Home > Politica > QUEL 2 AGOSTO

Quel 2 agosto ero sul filobus, avanti e indietro fra Rimini e Riccione, facevo il bigliettaio dell’Atam. Ci doveva essere la brezza di mare, perché le musichette e le voci del Publiphono le sentivo bene anche dal mio trespolo.

A un certo punto le voci e le musiche tacciono. Poi parte un annuncio, ripetuto all’infinito: c’è bisogno urgente di sangue, ci si può recare a donarlo presso..

Non sono son ancora arrivato al capolinea che già si sa tutto dai passeggeri che salgono via via. Un’esplosione alla stazione di Bologna. Tantissimi morti, un macello. Dicono una caldaia, ma vedrai che è un’altra bomba. Perfino peggio di piazza Fontana, di Brescia, dell’Italicus…

In quella stazione passavo tutte le settimane come migliaia e migliaia di altri studenti. In quella sala d’aspetto decine e decine di volte mi ero riparato dal gelo bolognese aspettando il treno per casa. Io come migliaia, milioni di altri nessuno. Qualcuno ha deciso che tutti noi eravamo dei nemici. Da massacrare proprio per il fatto di essere dei nessuno.

Quanti miei amici saranno stati lì? Sarà toccato a qualcuno di loro?

Di 85 morti e oltre 200 feriti, fra i riminesi era toccato a una ragazza di Viserba, il paese di mia mamma. Una ragazza di 18 anni, l’età della mia morosa di allora. Non la conoscevo, Flavia Casadei, ma chissà quante volte ci eravamo incrociati in città o al mare o sugli autobus dell’Atam. Lei non andava spesso a Bologna e si trovava in quella sala d’aspetto perché aveva perso una coincidenza.

Le coincidenze della vita, che ti salvano o ti condannano.

Ma nelle stragi italiane le coincidenze non esistono. Come non esiste la verità. Non ce l’hanno mai data, a noi che siamo solo dei nessuno. Aggiungendo così l’umiliazione allo strazio, la vergogna all’orrore.

Qualcuno ha forse contato sul fatto che, decennio dopo decennio, ci rassegnassimo a dimenticare questo come i tanti altri crimini senza spiegazione. Per quel che mi riguarda, si sono sbagliati di grosso. E non credo di essere il solo.

Oggi Rimini ha ricordato nel 36° anniversario le vittime della Strage alla stazione di Bologna. Ecco il comunicato dell’Amministrazione comunale:

“Il Gonfalone della Città, accompagnato dall’assessore Mattia Morolli e dagli agenti della Polizia municipale, è stato presente alla cerimonia commemorativa del XXXVI anniversario della Strage alla stazione di Bologna.

Una strage, quella che colpì Bologna e l’intero Paese, dove persero la vita 85 persone tra le quali la giovanissima riminese Flavia Casadei.

Anche le Grandi Officine Ferroviarie di Rimini hanno voluto come ogni anno commemorare le vittime della strage con una cerimonia che si è tenuta all’interno del complesso ferroviario a cui ha partecipato in rappresentanza dell’Amministrazione comunale il Vicesindaco Gloria Lisi

Trentasei anni dopo – ha detto il Vicesindaco Lisi nel suo intervento – per ricordare la più devastante, vigliacca, dolorosa ferita nella storia di questo Paese. Trentasei anni dopo, con un dubbio: quanto della strage di Bologna è conosciuto da chi, oggi, ha vent’anni? A volte abbiamo l’impressione di trovarci davanti a un’Italia senza memoria. Non frutto di una rimozione per motivi ideologici ma, peggio, culturali. In quest’ultimo quarto di secolo abbiamo assistito a una regressione della civiltà e dell’impegno individuali. Ma il valore di momenti come quello di oggi si misura con il metro del presente e del futuro. E siamo fermamente convinti che finché ogni 2 agosto saremo qui a ricordare, questa nostra democrazia vivrà. Per questo continuando ad esserci vorremmo che molti altri ci siano“.

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