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Processo Aeradria, la maggior parte delle accuse va verso la prescrizione

Il 7 luglio si è svolta l’ultima udienza del processo Aeradria. Dopo il rinvio delle sedute previste a causa del coronavirus, martedì scorso sono stati ascoltati come testimoni della difesa alcune persone tra cui Riccardo Fabbri (all’epoca dei fatti, capo di gabinetto della provincia), Sergio Funelli (come ex capogruppo PD in provincia), Maurizio Melucci (ex vicensindaco del comune di Rimini) e due dirigenti della Fiera di Rimini.

La prossima udienza è stata messa a calendario per il 24 novembre 2020. In quella data si discuterà dei reati caduti in prescrizione. A conti fatti, si tratterà di buona parte dei capi di imputazione contestati, (false comunicazioni sociali, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche ed abuso d’ufficio).

Rimangono i reati finanziari. In questo modo l’ex presidente della Provincia Nando Fabbri e l’ex sindaco Alberto Ravioli dovrebbero uscire definitivamente dal processo. Rimarrebbero imputati il sindaco di Rimini Andrea Gnassi, il presidente della Fiera Lorenzo Cagnoni e l’ex presidente della Camera di Commercio Manlio Maggioli per l’ipotesi di reato di ricorso abusivo al credito (la prescrizione arriverà tra circa un anno) e l’ex presidente della provincia Stefano Vitali per il reato di concorso in bancarotta (la prescrizione è ancora lontana).

Resterebbe nel processo anche chi faceva parte dei cda delle aziende coinvolte nel fallimento Aeradria e che non hanno patteggiato.

Con la prescrizione del reato di truffa decade anche il sequestro dei beni immobili e mobili, per complessivi 650 mila euro, nei confronti degli amministratori coinvolti: Massimo Vannucci, Massimo Masini, Alessandro Giorgetti, Manlio Maggioli, Stefano Vitali, Andrea Gnassi, Alberto Ravaioli, Ferdinando Fabbri e Lorenzo Cagnoni.

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