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Profughi ucraini e scuola, Bellini: “Se emergenza bisognerà reperire spazi, docenti e personale”

Proseguono senza sosta i preparativi per conciliare l’accoglienza dei profughi e delle profughe ucraine in fuga dalla guerra con l’organizzazione dei servizi territoriali.  Come noto, Rimini è, a livello nazionale, uno dei territori che più si è speso nell’accoglienza dei profughi, non solo per la sua capacità ricettiva ma anche perché sede storica di una delle comunità di immigrati e immigrati ucraine più numerose. Tra i servizi più sollecitati c’è sicuramente quello della scuola. Ad oggi l’emergenza è stata gestita attraverso diversi servizi offerti sia all’interno delle istituzioni scolastiche vere e proprie, sia attraverso un sistema di accoglienza e aggregativa simile ai centri estivi. Tra le tante e i tanti ucraini arrivati, inoltre, molti hanno preferito, laddove possibile, continuare a frequentare a distanza le lezioni con i propri insegnanti rimasti in patria.

L’obbiettivo ora è organizzare il prossimo anno scolastico. Difficile prevedere quanti saranno gli studenti e le studentesse presenti a settembre, visto che l’auspicio di tutti è che la guerra possa finire il prima possibile, favorendo il graduale ritorno in patria dei profughi. Se i numeri resteranno quelli attuali, intorno agli 800, sarà ovviamente necessario reperire spazi, docenti e personale ausiliario, oltre al potenziamento dei servizi aggiuntivi a partire dalla mensa e dal trasporto scolastico. Uno sforzo importante che nessuna amministrazione comunale può sostenere da sola e per il quale sono necessarie risorse ed aiuti da parte dello Stato.

Le novità 

Proprio su questo ultimo argomento ho avuto modo di portare personalmente il quesito da parte del nostro territorio all’assemblea ANCI della scorsa settimana. Una tematica molto sentita da parte di tutti i Comuni e di cui Rimini si è fatta portavoce, anche per i numeri che rappresenta. Un aiuto concreto, in questo, sta intanto arrivando dalla Regione Emilia – Romagna, con la quale sono costantemente in contatto e che a breve incontrerò per un incontro dedicato con l’assessora alla scuola Salomoni. Un intervento diretto che, a differenza di altri territori, ci può permettere di affrontare meglio l’organizzazione dei prossimi centri estivi. Rimini, insieme a Bologna, sarà infatti il territorio che beneficerà dei maggiori contributi (circa 45 mila euro) per l’accoglienza di bimbe e bimbi ucraini nei centri estivi. Stiamo inoltre lavorando per formalizzare gli atti con cui proporremo l’esonero delle rette per le figlie e i figli di profughi ucraini che hanno frequentato le nostre scuole per l’infanzia comunali, e per un ulteriore abbattimento delle rette per i centri estivi dedicati. A tal fine, sull’albo pretorio, abbiamo appena pubblicato gli atti per la concessione ai privati di spazi pubblici da dedicare ai centri estivi, in cambio dell’accoglienza gratuita di una quota di piccole e piccoli profughi ucraini.

Fare squadra come territorio 

Sono novità importanti ma l’obbiettivo, aldilà dei centri estivi, è quello per il sistema scolastico riminese di farsi trovare pronti a settembre. Nel farlo è necessario pianificare con il giusto anticipo spazi, docenti, servizi, insieme alle varie Istituzioni coinvolte, dalla Prefettura all’Ufficio scolastico regionale, dalla Regione alla Provincia, passando anche da chi, come l’associazionismo, si è dimostrato in questi mesi un come valida e generosa risorsa. In questa prima fase la priorità è quella di riuscire a capire quanti saranno i ragazzi interessati all’ inserimento scolastico, quali istituti dovranno frequentare, alla luce dei spostamenti che molto probabilmente ci saranno nel corso di tutta l’estate. Purtroppo le notizie dai diversi fronti aperti non sono ancora delle migliori, ma l’auspicio è che, con una graduale risoluzione del conflitto, molte famiglie possano tornare in Ucraina per ricongiungersi con i propri cari.

A prescindere da queste variabili, Rimini deve farsi trovare pronta. Per questo, oltre alle proposte amministrative già previste per la discussione la prossima settimana, sarò personalmente attiva sia con la Regione Emilia-Romagna, che ringrazio per la sensibilità con cui sta seguendo l’accoglienza e per l’attenzione riservata a Rimini, sia con l’Associazione Nazionale Comune Italiani, attraverso cui stiamo lavorando per avere dal governo quelle risposte di cui i territori hanno bisogno per essere pronte al nuovo anno scolastico.

 

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