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Processo TRC Renata Tosi, maggioranza: “E’ stato il PD a fare danni”

A Riccione continuano le polemiche tra la minoranza e la maggioranza sul TRC.

Di seguito nota congiunta dei Capigruppo di Maggioranza nel comune di Riccione Fabrizio Pullè (Noi Riccionesi), Sara Majolino (Lista Civica Renata Tosi), Andrea Bedina (Lega) e Pier Giorgio Ricci  (Forza Italia) per difendere a spada tratta la sindaca Renata Tosi riguardo alla richiesta da parte del PD, M5S e Patto Civico  sulla costituzione del Comune di Riccione come parte civile nel processo che vede imputata il primo cittadino per l’occupazione dei cantieri del TRC.

E’ povera una nazione, ed è povera una città, che vede i suoi rappresentanti di opposizione trovare il loro massimo momento di unione e di gloria nello “sparare” ad alzo zero contro l’avversario politico.
L’abbiamo ribadito ieri sera in Consiglio Comunale: è inutile che le opposizioni, declinate nei loro diversi colori, vogliano tentare di spostare il problema dal punto focale: da un punto di vista politico, il nodo irrisolto, la ferita scoperta, ancora oggi sanguinante, porta il nome del TRC (ed il cognome del PD). Un argomento che è ancora centrale oggi, e che lo sarà ugualmente nei prossimi anni.

Ci si chiede (anche ieri sera in Consiglio Comunale) di “dimenticare”, di guardare avanti”, di “non soffermarsi su cose passate”. Riteniamo che questa richiesta sia un insulto alla intelligenza dei riccionesi, e che vada senza indugio rispedita ai mittenti. Così come crediamo debba essere rispedito ai mittenti, permettetecelo, quel finto buonismo con cui esternamente si augurano “che il Sindaco venga assolto con formula piena”: tutti firmano perché il Comune le chieda “presunti” danni di immagine (ricordiamo che, in diritto, il risarcimento del danno si può ottenere solo dove prima venga provato il fatto, e poi venga provato un danno ingiusto; ci si chiede quale “danno ingiusto” possa avere subito il Comune…) eppure tutti si augurano ardentemente una assoluzione: qualcosa non quadra.
Ma noi siamo persone concrete.
Concrete e Leali.
Non riteniamo che Renata Tosi, nella vicenda per cui vi è processo, abbia creato danni al Comune di Riccione. Qui, se c’è qualcuno che ha creato un danno, è stato il PD quando ha deciso per la realizzazione di quell’opera.
Riteniamo invece che il fine di quell’ordine del giorno, fuori da ogni reale funzione a fini tecnico – processuali, volesse essere solamente usato come una clava politico mediatica per assestare un colpo al Sindaco.
Prova ne sia che, non appena presentato l’ordine del giorno innanzi alla Conferenza dei Capigruppo in Comune, venivano dagli stessi partiti sottoscrittori divulgati simultanei comunicati stampa per “pubblicizzare” la vicenda.

Perché, lo si è detto prima, il TRC è ancora un nervo troppo scoperto, è ancora un fuoco ben presente, è una brace ad alte temperature che giace nascosta sotto quei metri di cenere con cui il PD aveva cercato di spegnerlo. Invano.

E ieri sera si sono accorti che quel colpo di clava politico – mediatica che volevano assestare al Sindaco, è in realtà tornato loro indietro come un boomerang, mandando in frantumi tutti i castelli che si erano costruiti. Si sono ritrovati come un pugile a guardia abbassata, come un barcone alla deriva pronto a schiantarsi sulle scogliere della realtà.

La Città sta con Renata. Questo è l’unico dato certo.
Qualcuno ha scambiato l’aula Consiliare per una Aula giudiziaria. Comunichiamo a questi (pochi) qualcuno, che il processo si terrà a Rimini in Via Carlo Alberto Dalla Chiesa, non a Riccione in Via Vittorio Emanuele II.
A Riccione, nell’Aula consiliare, si fa politica, e Noi riteniamo che la politica si faccia sulle questioni, e non sugli attacchi personali.
Per questo riteniamo che quell’ordine del giorno non andasse approvato: da quel testo abbiamo percepito, al di là di tutte le frasi benevole di circostanza, solo risentimento personale verso il Sindaco, e nessuna proposta corretta e concreta in favore dei Cittadini Riccionesi.

I Riccionesi hanno democraticamente chiesto di potersi esprimere con un referendum sul TRC, ma il partito “democratico”, l’ha sempre democraticamente negato. Abbiamo ieri sera riportato una frase della mai dimenticata partigiana Lorena Armaroli, che nel 2006, da semplice cittadina, durante un consiglio comunale aperto sul TRC, tuonava contro il sindaco Imola ed il PD in questo modo (la si cita testualmente): “Molte delle persone presenti hanno considerato i Riccionesi dei sudditi. Ma io non sono un suddito, sono un cittadino”.
Si Lorena. I cittadini si sono svegliati e oggi non sono più sudditi. E si sono espresso con un grosso “NO” al TRC ed al PD.

Ed il PD, chiuso nella sua torre d’avorio, invece che andarsene e chiedere scusa alla città, abbassare lo sguardo, camminare a testa bassa, ha cercato la VENDETTA, come se chiedere i danni al sindaco (per non si capisce ancora quali danni), potesse ridare loro una sorta di verginità politica.
Ed il Movimento 5 Stelle che, mentre in tutta Italia difende i vari No Tav, No Tap, No di qua e No di là, anche fisicamente fin nelle aule giudiziarie, e che per coerenza a Riccione avrebbe dovuto sostenere, almeno su questo versante, Renata Tosi, si è devotamente prostrato alla causa piddina. Ragione e sentimento….

Ci spiace, ma la politica dei giochini non è la nostra. La politica degli scontri personali la lasciamo a loro. Noi abbiamo altro da fare. Abbiamo da amministrare, con giudizio, una città.
La Città sta con Renata. Non solo noi Consiglieri, non solo tutta la Giunta. La stragrande maggioranza della città, su questo aspetto, sta con il Sindaco, e non smette di riconoscerLe piena solidarietà.

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