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Primo Silvestri (a cura) “Rimini, dieci anni di economia. Tra passato e futuro” (Il Ponte)

Sono talmente rari i libri che ci parlano del mondo economico riminese, che quando ne esce uno bisogna sempre leggerlo con grande attenzione.

E questo che ci viene proposto a cura di Primo Silvestri è ancora più prezioso, perché è realizzato usando il materiale che in 10 anni ha prodotto TRE (Tutto Rimini Economia), il mensile allegato a Il Ponte.

“Siamo nati – scrive Silvestri – con l’obiettivo di occupare uno spazio informativo che all’epoca – ma anche adesso – sembrava vuoto. E con il fermo proposito di offrire, in un campo delicato come lo sviluppo locale, una informazione documentata, che approfondisse i temi e scendesse nella vita reale delle imprese e delle persone, scartando da subito propaganda e informazioni non supportate da fonti attendibili”.

TRE in questi anni ha raccontato la vita di oltre 100 aziende riminesi dando spazio “a tutto ciò che ci è sembrato fosse vivo, attivo e potesse rappresentare una risorsa per la costruzione del futuro”.

Il libro è costruito sintetizzando per temi il lavoro di ricerca che TRE ha fatto nel corso del decennio su vari temi: popolazione, imprese, le sofferenze del credito, il turismo bloccato, cultura è competitività, lavoro e disoccupazione, istruzione, ricchezza e povertà, lo spazio economico dei Comuni, le eccellenze dell’artigianato artistico. Il tutto arricchito con dati e tabelle comparative.

Il volume è scritto in un linguaggio comprensibile a tutti, anche ai profani che di economia ben poco capiscono (se non che il Paese è in crisi ormai da troppi anni e la vita è sempre più dura per gli individui e le aziende).

“La lunga stagnazione economica che ha colpito il nostro al pari degli altri paesi industrializzati non ha finora generato, a livello locale, idee e proposte che vadano oltre la riproposizione di misure tradizionali. In particolare, tarda a scomparire il mito secondo cui industria e servizi rappresentano due ambiti dell’economia dall’andamento divergente con l’avanzare dello sviluppo economico”.

E prosegue Stefano Zamagni, economista e docente universitario, “piuttosto è vero il contrario: bisogna urlare dai tetti che Rimini non può vivere di solo turismo, per di più di un turismo non culture-friendly. Le monoculture hanno sempre prodotto disastri, in economia. E’ la biodiversità economica la garanzia di uno sviluppo auto propulsivo nella prospettiva della durata”.

Scrive Silvestri sul turismo: “La crisi, con la conseguente riduzione dei consumi delle famiglie, inevitabilmente ha avuto un impatto negativo sul turismo popolare e di massa della Riviera di Rimini. Dal 2007 al 2014, non senza oscillazioni, le presenze (i pernottamenti) turistiche in provincia sono diminuite, mantenendosi comunque sopra i 15 milioni (dopo aver superato 16 milioni nel 2011). Tutto questo grazie al turismo estero, che ha parzialmente tamponato le perdite nazionali. In sintesi, a fine 2014 la provincia di Rimini si ritrova con le stesse presenze di dieci anni prima, ma 2 milioni in meno degli anni Ottanta, mentre nel resto del mondo il turismo ha continuato a crescere a ritmi sostenuti”.

Una sottolineatura interessante (che conferma anche alcune statistiche ISTAT che sono state recentemente pubblicate su Chiamamicitta.it): “Non è andato meglio l’entroterra (Valconca e Valmarecchia), dove nonostante i buoni propositi e gli sforzi fatti, le presenze continuano a rimanere marginali e soprattutto non decollano”.

Nel 2014 le presenze turistiche nell’entroterra riminese non hanno superato le 150mila unità, ovvero sì e no l’1% dell’insieme delle presenze nel Riminese.

Per contro nel Riminese gli arrivi aumentano: “Vengono più turisti, ma si fermano per periodi più brevi”: si scende da 5,9 notti del 2000 a 4,7 notti nel 2014.

Interessante il giudizio dei turisti che vengono a Rimini (rilevazione dell’Università di Rimini): “Un livello di qualità molto buono sia nel segmento balneare, sia nei segmenti sportivo e congressuale”. Un voto complessivamente alto, pari a 8,25. Ma sono da considerare con attenzione anche le critiche: i parcheggi, l’acqua del mare, i servizi di informazione, la viabilità, la rumorosità, la sicurezza.

Un esempio di cosa positiva rilevatasi però di fatto inutile, se non dannosa: la guida plurilingue, pubblicata dalla Provincia di Rimini, “Malatesta & Montefeltro: in viaggio sulle colline riminesi” è stata apprezzata dagli operatori ed è servita, ma … i turisti hanno trovato chiuso i Musei nelle ore indicate di apertura, le scritte solo in italiano, le strade dissestate. La Guida turistica dell’ACI olandese ha scritto “di stare molto attenti quando si viaggia da quelle parti”. Un autogol clamoroso per il pubblico e i privati.

Ci siamo soffermati sull’ampio capitolo dedicato al turismo, ma anche tutti gli altri sono interessanti (anche quando non si condividono alcune analisi e giudizi espressi dall’Autore, seppur sempre in forma originale e stimolante).

La filosofia di fondo dei ragionamenti dell’Autore è che comunque bisogna impegnarsi per cambiare, e che queste battaglie finiscono quasi sempre per risultare vincenti. Dobbiamo, e vogliamo, sperarlo: per Rimini e per l’Italia perché di questa situazione di crisi economica, più o meno latente, nessuno ne può più.

Paolo Zaghini

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