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Presidente Regione Marche Ceriscioli: “Stop iter secessione montecopiolo-sassofeltrio”

“Non procedere con l’iter legislativo. Solo una nuova consultazione referendaria puo’ dirimere le incertezze dando ai cittadini dei due Comuni, Montecopiolo e Sassofeltrio, l’effettiva possibilita’ di esercitare il diritto di autodeterminarsi”. Questa la richiesta del presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli espressa nella lettera inviata oggi alla presidente del Senato Casellati, per sollecitare una decisione che permetta di bloccare l’iter legislativo sul distacco dalla Regione Marche alla Regione Emilia Romagna dei due Comuni del Montefeltro.

  “Con la delibera 28 dell’11 giugno 2019- si legge nella letterail consiglio comunale di Montecopiolo, appena insediatosi a seguito delle recenti elezioni amministrative, ha espresso l’impossibilita’ di confermare, cosi’ come richiesto dal Senato, la volonta’ dei propri cittadini a procedere al distacco dalla Regione Marche alla Regione Emilia-Romagna”. Il consiglio comunale di Montecopiolo, in merito alla richiesta di palazzo Madama, ha rienuto infatti “di poter rispondere solo dopo una nuova consultazione dei cittadini” e per questo secondo il governatore marchigiano “non si puo’ fare a meno di rilevare che in sostanza il Comune non ha espresso nel merito la conferma alla secessione, cosi’ come richiesto dal Senato, ma ha invece messo in luce una situazione cosi’ dubbiosa sull’effettiva e attuale volonta’ popolare da richiedere l’intervento di un nuovo apposito referendum”

Per questo motivazioni Ceriscioli conclude ribadendo la richiesta: sospensione dell’iter secessionistico e nuovo referendum. “Ci si chiede quindi come possa il Parlamento essere in grado di valutare la volonta’ di questi cittadini a dodici anni di distanza dalla loro espressione di voto, quando lo stesso Comune non e’ stato in grado di confermare la loro volonta’ di staccarsi dalle Marche, anche alla luce delle due petizioni per bloccare il distacco che sono state firmate da ben 1043 cittadini- conclude-. Per tali motivi si chiede pertanto di non procedere con l’iter legislativo. Solo una nuova consultazione referendaria puo’ dirimere tale incertezza”

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