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Proprietà ex questura Rimini: “Ma quale ricatto, contro noi incomprensibile accanimento”

Marco Da Dalto Coordinatore Progetto Rimini Life di Ariminum Sviluppo Immobiliare (proprietaria dell’ex questura di via Ugo Bassi) risponde all’articolo di Maurizio Melucci di ieri domenica 7 agosto.

“Leggiamo sempre con molta attenzione i suoi articoli relativi all’area Ex Questura e la ringraziamo anche per aver usato una parola forte e dura come ‘ricatto’, che merita un approfondimento. Quando abbiamo acquisito il compendio eravamo perfettamente a conoscenza della manifestazione d’interesse presentata dal Comune per aderire al bando PIERS (Piano integrato Edilizia Residenziale Sociale); conoscevamo benissimo quantità, funzioni e usi previsti. Sappiamo altrettanto bene che Rimini si è classificata seconda, con poco più di 7 punti di vantaggio sulla quinta (prima esclusa) e che le è stato attribuito un punteggio per il quale ha ottenuto il finanziamento. Sono note e pubbliche le motivazioni per le quali si è classificata seconda: principalmente per la riqualificazione dell’intero compendio, di cui ASI ne è proprietaria per circa 45.000 mq di superficie fondiaria dei 58.000 mq complessivi”.

“Sappiamo che se si vuole dare attuazione alla realizzazione di edifici residenziali Pubblici (ERP) e residenze sociali (ERS), come le delibere di giunta confermano (ultimazione degli edifici entro il 2026), si deve condividere un piano. Abbiamo sempre immaginato un percorso di confronto, così come accade abitualmente dove si parla di attuazione di un piano urbanistico dove ci sono due proprietà (in questo caso ASI e Comune). Invece, prima ancora di conoscere le nostre intenzioni siamo stati accolti da: “Hanno fatto un pessimo affare”; “L’area è bianca e non si può fare nulla”; “Rimini non avrà un nuovo centro commerciale”; “Bisogna aspettare le previsioni del PUG (i cui lavori non sono ancora iniziati e per approvarlo e dare esecuzione ai piani edificatori ci vogliono almeno 7/8 anni)”. Lei tutto questo come lo legge?”.

“Perché noi siamo convinti che di fronte al dato oggettivo di coerenza che abbiamo esposto, se dovranno sorgere, in tempi brevi, delle palazzine per le famiglie meno abbienti serva mantenere i requisiti che hanno consentito al Comune di Rimini di ricevere il finanziamento pubblico: ovvero un progetto unitario di riqualificazione! Come si possono utilizzare due percorsi disgiunti e differiti nel tempo, realizzando le residenze pubbliche e sociali mentre si lascia quel transatlantico fatiscente e insicuro in piedi? Si continua a raccontare che c’è sensibilità sulla rigenerazione dell’area dell’ex Questura, dell’insicurezza attuale, poi veniamo respinti sistematicamente e rimandati al PUG”.

“Lei ha usato la parola ‘ricatto’, noi preferiamo non usarla ancora. Abbiamo presentato un progetto, RIMINI LIFE, dando ampia disponibilità a cedere gratuitamente le aree sia dove dovrà potrà sorgere l’ERP e l’ERS, sia quelle dove possono realizzarsi altre funzioni pubbliche. Non comprendiamo tutto questo accanimento nei nostri confronti e questo fuoco di sbarramento che sistematicamente si alza a ruota delle dichiarazioni dell’Amministrazione. A dire la verità qualche idea l’abbiamo e la teniamo per noi, in attesa che si decida di approfondire tutta la vicenda, sulla quale ASI sarà sempre interlocutore disponibile e trasparente. Vorrà convenire che abbiamo sempre mantenuto un atteggiamento propositivo, costruttivo e rispettoso. Continueremo a mantenerlo, resistendo ad attacchi talvolta scomposti. Col limite delle insinuazioni calunniose che qua e là nelle sue righe abbiamo colto. Credo sia doveroso, nei confronti dei residenti e di tutta la città di Rimini, dire chiaramente se si vuole o meno risanare la piaga dell’Ex Questura, evitando di nascondersi dietro argomenti che non aiutano il ragionamento”.

“Glieli riepilogo: ‘cattivo affare’, ‘area bianca’, ‘campo di margherite’, ‘122 persone su 22000 residenti hanno detto no al supermercato’, ‘ASI non sa fare i conti’, ‘RIMINI LIFE, c’è qualcosa che non torna’, ‘ASI ricatta il comune’. Il prezzo di 14,5 milioni di euro lo si è raggiunto perché un altro offerente, Conad, alla seconda asta ha offerto 14 milioni, intravvedendo evidentemente una prospettiva di investimento, non sappiamo di quale tenore, ma essendo un soggetto economico crediamo abbia concorso con logiche di mercato. Dottor Melucci, i cittadini di Rimini meritano rispetto e chiarezza, cominciamo ad usare toni e argomenti coerenti, per aiutarli a capire ciò che attende quell’area”, conclude Marco Da Alto.

 

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