto”.

“Allora qui a Rimini nasceva l’industria moderna del turismo, ma oggi a che punto siamo dopo 175 anni? Abbiamo visto qualche numero, ma sappiamo che i conti veri si fanno a fine campionato e io da interista lo so bene”, scherza ma non troppo il sindaco. “E’ però importante – prosegue consegnando un corposo volume  ai giornalisti –  quello che emerge da questa rassegna stampa: le maggiori testate del mondo, americane e tedesche, inglesi e dell’Est Europa, hanno detto ai loro 200 milioni di lettori che esiste un prodotto turistico fatto di Ducati e Ferrari, aceto balsamico e parmigiano reggiano. E di Fellini. Prima erano eccellenze italiane, ma non prodotti per il turismo e non riconosciuti come nati nella nostra regione. Oggi il made in Emilia Romagna è una delle eccellenze del Made in Italy”.

Per quanto riguarda Rimini e Fellini, il Museo dedicato al “suo” regista, secondo Gnassi conta di catturare “3-400 mila presenze estere all’anno”. Ed entro il 2020 dovrà essere completata almeno la prima parte del Sea Wellness ParK, o Parco del Mare che dir si voglia: insomma il nuovo lungomare. “Ma attenzione – avverte il sindaco – il ‘Teutonengrill’ è sempre dietro l’angolo, se restiamo fermi è un attimo ricadere negli stereotipi di un turismo che non esiste più”.

Emanuele Burioni ha spiegato nei dettagli il lavoro svolto dal 2015 in poi, “l’anno dell’Expò, lo spartiacque, la miccia” che ha rilanciato il Bel Paese nel mercato turistico mondiale. L’Emilia Romagna vi si è presentata con tre cluster (o club) di prodotto: Motor Valley (Ferrari, Lamborghini, Maserati, Ducati, Moto Gp e via rombando); Food Valley (parmigiano reggiano, aceto balsamico, ma anche piada Igp finita nello spazio con “AstroSamantha” Cristoforetti); Wellness Valley (da Rimini Wellness a Technogym, ma anche la riviera e le terme come unico grande apparato per il benessere totale). Vi sono stati ospitati in educational tour 860 giornalisti di tutto il mondo, che hanno prodotto 588 articoli solo considerando i più rilevanti. “E Lonely Planet ha eletto l’Emilia Romagna come best destination in Europe per il 2018″. 

E in futuro? Pronto il bando per il nuovo portale web del turismo regionale, mentre si sta mettendo a punto la strategia per partecipare alle prossime fiere. I 35 milioni della Regione per gli impianti sportivi serviranno anche al nuovo presidente Apt Davide Cassani come biglietto da visita per catturare nuovi eventi sportivi. mentre l’assessore Corsini annuncia una prossima legge regionale per dare più risorse agli interventi strutturali come quelli del Parco del Mare, “visto anche che la riviera è uno dei 13 distretti turistici riconosciuto dalla legge nazione, che però non è dotata di risorse”. 

Nota dolente, come si fa ad avere turisti dall’estero con un aeroporto di Rimini che arriva appena 300 mila passeggeri? “Bologna è passata da 3,5 milioni a 8,5 milioni di viaggiatori – ha risposto Corsini –  anche lo scalo di Rimini ha potenzialità enormi. Siamo disponibili a sostenere gli investimenti del privato che lo gestisce, nei limiti consentiti dalle leggi. Abbiamo però bisogno di vedere un piano industriale. Ci è stato detto che arriverà presto”. 

E i rapporti il nuovo governo e il ministro delegato al turismo, Gian Marco Centinaio? “C’è stato un primo incontro una decina di giorni fa – dice sempre Corsini – ha convocato tutti gli assessori regionali con l’impegno di rivederci a settembre. Cosa ci aspettiamo da lui e dal governo in carica? Che si continui con il piano strategico che finalmente è stato dato a un settore fondamentale per l’economia nazionale come il turismo. Anche se quel piano è firmato dal suo predecessore Franceschini, è il frutto di un lungo lavoro che ha coinvolto tutte le parti interessate. E’ legittimo che ogni nuovo ministro voglia mettere qualcosa di suo, ma ora che finalmente un piano strategico lo abbiamo, non vorremmo che fosse azzerato per poi dover ricominciare daccapo“.

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