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Prestiti al senatore della Lega Siri. Si dimettono i vertici della banca Agricola di San Marino

Caso Siri. Il Direttore Generale di BAC, Marco Perotti, ed il suo vice – Tiberio Serafini – hanno rinunciato  alle rispettive cariche; con “lo scopo – è scritto in un comunicato della Banca– di tutelare la loro posizione personale” ed “evitare ogni strumentalizzazione ed ogni possibile pregiudizio a carico della banca”. Un “passo indietro” reso noto da un comunicato diffuso in mattinata dall’istituto di credito sammarinese, che “ha accolto la rinuncia alle cariche”, ringraziando i due dirigenti “per la sensibilità dimostrata”.

Il comunicato stampa:

Marco Perotti e Tiberio Serafini hanno rinunciato alle rispettive cariche di Direttore Generale e Vice Direttore Generale di Banca Agricola Commerciale. Tale decisione è maturata in relazione alle note vicende relative ai finanziamenti concessi al Senatore Armando Siri e alla società TF Holding s.r.l. per i quali sono in corso accertamenti da parte delle competenti Autorità. Con la serenità di avere operato correttamente e nell’interesse della Banca i suddetti Dirigenti hanno ritenuto tuttavia opportuno fare un passo indietro con lo scopo di poter più efficacemente tutelare la loro posizione personale e nel contempo di evitare ogni strumentalizzazione ed ogni possibile pregiudizio a carico della Banca.

Il Consiglio di Amministrazione di Banca Agricola Commerciale, grato per la sensibilità dimostrata dai propri dirigenti, ha accolto la rinuncia alle cariche e ha provveduto alla nomina del nuovo Direttore Generale nella persona di Dario Mancini. Il nuovo Direttore è una figura di primario rilievo nel panorama bancario dove ha ricoperto posizioni di vertice e ha maturato una significativa esperienza anche in ambito sammarinese, che certamente si tradurrà in un proficuo contributo allo sviluppo e alla crescita dell’attività della Banca.”

Come già scritto nei giorni scorsi l’Espresso, ha rivelato che anche le autorità di San Marino indagano sugli affari del senatore Siri.

Tutto ciò avviene mentre si attende l’uscita di una nuova “tranche” dell’inchiesta de l’Espresso, domenica 11 agosto, riguardante un presunto terzo prestito sospetto, questa volta di 200.000 euro, di cui BAC non avrebbe fatto cenno, e che sarebbe stato scoperto solo di recente dalle autorità di vigilanza dopo una segnalazione a BCSM. Finanziamento che l’Espresso ritiene collegato a Domenica Ferragù: la consulente veronese che avrebbe presentato alla BAC Armando Siri facendogli ottenere un mutuo da 750.000 euro.

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