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Prezzi troppo bassi. Le nostre aziende agricole rischiano la chiusura

Spett.Le direttore,

si discute molto sulla libera circolazione delle merci, sui dazi che minaccia il presidente Trump di mettere (ed ha messo) per le merci importate negli Usa. L’Italia giustamente, chiede libera circolazione in virtù dei tanti prodotti made in Italy dalla moda all’agricoltura. La libera circolazione delle merci ha i vantaggi per l’esportazione dei nostri prodotti ma alcuni svantaggi sulle importazioni.

Recentemente è attraccata al porto di Ravenna una nave piena di orzo. Una quantità pari alla produzione dell’intera area della Romagna. Sa quale è stato il risultato. Il prezzo dell’orzo è crollato dai 24 euro a quintale del 2018 ai 12 euro del 2019. Dimezzato il ricavo a parità, quando va bene, di costi.

Vogliamo discutere del grano per la pasta. Se venisse pagato un euro in più a quintale la produzione sarebbe ampiamente ripagata. Il costo in più su una confezione di 500 grammi di pasta sarebbe di uno o due centesimi. Ma non si fa. I produttori di pasta preferiscono pagare sempre meno il grano per avere più risorse per la promozione.

Non voglio pensare di risolvere tutto questo con i dazi ed i prezzi minimi ma il governo deve affrontare questi aspetti. Le cose non vanno meglio  nel settore della frutta.

Le pesche pagate 20-22centesimi al chilo alla produzione e rivendute negli scaffali della grande distribuzione da 1,50 a 2 euro al chilo. Così non va. Si rischia da far chiudere le nostre aziende ed importare tutto dall’estero.

F.B.

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