Home > Politica > Quelli di Pressing, a Rimini ai tempi della “Cosa”

Quelli di Pressing, a Rimini ai tempi della “Cosa”

“Il paese ha bisogno di un partito della sinistra nuovo e diverso. Nuovo e diverso innanzitutto nel senso che a fondarlo non siano solo cittadini che già oggi militano in un partito, ma anche, e con eguale peso e dignità, i molti che nei partiti tradizionali e ufficiali della sinistra non hanno potuto riconoscersi come singoli, club, movimenti di opinione. I tanti che costituiscono la ‘sinistra sommersa’: le competenze, la passione civile, la volontà di impegno a partire dai valori elementari che tutti a sinistra verbalmente condividono: giustizia, libertà, solidarietà (ed efficienza). Valori troppo spesso disattesi e trascurati nella pratica politica quotidiana della sinistra organizzata”.

Così Alberto Cavallari, Paolo Flores d’Arcais, Gian Giacomo Migone, Ennio Pintacuda S. J., Fernando Bandini e Antonio Lettieri entravano nella discussione sul nuovo partito della sinistra sull’onda delle dichiarazioni di Achille Occhetto alla Sezione Bolognina di Bologna fatte il 12 novembre 1989: che il partito avrebbe cambiato nome, simbolo e programma politico.

Nasce con l’assemblea al Cinema Capranica di Roma, alla presenza di alcune migliaia di persone, il 10 febbraio 1990 la sinistra dei clubs.

7 dicembre1975. Rimini, Fiera. Assemblea della Confesercenti. Al microfono Quinto Maioli

Gli ultimi anni ’80 sono stati carichi di fatti epocali: a livello internazionale la direzione di Mikhail Gorbacev in URSS tenta di rinnovare il paese; gli incontri di Gorbacev con il Presidente americano Ronald Reagan favoriscono gli accordi per il disarmo nucleare; nei paesi dell’Est nascono e si affermano nuove formazioni politiche che avanzano la richiesta di autonomia dall’URSS e di piena sovranità; la caduta del muro di Berlino; la repressione violenta degli studenti cinesi in piazza Tienanmen.

Sul piano interno il CAF (Craxi, Andreotti, Forlani) imperava. Per quanto riguarda il PCI, nel giugno 1988 Achille Occhetto diventa il nuovo Segretario del PCI al posto di Alessandro Natta; dopo la Bolognina con il XIX Congresso, svoltosi a Bologna dal 7 all’11 marzo 1990, furono gettate le basi del nuovo soggetto politico; per poi cambiare definitivamente nome l’anno dopo, a Rimini, al XX Congresso (31 gennaio-3 febbraio 1991) quando nacque il Partito Democratico della Sinistra (PDS).

A Rimini il PCI, dopo oltre 40 anni, era stato estromesso dal governo della Città da una alleanza di pentapartito DC-PSI-PSDI-PRI-PLI nel maggio 1989. Alle elezioni amministrative del 6 maggio 1990 il pentapartito tenne e il PCI (che aveva candidato a Sindaco Giuseppe Chicchi) rimase all’opposizione. La segreteria di Sergio Gambini, durata sei anni (25 febbraio 1985-19 marzo 1991) sarà segnata da questo fatto.

15-18 febbraio 1990. XVI Congresso della Federazione Comunista Riminese, l’nvito

Anni difficili come ricordò in un’intervista a L’Unità il 14 marzo 1991 (il deficit finanziario della federazione, la vicenda dei ‘chiacchierati’, l’emergenza ambientale dell’Adriatico, le crisi a Palazzo Garampi, il difficile rapporto con il PSI), ma non solo ‘ombre’: “Abbiamo alle spalle anni di progressiva o significativa trasformazione della nostra identità. Essi hanno consentito al PCI riminese di giungere preparato all’appuntamento con la nascita del PDS, perché abbiamo costruito una vera discontinuità rispetto al passato nei programmi, affrontando il tema della qualità dello sviluppo sociale, urbano e ambientale. Abbiamo inoltre rinnovato profondamente i nostri gruppi dirigenti e preparato un nuovo scenario per il sistema politico che supera vecchie concezioni egemoniche o consociative”.

Il 17° Congresso Federale Comunista riminese (11-13 gennaio 1991) prese il via mentre si stavano accendendo i motori dei cacciabombardieri americani ed europei per dare inizio ai bombardamenti aerei sull’Iraq del dittatore Saddam Hussein. Gambini invece di relazionare presentò un ordine del giorno contro la guerra nel Golfo. Poi i delegati si trasferirono in Piazza Tre Martiri per partecipare al presidio organizzato dal Coordinamento per la pace.

Il voto alle mozioni confermò il sostegno a Occhetto e alla sua svolta. Il confronto politico relativo alla nuova formazione politica della sinistra ed alle ricadute sulle politiche locali venne rinviato al 1° Congresso del PDS che si svolse dal 6 al 9 marzo 1991. Il 19 marzo Giuseppe Chicchi venne eletto nuovo segretario del Partito.

In quegli anni tumultuosi, di profondo cambiamento che molto sinteticamente ho provato sopra a delineare, si inseriscono le vicende di “Pressing. Centro Iniziativa politica Rimini”. Nato sull’onda degli esiti finali del XVII Congresso svoltosi a Firenze dal 9 al 13 aprile 1986, il Centro di Iniziativa Politica Pressing Rimini nasce ad ottobre 1986, quando viene definito l’atto costitutivo, per volontà di un gruppo di professionisti, intellettuali, operatori economici che “vuole coinvolgere quanti non militano in alcun partito, pur ritenendosi parte della sinistra ed interessato alle sue vicende”.

13-16 marzo 1986. Rimini, Salone Fieristico. XIV Congresso della Federazione Comunista Riminese. Al microfono Massimiliano Filippini

Sin da subito, anticipando Occhetto, si pongono il problema “di contribuire a dare sostanza alla iniziativa della nuova formazione politica” della sinistra. Accendendo i riflettori su cinque temi: “Iniziative contro la degenerazione clientelare della politica ovunque si manifesti”; “Analisi e promozione dei modi in cui è possibile garantire la trasparenza della gestione delle cariche pubbliche e della pubblica amministrazione in particolare”; “Individuazione delle ostruzioni ad un effettivo esercizio dei diritti di cittadinanza, in ogni campo della vita quotidiana della gente comune e promozione di iniziative volte a rimuoverle”; “Proposte relative al miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia della pubblica amministrazione”; “Assumere l’ambiente come valore”.

In una nota “sulla natura e sulle prospettive” di Pressing viene scritto che “ogni membro avrà con il PCI il rapporto che ritiene di avere, non essendone richiesto di alcun tipo per aderire al gruppo e alle sue iniziative”.

“Nonostante il rapporto di figliolanza del gruppo con il PCI, quest’ultimo non esercita alcuna ‘patria potestà’: l’autonomia delle valutazioni e delle iniziative è completa ed il gruppo è nato e cresce fuori dalle strutture del Partito Comunista”.

Febbraio 1991. Da destra Massimo Spaggiari, Pietro Pezzi

I soci all’inizio sono una trentina (arriveranno ad essere una cinquantina). Il motore organizzativo del Centro è Quinto Maioli (1939- ), che dopo le esperienze di Confesercenti e CONAD, è in quegli anni un libero professionista del mondo finanziario. Il recapito ufficiale di Pressing sarà presso il suo studio in Via Cairoli. A Pressing aderiscono, tra gli altri, il prof. Massimiliano Filippini; i dirigenti aziendali Aldo Manetta, Massimo Parma, Pierluigi Bascucci, Renato Moschen; i professionisti Pietro Pezzi, Luigi Capobianco, Giacomo Bonfè, Carlo Gandolfi, Giorgio Benvenuti, Mario Ferri, Nadia Saponi, Alessandro Petrillo, Cosimo Argentieri, Giorgio Piccioni; il dirigente di banca Giulio Buccolieri; i giornalisti Pietroneno Capitani, Lorenza Lavosi.

In un articolo de L’Unità del 21 ottobre 1987, “Nella società nuovi spazi per una forza come il PCI. Ecco come vedono a Rimini la difficile impresa” il giornalista Raffaele Capitani interpella, per sentire la sua opinione, anche Maioli di Pressing, “una specie di Lyons rosso”.

Coordinatori di Pressing furono eletti via via l’avvocato Petrillo (1957- ) (sino a novembre 1988), l’architetto Bonfè (1948-2005) (sino a febbraio 1989), poi Parma (1956- ) (sino a luglio 1990), l’architetto Pezzi (1956- ) (sino a febbraio 1992), Manetta (1931-2002) (sino all’esaurirsi della prima fase della vita di Pressing a inizio 1993).

Gli incontri dei soci si svolgono normalmente a tavola: al ristorante Abbazia del Parco (ex ristorante Parco Covignano), alla “Vecchia Rimini” o alla “Chesa de Vein” (il più delle volte).

Mario Ferri

I temi degli incontri sono i più vari, spaziando dall’economia, alla cultura, alla politica. Ad esempio: “Il ruolo della Borsa valori nell’economia italiana” (il 6 marzo 1987), “Il ruolo e il rapporto degli ‘esterni’ con il PCI” (il 7 novembre 1988), “Il turismo come settore chiave: prospettive dell’area riminese” (il 16 febbraio 1989), “Qual è l’immagine che Rimini intende proporre di sé” (il 21 marzo 1989), “Il futuro della politica riminese” (il 2 giugno 1989).

A febbraio 1990 i partecipanti a Pressing aderiscono all’appello dei firmatari “Per un partito nuovo della sinistra”. Scrive il coordinatore Parma: “La nuova fase costituente che si aprirà a breve termine, ci offre la possibilità di portare il nostro contributo alla formazione di una grande forza democratica, che faccia propria la tematica dei diritti di cittadinanza, che concepisca lo Stato come garante di regole accettate dalla maggioranza dei cittadini, che si proponga come propria ragion d’essere di ridurre al minimo l’esclusione dei cittadini/elettori/lavoratori dalla soddisfazione dei bisogni tutt’ora inappagati”.

Le firme sotto l’appello che Pressing pubblica su diversi giornali amplia il numero dei suoi soci. Nella parte finale dell’Appello viene scritto: “Fase costituente di una tale forza vuol dire un processo dove chiunque condivida i valori della sinistra, e voglia una politica capace di praticarli coerentemente ogni giorno, possa portare il contributo del proprio impegno autonomo e critico. Senza limitarsi ad attendere, ad assistere passivamente a questa stagione di trasformazioni, secondo il degradante modello della politica spettacolo. Questo è il tempo di cambiamento, di passione riformatrice, di impegno civile”.

Alle elezioni amministrative del 6 maggio 1990 Pressing presenta, nella lista del PCI, tre suoi aderenti che saranno eletti: come indipendenti l’arch. Pietro Pezzi (1956- ) e il commercialista Mario Ferri (1941- ), e il prof. Massimiliano Filippini (1937-2018).

13 luglio 1990. Il coordinatore di Pressing Pietro Pezzi assieme a Paolo D’Anselmi, coordinatore del club “Regole del gioco” di Milano, presentano le proposte della “Sinistra dei Clubs” per il Congresso del PCI. Il cartoncino d’invito

Il 13 luglio 1990, dopo il Congresso di Bologna, anche a Rimini si dà avvio alla costituzione dei Comitati per la Costituente. Il coordinatore di Pressing Pezzi assieme a Paolo D’Anselmi, coordinatore del club “Regole del gioco” di Milano, presentano le proposte della “Sinistra dei Clubs” per il Congresso del PCI: “Inizia con noi a costruire la ‘nuova sinistra’”.

Ma il 21 luglio 1990 scoppia “la grana”. In una lettera inviata al Presidente del Comitato Federale del PCI riminese da parte di alcuni uomini di Pressing iscritti al PCI, e mandata perché venisse pubblicata ai giornali, viene detto “mentre i sottoscritti sono impegnati a fianco ai non iscritti al partito per contribuire alla nascita della nuova forza politica, i membri del Comitato federale, stando alle notizie di stampa, sono ‘impegnati’ nella definizione di un gruppo dirigente. Non vogliamo sembrare ingenui più di tanto. Ci rendiamo conto che quanto è successo nelle amministrative, VECCHI rancori mai sopiti all’interno del gruppo dirigente, idee e modi di essere e di porsi nel futuro più prossimo, siano oggetto di inquietudini, interrogativi a cui non sempre è facile dare e capire le risposte. Non di meno lo scontro in atto, ai massimi livelli della direzione del nostro partito, visto dall’esterno, appare una feroce lotta di potere per il potere, con caratteristiche di resa dei conti fra uomini dell’apparato”.

Pressing interviene dunque pesantemente nel dibattito in corso nel PCI riminese dopo il XVI Congresso (15-18 febbraio 1990) e il pessimo risultato delle elezioni comunali del 6 maggio 1990. Il Comitato federale del 23 luglio 1990 alla fine eleggerà un ufficio politico e non una direzione, riconfermando Gambini segretario sulla base di un difficile accordo raggiunto con Chicchi.

16 novembre 1990. Il documento redatto da Pressing pubblicato all’interno del supplemento de L’Unità “Lettera sulla Cosa”. Sette pagine di riflessioni, spunti, proposte frutto del lavoro di molti dei soci di Pressing

Pressing lavorerà diversi mesi ad una propria proposta sul nuovo partito. Il documento elaborato intitolato “Dentro il capitalismo” sarà pubblicato, con notevole evidenza, il 16 novembre 1990 all’interno del supplemento de L’Unità “Lettera sulla Cosa”. Sette pagine di riflessioni, spunti, proposte frutto del lavoro di molti dei soci di Pressing e condivise nel corso di numerosi incontri collegiali. Ma, come per quasi tutti i documenti di Pressing, il principale redattore fu Aldo Manetta, consulente aziendale della SCM ormai in pensione, docente di fisica all’ITI.

Al XVII Congresso del gennaio 1991 parteciparono 342 delegati e, per la prima volta, 60 delegati ‘esterni”. Fra questi ultimi diversi soci di Pressing. Una dozzina di soci risulteranno eletti nel nuovo Comitato Federale uscito dal Congresso e parteciperanno attivamente alle discussioni per la nascita del PDS al suo primo Congresso a marzo 1991.

L’attività di Pressing, con la nascita del PDS, nel corso degli anni successivi al 1991 si andò via via esaurendo. A settembre 1994 venne lanciato un appello firmato Quinto Maioli e Alessandro Petrillo “Per la rinascita di Pressing”. Partendo da una riflessione sul recente passato “forse fu la coincidenza temporale con lo storico avvenimento della ‘trasformazione’ del PCI in PDS che condizionò in senso rigidamente unidirezionale quell’esperienza”, Pressing “perse di vista le ragioni di un proprio autonomo sviluppo, finendo con l’essere ineluttabilmente confuso ed assorbito nell’esperienza del PDS. La sinistra dei clubs è così perita perché confusasi nelle maglie e nelle articolazioni del progetto di Achille Occhetto”. “Abbiamo assistito impotenti al fallimento di esperienze a volte significative, come la nostra”. L’invito ad intervenire all’assemblea del 20 settembre 1994 ricevette una debole risposta e scarsa partecipazione. L’insuccesso dell’incontro decretò la fine dell’esperienza di Pressing.

Un’esperienza elitaria quella di Pressing, durata comunque quasi nove anni, che ha contribuito ad animare il dibattito nel difficile passaggio dal PCI al PDS. E che ha dato uomini per rinnovare il Partito e i gruppi consiliari. Ma soprattutto è stata la prima, ed unica, esperienza nella storia del PCI riminese che ha visto un gruppo organizzato, a lui esterno, ma contiguo e stimolatore del suo dibattito. A volte al limite della ‘provocazione’ politica. Situazione non facile né per il gruppo dirigente del PCI riminese che spesso snobbò le sollecitazioni di Pressing, ma neanche per i soci di Pressing che vissero il confronto/conflitto con il PCI riminese come scontro per affermare le tematiche a loro più care: la trasparenza, le modalità di formazione di una classe dirigente, i diritti dei cittadini.

P.S. Devo ringraziare Quinto Maioli per avermi consegnato parte del materiale prodotto da Pressing nel corso degli anni e da Lui conservato.

Inoltre nessuno dei protagonisti della storia di Pressing da me interpellati sono stati in grado di consegnarmi una sola foto delle decine di iniziative realizzate. Se qualcuno ne avesse mi piacerebbe poterne fare una copia digitale per arricchire l’archivio fotografico dei partiti politici dell’Istituto per la Storia della Resistenza di Rimini (può contattarmi via email pzaghini@rimini.com).

Paolo Zaghini

 

You may also like
Mario Castelvetro, da partigiano a sindaco sempre restando maestro di scuola
Chi era Renato Muccioli, per un quarto di secolo sindaco di Coriano
Carlo Della Rosa, un protagonista di Rimini non sempre vincente
Perchè Margherita è cittadina di Rimini
Scroll Up