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Progetto Sofia, da Misano per i bambini che soffrono nel mondo

Quanti bambini soffrono nel mondo? Tanti, troppi. Dall’Africa al Medio Oriente, la fame, la sete, le continue lotte intestine, teatri di guerra tragici che fanno da appena sottofondo alle nostre difficoltà quotidiane, che ci sembrano così insormontabili. Aiutare queste persone, queste famiglie, questi bambini ridotti a scheletri che camminano con gesti concreti, potrebbe dare un senso alle nostre esistenze e farci capire che la vita è ben altro da quel che appare dal nostro privilegiato punto di vista.

Una persona che ha deciso di rimboccarsi le maniche e donare gran parte del proprio tempo ai bambini bisognosi di tutto il mondo è Mauro Ciaroni, 62enne di Misano Adriatico, parrucchiere e sposato con due figli. Il suo spirito d’avventura lo ha portato a visitare e soprattutto a conoscere la cruda realtà di alcuni paesi tra i più poveri al mondo. Così, è nato Progetto Sofia, che da 14 anni sta dando speranza e, soprattutto, un valido e prezioso sostegno a tantissimi piccoli.

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Che cos’è Progetto Sofia?

«Sono padre di una ragazza di 17 anni che si chiama Sofia. E’ grazie a lei, che un giorno, dopo aver visto delle diapositive al ritorno da un mio viaggio in Africa, parlando delle difficoltà e di come, in quel contesto, vivono i bambini nella povertà, un suo desiderio è diventato realtà. Con la perfetta semplicità dei bambini mi ha domandato: ‘Papà non possiamo fare qualcosa per i bambini meno fortunati di noi?’ Cosi è nato Progetto Sofia: interamente dedicato ai bambini bisognosi di qualsiasi parte del mondo».

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Quali progetti avete messo in cantiere in questi anni?

«Progetto Sofia conta 14 anni di vita e annovera diverse Missioni, tutte dirette ad aiutare orfani di guerra e di epidemie, bambini soldato, bambini abbandonati nelle strade, cardiopatici, bimbi con problemi psichici e fisici. Inoltre ha inviato finanziamenti per la ricerca su malattie rare. Gli aiuti economici sono giunti direttamente alle persone responsabili dei vari centri d’aiuto, intervenendo direttamente sulle strutture che li accolgono. In molti casi ho personalmente visitato queste strutture e ho incontrato in loco coloro che le presiedono, portando materialmente con me i finanziamenti raccolti e consegnandoli di persona».

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In quali zone avete operato?

«Siamo stati operativi in Etiopia, Mali, Yemen, Thailandia, Tanzania, Uganda, Ruwanda, Togo, Zambia, Senegal, Perù e Italia».

Quanto denaro avete raccolto finora?

«In questi anni abbiamo raccolto con l’aiuto di amici ed istituzioni esattamente la somma di 319.118,00 euro, interamente utilizzata per aiutare migliaia di bambini senza passare per i complicati ingranaggi delle burocrazie statali e locali. In particolare sono stati acquistati i seguenti beni di prima necessità direttamente sul posto per evitare lo scoglio delle dogane: medicinali, alimenti, vestiario, materiale scolastico e giocattoli. Inoltre con questi fondi è stato possibile realizzare la ristrutturazione di orfanotrofi, scuole, dormitori, mense, acquedotti, sale parto e accoglienza neonati. In alcuni casi è stato addirittura possibile costruire ex novo laboratori per l’avviamento al mondo del lavoro e per agevolare l’inserimento nella società. La forza e la filosofia del progetto prendono ispirazione da una frase di Madre Teresa di Calcutta: ‘Possiamo fare tutti qualcosa di piccolo con grande amore. Ma insieme possiamo fare qualcosa di meraviglioso’».

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Perché lei, insieme alla sua famiglia, i suoi amici, avete sentito il bisogno di spendervi in prima persone per aiutare il prossimo?

«Lo spirito che ha mosso me e coloro che mi hanno aiutato in questa meravigliosa impresa è sempre stato quello della certezza di fare qualcosa di veramente utile. Recentemente mi si è presentata la possibilità di condividere le mie esperienze di Progetto Sofia con i ragazzi dell’istituto scolastico F.lli Cervi di Riccione e ho avuto modo di spiegare loro i dettagli tecnici del Progetto e al contempo le emozioni legate all’aspetto spirituale del rapporto con i bambini bisognosi. Questa bellissima esperienza, grazie a mia figlia e alla mia famiglia, mi ha dato la possibilità di accostarmi ai bambini in difficoltà, di arricchirmi personalmente, e infine di aprirmi ad una nuova visione di valori quali la Famiglia, l’Umiltà e l’Altruismo. Ora posso dire di sentirmi più sereno e felice, sebbene consapevole che Progetto Sofia non è altro che una piccola goccia nel mare. Un bel giorno ti accorgi, che non sei più tu che porti, ma sei tu che prendi e coloro che portano gioia agli altri non possono nasconderla a loro stessi».

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Chi volesse sapere di più sul Progetto Sofia può visitare il sito: www.progettosofia.com.

Nicola Luccarelli

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